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Prende il via la terza edizione della Biennale d’arte contemporanea sacra (BACS) che si svolgerà a Mentone dall’1 al 31 ottobre. La manifestazione nasce nel 2019 per volontà di Liana e Mauro Marabini. Alla base della Biennale c’è un vero spirito di mecenatismo. Tutti i partecipanti, infatti, non pagano nessuna cifra per esporre le proprie opere o per apparire nel Catalogo della mostra.
La presentazione dell’edizione 2023 è avvenuta nel corso di una conferenza presso la Camera dei Deputati. Presenti l’on. Simone Billi, presidente Comitato italiani nel mondo della Circoscrizione Esteri e, in collegamento, Liana e Mauro Marabini, Maria Del Mar Morosse (Università di New York) e la principessa Maria Pia Ruspoli.
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Bacs, il tema dell’esposizione 2023
La manifestazione ha visto nelle varie edizioni accrescere pian piano il suo successo. L’edizione 2023, che ha come tema portante la redenzione, vede la partecipazione di 165 artisti provenienti da 37 Paesi, tra cui 55 artisti italiani. Sede dell’esposizione il Palace des Ambassadeurs, un palazzo storico risalente al periodo della Belle Epoque in pieno centro a Mentone.
Tutte le opere partecipanti sono scelte e giudicate da due Comitati che assistono i fondatori. Il comitato d’onore presieduto dal Cardinal Gianfranco Ravasi, vede tra i suoi componenti il principe Nikolaus di Liechtenstein e la principessa Maria Pia Ruspoli. Il comitato scientifico, invece si compone di esperti d’arte, giornalisti di settore, mecenati, collezionisti e addetti ai lavori.
Per questa edizione, inoltre, il lavoro che rappresenterà al meglio il tema di BACS 2023 riceverà come riconoscimento un premio in denaro. Il premio sarà assegnato da Alter Italia, organizzazione culturale che si occupa degli italiani che lavorano all’estero, presieduta da Mauro Marabini.
Il mecenatismo dei fondatori non si ferma qui. Infatti, negli anni pari, in cui non si svolge la Biennale, si svolge un’altra pregevole iniziativa: “Artisti in Residence”. Tre artisti selezionati sono ospitati in Costa Azzurra, con la possibilità di pensare e creare arte lontani da ogni preoccupazione.
Il rapporto tra artisti e mecenati
«Bacs – spiega Liana Marabini – è una costola del nostro Festival del film cattolico, in quanto, come mecenati volevamo coprire un numero di arti massimo, dal cinema e i documentari alle arti visuali come pittura, fotografia e scultura. L’idea è quella di agire come puri mecenati. Facciamo questo a spese nostre per gli artisti perché riteniamo che gli artisti possono migliorare il mondo con la loro opera e il loro lavoro».
Inoltre, «artisti e mecenati sono due facce della stessa medaglia. Gli artisti senza i mecenati non potrebbero realizzarsi al 100 per cento e, viceversa, i mecenati sono motivati dagli artisti nel dare ancora di più per aiutare l’arte».
Promuovere l’arte sacra non dissacrante
Quella dei coniugi Marabini, sottolinea l’on. Simone Billi, «è un’opera che serve per promuovere l’arte sacra contemporanea in modo non dissacrante come invece, purtroppo, viene spesso fatto dagli artisti contemporanei. Questi, probabilmente, pensando un po’ di essere anticonformisti si adeguano al pensare comune e per fare più notizia ed essere più visibili anche sui social spesso adottano queste strategie di comunicazione oppure realizzazioni di opere d’arte molto dissacranti, per quanto riguarda l’arte religiosa, che spesso si allontanano dai canoni tradizionali».
Inoltre, aggiunge, «questa Biennale vuole promuovere e incentivare l’arte sacra contemporanea così come i canoni classici la vedono e come veniva promossa anche nel passato. L’arte sacra rappresenta uno dei maggiori sistemi artistici del nostro Paese sin dal lontano passato ed era realizzata secondo canoni che non oltrepassavano quei confini e standard come spesso oggi avviene».


