lunedì 24 Giugno 2024

Volontari@work, un premio al volontariato di competenza

Possono candidarsi al premio le aziende con più di 50 dipendenti. Per partecipare basta compilare il modulo di candidatura sul sito della Fondazione Terzjus

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Un premio al volontariato di competenza. È questa l’iniziativa della Fondazione Terzjus con il lancio di volontari@work, un riconoscimento per le aziende, con più di 50 dipendenti, che stanno implementando nelle loro dinamiche questa forma di volontariato.

In sostanza, si tratta di una sorta di “prestito” dove i dipendenti di queste aziende forniscono le loro competenze a enti del Terzo settore. L’obiettivo è quello di colmare i gap strutturali che affliggono numerose associazioni e rendendole così in grado di fornire servizi più completi per la comunità.

Proprio per dare un riconoscimento a queste realtà che dedicano parte della loro forza lavoro a iniziative per il sociale è stato istituito il premio volontari@work. Tutte le specifiche di questo riconoscimento sono state presentate nel corso di una conferenza alla Camera dei Deputati con la partecipazione dell’On. Walter Rizzetto, presidente della Commissione Lavoro della Camera, Luigi Bobba e Gabriele Sepio, presidente e segretario generale di Terzjus, Luciano Violante, già presidente della Camera e presidente della giuria e Sara Vinciguerra, ideatrice e segretario del premio.

Volontari@work, come nasce il riconoscimento

Il premio volontari@work, ci spiega Luigi Bobba, «è un modo per fare emergere realtà ancora minoritarie, ma che potrebbero diffondersi rapidamente. Allo stesso tempo per offrire una legittimazione simbolica, ovvero quelle imprese che parteciperanno a questo concorso potranno in qualche modo avvalersi e far conoscere queste esperienze ed altre potranno imitarle. Qualcosa di positivo che possa diventare non un’eccezione, ma un elemento ordinario dei comportamenti delle imprese».

Il Terzo settore, quindi, si apre al dialogo con il mondo delle imprese e del profit per generare un circolo virtuoso che arricchisca tutti. «Le aziende – prosegue Bobba – incorporano una missione di bene comune nella loro finalità di impresa. Cioè hanno nel loro patrimonio aziendale delle competenze qualificanti che possono essere messe a disposizione, in forma non onerosa, per degli enti di Terzo settore per progetti ad alto valore sociale. Allo stesso tempo questi dipendenti andando a fare queste esperienze acquisiscono loro stessi delle competenze producendo un ritorno positivo anche sull’azienda. Non solo in termini di reputazione sociale, ma anche in termine di competenze acquisite». Insomma, una sorta di patto per il sociale.

Tante aziende interessate

Attualmente, ricorda Gabriele Sepio, secondo il rapporto di Unioncamere sono circa 21mila le aziende interessate al progetto. «Il premio – spiega – è un riconoscimento rispetto a progettualità che spesso passano un po’ sotto traccia rispetto a molto altro. Significa premiare quelle aziende che in modo virtuoso creano un collegamento tra il profit e il non profit. Un raccordo tra le imprese del Terzo settore utilizzando come ponte il lavoratore. Inoltre, abbiamo una piccola certificazione che è quella del fisco che dà la possibilità alle aziende di dedurre dal proprio reddito di impresa questo tipo di costo. Un’eccezione, quindi, rispetto al sistema: una forma di fisco buono che incoraggia verso questi percorsi virtuosi».

Costruire welfare aziendale

L’On. Walter Rizzetto ha poi sottolineato l’importanza del volontariato di competenza. «Le competenze certificate all’interno di un’azienda – ha spiegato – sono di fatto un valore che sarà sempre più inestimabile in aziende il cui compito, nei prossimi anni, sarà quello di trattenere i talenti. Serviva un premio? Probabilmente sì. Perché serve far capire alle persone che il volontariato è molto più di un dono. È anche la costruzione di un welfare aziendale e di rapporti molto importanti rispetto al fatto che si possono cedere in modo importante delle competenze. Penso – ha concluso – che aziende che fanno e applicano questo tipo di percorsi, in un mondo in cui il feedback anche a livello lavorativo è sempre più importante, siano molto più valorizzate e quotate di altre». 

Come candidarsi al premio volontari@work

Il premio volontari@work ha ricevuto il patrocinio del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e di Unioncamere, insieme a un contributo non condizionato della Fondazione Roche. 

Possono candidarsi, fino al 19 gennaio 2024, tutte le aziende con più di 50 dipendenti. La giuria che valuterà tutte le candidature, coadiuvata da Sara Vinciguerra (responsabile comunicazione Fondazione Terzjus) è presieduta da Luciano Violante ed è composta da Riccardo Bonacina (giornalista di Vita), Maria Carla De Cesari (caporedattrice Sole24Ore), Claudio Gagliardi (vicesegretario generale Unioncamere), Vanessa Pallucchi (portavoce Forum Terzo settore), Alessandro Lombardi (direttore generale Terzo settore ministero del Lavoro). 

Per partecipare basta compilare il modulo di candidatura alla pagina dedicata sul sito della Fondazione. 

Articolo aggiornato in data 28 Novembre 2023
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