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Il Tempio Ionico di Siracusa, noto anche come Tempio Artemision, secondo l’ipotesi che lo identifica come il tempio di Artemide/Diana, torna visitabile. Si tratta di uno dei più importanti siti archeologici risalenti al periodo della Magna Grecia.
Ora, la struttura riapre al pubblico con rinnovati servizi a disposizione dei visitatori, gestiti da Civita Sicilia e dall’Associazione Proodo. Gli orari delle visite vanno dal martedì alla domenica dalle 9:30 alle 13:30.
Tempio Artemision di Siracusa, raro esempio di stile ionico in Italia
Il monumento ha rimandi nella storia molto antichi. Il Tempio Artemision di Siracusa, infatti, è descritto da Cicerone nelle sue orazioni contro Verre. Per alcune caratteristiche, ricorda l’Artemision arcaico di Efeso. Rappresenta un raro esempio dello stile ionico in Italia e deve il suo nome alla dea Artemide, anticamente protettrice di Siracusa, al cui culto era dedicato.
L’area in cui è collocato, che si estende al di sotto del Palazzo di Città (Palazzo Vermexio) tra piazza Minerva e piazza Duomo, è un tassello del mosaico architettonico, storico e archeologico che compone l’acropoli della città antica, collocata in corrispondenza del punto topograficamente più alto dell’isola di Ortigia.
Questo tassello è, a sua volta, composto da ulteriori frammenti che, attraverso millenni di storia si materializzano nei resti e nelle strutture che il visitatore incontra nel percorso di visita. Dalle capanne del villaggio che sorgeva in Ortigia nell’età del Bronzo, alle case arcaiche dei primi coloni fondatori della città, al tempio – precedente al tempio di Atena, oggi chiesa cattedrale – fino alla medievale chiesa di San Sebastianello e al moderno padiglione architettonico, vincitore del Premio Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana in occasione della triennale di Milano 2012.
I nuovi servizi
Ora, il percorso di visita è arricchito di elementi che, con la leggerezza di pannelli trasparenti, aiutano il visitatore a leggere i resti e le strutture che osserva, lo orientano e lo informano. Inoltre, nella riprogettazione, particolare attenzione è stata posta all’accessibilità fisica e alle informazioni da parte degli utenti con disabilità.
L’audioguida che accompagna i visitatori è disponibile anche in lingua inglese e sostituita da QR code che rimandano a testi scritti per i non udenti. Nel corso della visita, inoltre, si scoprono i nomi di coloro che hanno contribuito a portare alla luce gli indizi che oggi ricompongono la storia del sito e che hanno contribuito a renderlo oggi fruibile e affascinante. A cominciare da Paolo Orsi con le sue scoperte in piazza Minerva agli inizi del Novecento, agli scavi di Gino Vinicio Gentili e Paola Pelagatti, alle esplorazioni di Giuseppe Voza nell’acropoli della città in piazza Duomo, alle ultime scoperte di Lorenzo Guzzardi, fino al padiglione architettonico di Vincenzo Latina.

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