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Giardino di Ninfa, come e quando visitare uno dei parchi più belli d’Italia

Dichiarato Monumento naturale dalla Regione Lazio allo scopo di tutelarlo, è senza dubbio tra i più belli d'Europa. In questo periodo, a causa dell'emergenza Covid-19 è possibile visitarlo grazie a dei tour virtuali

Non sono soltanto i monumenti e i siti archeologici tra le mete da visitare in Italia. Non bisogna dimenticare, infatti, la bellezza dei numerosi parchi e giardini del nostro Paese. Soprattutto, quando le due cose si uniscono in un unico sito. Accade, ad esempio, a Cisterna di Latina, nelle vicinanze di Norma e Sermoneta, dove si trova uno dei più bei parchi non solo d’Italia, ma di tutta Europa: il Giardino di Ninfa. 

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Dal 2000 la Regione Lazio lo ha dichiarato Monumento naturale allo scopo di tutelarlo. Nel 2015 è stato nominato Parco più bello d’Italia nella categoria dei Parchi privati e nel 2018 si è classificato secondo all’European Garden Award, nella categoria “Europe’s Heritage of gardens and gardening” dietro ai Kew Gardens di Londra. Quest’anno, inoltre, ricorrono i 100 anni dalla sua rinascita, dopo secoli di abbandono.

Giardino di Ninfa corso d'acqua limpida con ruderi sullo sfondo

Il borgo nascosto

Particolarità del giardino è quella di celare tra la vegetazione e la moltitudine di piante che vi si trovano, l’antico borgo di Ninfa. Il nome sembra abbia origine dalla presenza di un tempio dedicato alle Ninfe. Esistente già in epoca romana, quando era solo un piccolo villaggio, si sviluppò arrivando nel suo periodo di maggior splendore a ospitare numerose chiese e torri. Oggi, i resti di quelle costruzioni, insieme ai ruderi delle case degli abitanti di allora, sono immerse nella vegetazione, circondate dalle oltre 1000 piante presenti. 

Cenni storici

Ninfa, infatti, dopo essere stata ceduta nell’VIII secolo dall’Imperatore Costantino V a Papa Zaccaria, entrò a far parte delle proprietà dello Stato pontificio. Divenne dominio dei conti di Tuscolo e poi dei Frangipane, dopo un periodo in cui venne affidata ai suoi stessi cittadini in cambio della loro fedeltà alla Chiesa. Il borgo venne poi distrutto da Federico Barbarossa nel 1171. Appartenuta in seguito ai Conti di Ceccano e agli Annibaldi divenne, infine, un feudo della famiglia Caetani. Tuttavia, tra il 1381 e il 1382 la città venne nuovamente saccheggiata e distrutta e da quel momento fu abbandonata. Solo nel 1921 Gelasio Caetani iniziò il restauro di alcuni monumenti del borgo, dando il via alla “rinascita di Ninfa”. Tra i siti restaurati troviamo la Torre e il Castello Caetani e il municipio della cittadina. 

Giardino di Ninfa e il Castello Caetani di giorno con cielo sereno

Alcune informazioni

Per preservare al meglio il Giardino di Ninfa, con le sue specie floreali e faunistiche, le visite sono permesse solo nel periodo tra marzo e novembre in date stabilite. Si tratta di visite guidate della durata di circa 80 minuti che possono essere prenotate sul sito del Giardino di Ninfa. Il costo è di 15 euro e gratuito per i minori di 12 anni.

I tour virtuali

Tuttavia, anche il Giardino di Ninfa è stato costretto a chiudere a causa dell’emergenza dovuta al Coronavirus Covid-19. Così, allo stesso modo di tante mostre e i musei italiani, sono stati organizzati dei tour virtuali per permettere di godere delle bellezze del Giardino e degli altri siti gestiti dalla Fondazione Caetani. Questo grazie all’iniziativa di Visit Lazio #iParchiacasatua, un tour virtuale dei parchi della Regione Lazio. Per quanto riguarda il Giardino di Ninfa, è possibile trovare i video dei tour virtuali sui canali social del parco, Facebook (@giardinoninfa) e Instagram (@giardinoninfa), e sul canale YouTube della Fondazione Caetani.

La Fondazione Caetani

Oggi, il parco è gestito dalla Fondazione Roffredo Caetani di Sermoneta ONLUS. Insieme al Giardino di Ninfa, la Fondazione si occupa del complesso monumentale Tor Tre Ponti (in cui sono custoditi l’Archivio e la Biblioteca della Fondazione), del  Castello Caetani e del Parco naturale del Pantanello che si estende per cento ettari al di fuori delle mura del Giardino di Ninfa e ricostituisce l’ambiente originario delle Paludi Pontine. 

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