lunedì 24 Giugno 2024

INTE, il nuovo organo dedicato ai temi della transizione energetica 

L’istituto, mira a diventare un interlocutore competente su tutto il fronte delle tematiche energetiche ponendosi come trade union tra istituzioni, enti locali, amministrazioni e privati

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Quello della transizione energetica è un tema sempre più importante per la vita del nostro Paese e il suo sviluppo ecosostenibile. Per studiare queste tematiche sia dal lato normativo che tecnico nasce Inte, l’Istituto Nazionale Transizione Energetica

Questo nuovo organo è stato presentato nel corso di una conferenza alla sala stampa della Camera dei Deputati. Presenti all’evento il presidente di Inte, Pasquale Luca Giardiello, Antonio Vorzillo (vice presidente Inte), Sergio Roncucci (segretario generale Inte) e Sabatino Nocerino (Responsabile Nazionale Inte).  La conferenza è stata organizzata grazie all’On. Carmela Auriemma (M5S) che ha inviato un messaggio ricordando che il tema della transizione energetica è cruciale tanto per il presente quanto, soprattutto, per il futuro delle nuove generazioni.

INTE, trattare la transizione energetica a 360°

Il motivo che ha portato alla nascita di Inte, ricorda il presidente dell’istituto, Pasquale Giardiello, è «perché abbiamo percepito che c’era bisogno di un organo divulgativo che trattasse i temi della transizione energetica a 360 gradi. In questo Paese ci sono delle organizzazioni settoriali, ma non ce n’era ancora una che approcciasse tutti i temi».

L’istituto, quindi, mira a diventare un interlocutore competente su tutto il fronte delle tematiche energetiche ponendosi come trade union tra istituzioni, enti locali, amministrazioni e privati. L’organizzazione di Inte, quindi, si divide in tre grandi comparti che operano in sinergia tra loro che riguardano l’aspetto tecnico, giuridico e professionale. 

La transizione energetica in Italia

Purtroppo, in Italia, c’è ancora molta strada da fare per raggiungere il livello degli altri Paesi. «I dati sono chiari. Mentre altri viaggiano su numeri totalmente diversi noi siamo ancora indietro. I 9 gigawatt di obiettivo annuale di installazione di capacità rinnovabili sono lontani anni luce. – Per il 2023 – ci siamo fermati a 5,7 gigawatt e il primo quadrimestre del 2024 ci dice che sono 2,3 le nuove rinnovabili installate. Ad oggi dovremmo viaggiare, visti i ritardi del passato, attorno ai 12 gigawatt di installazione annua e siamo più o meno alla metà». 

Per invertire la tendenza è necessario, prosegue Giardiello, «mettere in campo delle politiche che accompagnino questo percorso. Questa battaglia si vince solo se c’è un connubio tra pubblico e privato invece oggi le aziende e i cittadini sembrano un po’ abbandonati a loro stessi».  

inte, conferenza di presentazione
Un momento della presentazione di Inte, Istituto Nazionale Transizione Energetica

Puntare su decarbonizzazione ed energie rinnovabili

«Da anni si parla di sostenibilità – ricorda nel suo messaggio l’On. Carmela Auriemma -. Molti passi in avanti sono stati fatti, ma non è abbastanza. I cambiamenti climatici, gli eventi atmosferici catastrofici e l’aumento della temperatura globale sono tematiche che invadono l’agenda politica di ogni Paese, qui ad esempio in poco più di un anno e mezzo abbiamo adottato numerosi decreti legge per intervenire in varie emergenze che si sono verificate, come non ricordare il decreto Ischia, quello che ha riguardato la regione Emilia Romagna e la Toscana».

Questo, aggiunge, «ci dice chiaramente che la strada da seguire è senz’altro quella della decarbonizzazione e che bisogna porre il nostro sguardo altrove dando una spinta ancora maggiore sulle rinnovabili. È necessario puntare realmente su misure sostenibili che rendono la nostra vita, i nostri patrimoni, i nostri stili di vita realmente sostenibili e compatibili con un mondo che ormai conta 8 miliardi di abitanti. È necessario intervenire aprendo una nuova stagione di riforme strutturali che vadano a rivedere il nostro sistema economico produttivo». 

Articolo aggiornato in data 4 Giugno 2024
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