Ponti d’Italia: ecco alcuni tra i più antichi, belli e particolari

Presenti dalle grandi città ai piccoli borghi, questi frutti dell’ingegno umano sono considerati spesso come vere e proprie opere d’arte. Segni del passaggio di antichi imperi, immortalati in grandi capolavori e protagonisti di racconti e leggende

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Ponti d'Italia

Secondo un antico proverbio cinese sono più numerosi gli uomini che costruiscono muri di quelli che costruiscono ponti. Eppure, questi ultimi non devono essere pochi se si pensa a quanti sono i ponti d’Italia. Provare a contarli sarebbe una perdita di tempo: sono troppi. Si va dalle costruzioni più semplici a delle vere e proprie opere d’arte.

Molti di questi sono considerati attrazioni turistiche che attirano visitatori da ogni parte del mondo. Altri, invece, nascondono leggende dietro la loro costruzione. Senza dimenticare quelli che, nati col semplice scopo di collegare due sponde, sono stati elevati a patrimonio dell’Italia e candidati come bene dell’umanità. Fare un elenco, quindi, sarebbe un lavoro lungo e difficilmente esaustivo. Ecco quindi una selezione dei ponti più belli e particolari del nostro Paese.

Ponte Sant'Angelo, uno dei più bei ponti d'Italia
Veduta di Ponte Sant’Angelo a Roma

 

I più antichi…

Questo viaggio alla scoperta dei ponti più belli d’Italia non può partire che da Roma.  Chiunque abbia mai visitato la Capitale, infatti, non può non aver fatto fatto una passeggiata lungo il Tevere ammirando alcuni scorci della città da uno dei suoi tanti ponti. Tra questi, Roma può vantare la presenza del più antico del mondo. Stiamo parlando di Ponte Milvio, che risale tra il IV e il III secolo a.C.. Anticamente, rappresentava uno degli accessi alla città. Inizialmente costruito in legno, in seguito sostituito dalla struttura in muratura. Qui, nel 312 d.C. si combatte una delle più importanti battaglie dell’epoca romana, tra l’imperatore Massenzio e quello che sarebbe diventato il suo successore, Costantino. Degna di nota, sul lato meridionale, la torre di guardia costruita nel XIV secolo e restaurata nel 1805 da Giuseppe Valadier. 

Un altro ponte molto antico (il primo costruito in muratura), ma non più praticabile, è ponte Emilio. A ridosso dell’isola Tiberina, è conosciuto anche come “ponte Rotto”. Questo perché due delle sue tre arcate, oggi non esistono più.

Ponte Emilio a Roma
Ponte Emilio o “ponte rotto”

A poca distanza ecco i ponti Cestio e Fabricio. Sono gli unici che non collegano direttamente le due sponde del Tevere, ma permettono di raggiungere le due sponde dell’Isola Tiberina. Inoltre, il ponte Fabricio è l’unico ponte romano a non aver subito ricostruzioni. Molto scenografico è il ponte Sant’Angelo. Venne costruito per volere dell’imperatore Adriano, ma la forma che conosciamo oggi la dobbiamo al periodo in cui Castel Sant’Angelo divenne una residenza papale. Infatti, solo dal ‘500 iniziarono a essere installate le statue che oggi lo adornano. Da quelle di San Pietro e Paolo volute da papa Clemente VII, al parapetto progettato dal Bernini, per volere di papa Clemente IX, dove furono installate dieci sculture di angeli che tengono in mano i segni della Passione. 

Ponte Fabricio a Roma
Il ponte Fabricio e l’Isola Tiberina

Da qui in poi l’elenco dei ponti della Capitale potrebbe proseguire a lungo. Tuttavia, non si può non citare due costruzioni realizzate in epoca ben più recente. Stiamo parlando del ponte della Musica “Armando Trovajoli” e del ponte “Settimia Spizzichino” nel quartiere Ostiense. Le due costruzioni realizzate in acciaio e cemento armato sono state inaugurate nel 2011 e 2012. La prima collega la zona del Foro Italico a quella del MAXXI e dell’Auditorio Parco della Musica. Nel secondo caso, invece, più che di un ponte parliamo di un viadotto costruito per collegare via Ostiense alla circonvallazione omonima passando sopra la linea B della metropolitana e alla ferrovia Roma-Lido.  Inoltre, la sua particolare struttura ricorda la forma ellittica del Dna. 

…e chi ne ha di più

Se a Roma si trovano alcuni dei ponti più antichi d’Italia, la città che ne conta di più è senza dubbio Venezia. Le 121 isole della laguna, infatti, sono collegate da 436 ponti. Alcuni di questi sono considerati vere e proprie opere d’arte. Come il Ponte di Rialto e il Ponte dei Sospiri. Il primo è uno dei quattro ponti del Canal Grande, il principale canale di Venezia. Costruito nella seconda metà del 1200, era inizialmente conosciuto come Ponte della Moneta, per la vicinanza con la Zecca. Il suo aspetto attuale, però, risale alla fine del 1500 quando si decise di sostituire la struttura lignea con una in pietra. Il progetto finale venne ultimato nel 1591. Un’altra particolarità che lo contraddistingue è la presenza di numerose botteghe sulle due file del ponte. Gli affitti, riscossi dall’amministrazione, servivano alla manutenzione del ponte stesso. 

Il ponte di Rialto a Venezia
Ponte di Rialto sul Canal Grande (Photo by Vincenzo Landino on Unsplash)

Il Ponte dei Sospiri, invece, è di epoca successiva. La sua realizzazione risale agli inizi del 1600 per collegare Palazzo Ducale con le Prigioni Nuove (mentre le carceri più famose di Venezia, i Piombi, erano situate nel sottotetto di Palazzo Ducale). Il nome della struttura risale al Settecento e nasce dalla triste funzione a cui era destinato. Si narra, infatti, che da quel luogo i condannati vedessero per l’ultima volta il cielo, lasciandosi andare a dei lunghi sospiri.

Ponte dei Sospiri a Venezia
Ponte dei Sospiri (Photo by Nick Karvounis on Unsplash)

Anche in questo caso, come per Roma, citiamo un ponte costruito in epoca moderna. Si tratta del ponte della Costituzione o ponte di Calatrava, dal nome dell’architetto che l’ha progettato. Costruito in acciaio e vetro, è stato inaugurato nel 2008 ed è, in ordine temporale, il quarto ponte sul Canal Grande.

Leggende e curiosità

Ponti d'Italia, Dolceacqua
Il Ponte di Dolceacqua (foto dal sito del Comune di Dolceacqua, www.dolceacqua.it)

Quando si parla dei ponti d’Italia pensando a loro come a delle opere d’arte non si considera che alcuni di loro lo sono diventati nel senso letterale del termine. Come quello di Dolceaqua, paese in provincia di Imperia in Liguria. Il ponte che sovrasta il torrente Nervia, è considerato il simbolo della città. Costruito nella seconda metà del XV secolo sui resti di una precedente struttura, attirò l’attenzione di Claude Monet. Il grande pittore impressionista, infatti, realizzò un dipinto con questo soggetto nel corso del suo soggiorno a Bordighera nel 1884. Il quadro, “Il ponte e il castello” ritrae la struttura di Dolceacqua e la Rocca Doria alle sue spalle. Per ricordare l’evento, è stata collocata una riproduzione del dipinto nel punto dove Monet si fermò a realizzare la sua opera.

E dopo un ponte immortalato da un grande artista, eccone un altro legato al soprannaturale. Si tratta del Ponte della Maddalena a Borgo Mozzano in provincia di Lucca. È conosciuto anche come ponte del diavolo. Questo perché, secondo la leggenda, San Giuliano realizzò l’opera chiedendo aiuto al diavolo. In cambio, il santo promise l’anima del primo che avesse attraversato il ponte. Tuttavia, appena la struttura fu completata, con uno stratagemma attirò sul ponte un animale e riuscì così a beffare il demonio. 

Uno tra i più particolari ponti d’Italia è il Trepponti a Comacchio, in provincia di Ferrara. Simbolo della città, la struttura è costruita sull’antico canale Pallotta che conduceva al mar Adriatico. Realizzata nel 1638 si compone di cinque scalinate che portano a una base in pietra d’Istria. Inoltre, sulle due scalinate posteriori si trovano due piccole torri di guardia.

Ponti d'Italia, Trepponti di Comacchio
Trepponti di Comacchio (foto dal sito comune.comacchio.fe.it)

Patrimoni dell’umanità

Infine, ecco una struttura che può a pieno titolo essere considerata un’opera d’arte architettonica dei nostri tempi. Si tratta del Ponte sul Basento, in Basilicata, progettato dall’ingegnere Sergio Musmeci. L’opera, realizzata nel 1976, è un viadotto sul fiume Basento e costituisce una delle entrate della città di Potenza. La sua particolarità è data dalla struttura che regge l’impalcato che, a differenza dei classici piloni, sembra una mano aperta con delle dita che sorreggono il piano destinato al passaggio. Dal 2003 il Ministero dei Beni e delle Attività culturali lo ha dichiarato Monumento di interesse culturale. Inoltre, negli ultimi anni si è parlato più volte di una possibile candidatura a patrimonio dell’umanità protetto dall’Unesco.

Ponte Musmeci sul Basento
Ponte Musmeci