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ruota panoramica in un parco divertimenti
Ruota panoramica in un parco divertimenti

Tutta Italia si prepara a riaprire. Dal prossimo 26 aprile, infatti, torneranno, con una settimana di anticipo rispetto alle precedenti disposizioni, le zone gialle. Riaprono bar e ristoranti con la possibilità di effettuare il servizio solo all’esterno, ma rimane il coprifuoco alle 22. Tuttavia, i locali potranno prolungare anche oltre l’orario di pranzo le aperture. E non è l’unica novità. 

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Il ritorno delle zone gialle, infatti, dà il via anche agli spostamenti tra le Regioni che condividono questo colore. Inoltre, è allo studio un pass che permetterà a tutti di spostarsi sul territorio nazionale alla stregua del certificato europeo per viaggiare nell’Ue. Allo stesso modo, per ottenerlo, bisognerà essere vaccinati o in alternativa dimostrare di essere guariti dal Covid o risultare negativi a un tampone. Le imminenti riaperture, però, non fermano le polemiche.

Zone gialle, i ristoranti potranno riaprire solo all'esterno
Dal 26 aprile in zona gialla, i ristoranti potranno aprire a pranzo e cena ma soltanto con posti all’esterno

Dubbi sulle riaperture

Dalla Federturismo, infatti, arriva una richiesta di chiarimenti. Come spiega la Presidente, Marina Lalli, «Nonostante  la notizia della riapertura degli spostamenti tra le Regioni e la ripresa delle attività ci facciano intravedere un primo spiraglio di luce dopo un anno di fermo, rimaniamo perplessi sulla confusione che si sta generando in queste ore sulle differenti date di riapertura».

Tra i settori che verrebbero danneggiati dalle disposizioni ci sono i parchi a tema e gli stabilimenti termali. I primi, ricorda Lalli, potranno «riaprire solo a luglio perdendo così un mese decisivo come giugno in  termini di arrivi turistici. I Parchi tematici svolgono, tra l’altro, un ruolo di traino per molte destinazioni che senza la loro apertura rischiano di rimanere con alberghi e ristoranti vuoti». Nel caso degli stabilimenti termali, invece, la presidente di Federturismo spera si tratti soltanto di una svista. «Le terme – ricorda – per la loro attività caratteristica, ovvero le cure mediche termali, sono rimaste aperte anche in periodi di lockdown e quindi sarebbe curioso chiuderle proprio adesso».

Infine, nella nota dell’associazione, Marina Lalli chiede la possibilità di introdurre un pass immunitario anche per il settore dell’intrattenimento. «Se le sale al chiuso possono ospitare il 50 per cento degli spettatori rispetto alla capienza, fino a un massimo di 500 persone, viene da chiederci perché la stessa disciplina non si possa applicare anche  all’industria dell’intrattenimento prevedendo protocolli specifici e ad esempio chiedendo un pass sanitario che provi  l’immunità».

Posti nei ristoranti

E dalla richiesta di chiarezza sulle riaperture a quella di possibili deroghe. Come quella sui posti nei ristoranti. Dal 26 aprile, queste attività potranno riaprire in zona gialla, ma soltanto all’esterno. Per questo il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, delegato Anci (Associazione Nazionale Comuni italiani) in materia di ‘Politiche istituzionali, riforme e autonomie’, ha avanzato una richiesta al ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, in occasione della visita nella città estense. Permettere l’apertura interna dei locali ai conviventi. Si tratterebbe, spiega il Primo cittadino, di una «misura concreta e immediatamente attivabile per garantire, in piena sicurezza, la ripartenza».

Massimo Garavaglia e Alan Fabbri
Il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia e il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri

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