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Estate in barca
Barche a vela a Marina di Lesa sul Lago Maggiore (Photo by Umberto Gorni on Unsplash)

Quelle del 2020 saranno vacanze all’insegna del distanziamento sociale. E, soprattutto, in Italia. Infatti, visto il permanere della pandemia di Covid-19, molti italiani quest’estate pensano di “riscoprire” il nostro Paese. Le mete non mancano. Dalle città d’arte come Roma, Firenze o Venezia, alle tante località di villeggiatura, al mare, lago o in montagna.

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Vacanze in Italia è anche un vantaggio dal punto di vista degli spostamenti. È possibile, infatti, organizzare un viaggio in auto, magari a tappe, visitando più località. In questo modo si evitano quegli assembramenti che potrebbero verificarsi in un viaggio in treno o in aereo. Ma, in base ai comportamenti dell’ultimo periodo, la scelta più sicura, in grado di garantire relax, distanziamento e, chiaramente, divertimento sembra essere quella di un’estate in barca.

Estate in barca
Una barca a vela al largo di Amalfi (Photo by KaLisa Veer on Unsplash)

Dalla vela al motore

Rispetto al 2019, aumentano le richieste di affitto di barche a vela e catamarani da 8 o più posti. È quanto si evince dai dati di alcuni tra i principali portali online di noleggio. Senza dimenticare chi preferisce la comodità di un motore. Inoltre, aumentano anche i tempi di affitto. Un segnale che indica come i clienti, nella loro estate in barca, desiderino passare più tempo al largo. 

Una maggior sensazione di sicurezza e la possibilità di rilassarsi in panorami mozzafiato sono le variabili principali che spingono italiani e non a preferire un’estate in barca. Cosa serve per raggiungere questo obiettivo? O affittare una barca con skipper ed equipaggio, oppure conseguire la patente nautica. In caso si scelga quest’ultima opzione, la patente è necessaria per guidare le imbarcazioni con dimensioni superiori ai 9,99 metri (i cosiddetti natanti).

Patente nautica: alcune informazioni

Le altre tipologie di barche sono quelle con lunghezza compresa tra i 10 e i 24 metri (le imbarcazioni) e le navi da diporto, superiori a 24 metri. Per guidarle, così come per le moto d’acqua, è necessaria la patente nautica. 

Esistono tre categorie di patenti: la A, la B e la C. La categoria A permette di condurre natanti e imbarcazioni da diporto a vela, a motore, o con entrambe le tipologie presenti, entro 12 miglia dalla costa. Non ci sono limiti dalla costa per le barche solo a motore o a vela e motore.

La patente nautica di categoria B permette di condurre navi da diporto superiori a 24 metri. Può essere conseguita solo se si possiede la categoria A da almeno tre anni.

La patente di categoria C, infine, abilita alla direzione nautica. Ossia a prendere decisioni che possono anche non comprendere direttamente azioni manuali. In questo caso, però, deve esserci a bordo un’altro individuo maggiorenne in grado di svolgere queste funzioni.

Esami e costi

Una volta scelta la categoria, bisogna fare domanda di iscrizione agli uffici della Capitaneria di porto. Il rilascio del certificato è opera degli uffici marittimi e provinciali della motorizzazione. L’esame per il conseguimento della patente nautica è diviso in due prove. Un esame di teoria sulle regole della navigazione in mare e l’esame pratico. Le prove possono essere svolte sia come privatisti che frequentando una scuola certificata. È possibile consultare il calendario delle date sul sito della Guardia Costiera. 

I costi possono variare: fino a 800 euro per i privatisti, mentre chi decide di frequentare una scuola può spendere anche più di 1000 euro. La validità della patente nautica è di 10 anni. Superati i 60 anni, va rinnovata ogni 5 anni.

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