giovedì 25 Luglio 2024

Balanzon, il piatto che unisce Ferrara alle province limitrofe

Conosciuti anche come balanzoni, erano un piatto della cucina povera, di “risulta", poi arricchito e riadattato ai gusti e all’esperienza culinaria locali, riscuotendo apprezzamenti molto positivi

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È un gustoso punto di incontro tra le tradizioni gastronomiche emiliane, in particolare quella di Casaglia, e quelle delle province limitrofe, anche di altre regioni. Si tratta del Balanzon, piatto tipico della cucina emiliana che prende il nome dalla maschera bolognese del dottor Balanzone. Originariamente, infatti, questo piatto era consumato soprattutto nel periodo del carnevale, mentre oggi lo si trova tranquillamente in ogni periodo dell’anno.

Ora i Balanzon torneranno ad essere celebrati con una sagra dedicata, nei due fine settimana 14-16 e 21-23 luglio 2023, nell’area attrezzata presso la chiesa di San Giacomo, a Casaglia (che il 25 luglio celebrerà il proprio santo patrono con un’esposizione fotografica della storia locale nella sede della pro loco, alle ex scuole).

Balanzon, cosa sono e come si preparano

I Balanzon, conosciuti anche come balanzoni, erano un piatto della cucina povera, di “risulta”, poi arricchito e riadattato ai gusti e all’esperienza culinaria locali, riscuotendo apprezzamenti molto positivi, tanto da far diventare la frazione “patria” del celebre piatto e da meritarsi una sagra (e un’anteprima) da alcuni decenni.  

Il piatto oggi è composto da tortelli di sfoglia verde (agli spinaci), con ripieno simile a quello dei cappelletti (carne di maiale di diverso taglio e Parmigiano Reggiano stagionato), chiusi come un cappellaccio e conditi con ragù e besciamella morbida. 

Vengono prodotti per l’occasione da una quindicina di sfogline e arzdore di diverse età, anche ultraottantenni. I territori della loro provenienza si possono ricostruire osservando i metodi di chiusura del tortello. C’è chi lo realizza col buco tondo alla maniera del cappelletto modenese, chi a “cappello di alpino”, chi richiamando il cappellaccio. Diverse tecniche ma unite dalla lavorazione artigianale della pasta, tirata a mano in tutte le prime fasi di stesura. 

balanzon, sfoglie di pasta per la preparazione
Sfoglie di pasta usate per preparare i Balanzon (foto da Uff. stampa Comune di Ferrara)

Quando nasce la sagra

«Il Balanzon è uno dei grandi simboli della ricchezza della cucina territoriale, è arte, territorio, storia, è antica tradizione contadina ed è sapienza artigianale – dicono il sindaco di Ferara Alan Fabbri e il vice Nicola Lodi -. Grazie a chi, di anno in anno, rinnova e arricchisce sempre più questa tradizione, confermando, anche con nuove iniziative, un’occasione che è diventata un punto di riferimento per gli appuntamenti territoriali, di forte richiamo». 

La sagra dei Balanzon (San Giacomo era festeggiato già dagli anni Trenta) nasce negli anni ‘90 e si sviluppa con notevole impulso soprattutto dal 2014, anno di fondazione della locale pro loco. «L’obiettivo è contribuire alla valorizzazione e allo sviluppo del nostro paese. Riteniamo fondamentale mantenere e recuperare le nostre radici, attraverso la memoria, scritta e orale, e incrementare aggregazione, solidarietà e volontariato», è scritto in un antico depliant di presentazione della manifestazione. 

Tanti piatti della tradizione

Così come ad animare la pro loco e tutte le sue attività, sagra in primis, sono «la volontà di rendere unita la comunità, creare occasioni conviviali, aggregare persone da diversi territori. E la cinquantina di volontari che sono impegnati a vario titolo e con varie mansioni, oltre alle arzdore, nelle salette della parrocchia, nella struttura ad esse adiacente e anche all’aperto, sul sagrato, sono indicativi di una “macchina”rodata ed efficiente, composta da tre generazioni, impegnate tra cucina, accoglienza, tavoli», spiegano dall’organizzazione. Naturalmente il menu propone altri piatti, tra cui si ricordano i gustosissimi cappellacci di zucca e i pinzin, sia mignon che da farcire.

«La parola d’ordine è: convivialità, con buon cibo e compagnia. Siamo pronti ad aprire i battenti ai tanti affezionati anche da fuori regione, agli ex residenti, a coloro che ancora non ci conoscono», annunciano dalla pro loco. Si consiglia la prenotazione, soprattutto per i grandi gruppi, telefonando al numero 3245892899.

Quest’anno inoltre l’evento si arricchisce di un ulteriore momento: il 25 luglio, a due giorni dalla conclusione della sagra e nell’occasione della festa di San Giacomo Protettore, infatti, nelle ex scuole, si inaugurerà (ore 19) la mostra dedicata alla storia locale, curata da Marco Tironi e da Maria Luisa Mastella (con rinfresco offerto dalla pro loco).  

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