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Il nome della location è un po’ ridondante. Perché Casa Leopardi si trova a Via Leopardi, praticamente a Piazza Sabato del Villaggio. Proprio nel centro di Recanati. Insomma, il navigatore satellitare è puntato su questo piccolo comune della Marche (in provincia di Macerata) che ha dato i natali a Giacomo Leopardi, il poeta italiano che ha lasciato il segno nella storia della letteratura con i suoi versi. Recanati deve le sue fortune – sotto l’aspetto del turismo – alla famiglia Leopardi.

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A Recanati – «il natio borgo selvaggio» come fu descritto dallo stesso Leopardi – si può fare un salto indietro nel tempo visitando Casa Leopardi, l’abitazione dove è nato e cresciuto il poeta italiano. Nel palazzo ancora oggi ci abitano i suoi discendenti. E’ una vera e propria meta di pellegrinaggio.   

Casa Leopardi
Fonte: giacomoleopardi.it

La novità  del 2020  

Dal 21 marzo del 2020, Casa Leopardi aprirà per la prima volta al pubblico «parte del piano nobile e gli appartamenti dove Giacomo Leopardi abitò assieme ai suoi fratelli», si legge sul sito ufficiale.

Casa Leopardi
Sergio Mattarella visita la biblioteca (fonte: Facabook)

Il nuovo percorso si intitola “Ove Abitai Fanciullo”. Si potrà, dunque, accedere «ai saloni di rappresentanza del palazzo, alla galleria con le sue collezioni d’arte, al giardino che ispirò gli immortali versi de Le Ricordanze, al salottino dove i fratelli Leopardi si intrattenevano e alle camere private di Giacomo».

La biblioteca e non solo

L’unica parte visitabile di Casa Leopardi, almeno fino al 21 marzo, è il primo piano, sopra le vecchie cantine, dove si trova la biblioteca. All’interno ci sono 20mila volumi. La biblioteca fu creata da Monaldo Leopardi, il padre di Giacomo, che fin dall’adolescenza metteva da parte libri su libri. Giacomo e i suoi fratelli si formarono qui dentro, leggendo e trascorrendo le giornate a studiare.

La biblioteca, già all’epoca, era aperta agli amici della famiglia Leopardi e ai cittadini di Recanati. Oltre alla biblioteca, Casa Leopardi offre la possibilità di accesso al museo, alle mostre, alle cantine storiche, alla casa di Silvia (la musa di Giacomo che in realtà si chiamava Teresa Fattorini) ma anche ad altri luoghi leopardiani, come per esempio il Colle de “L’Infinito”.  

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