Certosa di Ferrara, finiti i lavori di restauro dopo il terremoto

Interventi alle volte e restauro delle colonne di uno dei simboli di Ferrara. L'assessore Maggi: «Spazi ritrovano sacralità e si lasciano alle spalle le ferite del terremoto»

Riparazione, miglioramento strutturale post sisma, tinteggiature. Ancora: restauro delle colonne e dei basamenti in marmo. Sono terminati in questi giorni i lavori alla Certosa di Ferrara, disposti dall’amministrazione con uno stanziamento di circa 40mila euro.

A realizzare gli interventi nella Certosa di Ferrara è stata l’impresa C.E.S.A. di Città di Castello (Pg) e la restauratrice Roberta Baruffaldi.

Certosa di Ferrara, parte interna dopo lavori di restauro

Certosa di Ferrara: simbolo della città 

«Il luogo della memoria storica dei ferraresi, e il più grande museo a cielo aperto del territorio, si lascia alle spalle le ferite del sisma, oggi curate, e ritrova – in una delle sue porzioni di accesso – la bellezza e il decoro necessari alla sacralità di questi spazi», spiega l’assessore Andrea Maggi, promotore dell’intervento sulla Certosa di Ferrara, ringraziando l’architetto Natascia Frasson, responsabile del servizio beni monumentali.

«La Certosa di Ferrara è nella rete europea dei Cimiteri storico-monumentali e, anche nella prospettiva di sviluppare progetti comuni che valorizzino a livello internazionale questo nostro patrimonio, abbiamo ritenuto doveroso provvedere a interventi e investimenti per farla tornare all’antico splendore».

I lavori nel dettaglio 

I lavori sulla Certosa di Ferrara – suddivisi in due lotti – hanno interessato il porticato d’ingresso del primo Gran Claustro, ai lati destro e sinistro. Gli operai, per prima cosa, hanno ‘raschiato’ le vecchie tinteggiature a calce, hanno quindi proceduto stuccando e iniettando resine per ‘saldare’ le parti lesionate, ristabilendo l’adesione tra supporto murario e intonaco . A questo punto si è proceduto con la nuova tinteggiatura. Questo lotto di lavori ha colmato circa 23mila dei complessivi 40mila euro.

Il lotto B ha invece riguardato il restauro delle colonne e delle parti basamentali marmoree, per la rimanente parte dello stanziamento. In questo caso il cantiere alla Certosa è partito il 15 marzo. E, vista l’applicazione di malte da usare a particolari temperature, ha richiesto il verificarsi delle condizioni idonee. In tutti i casi le azioni messe in campo hanno interessato le sole parti comuni e non le tombe dei privati.

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