sabato 20 Aprile 2024

Violenza di genere, un convegno per dire stop al revenge porn

Educare i giovani, a partire dai primi anni scolastici, alla cultura del rispetto. Inoltre, un progetto partito da Palermo che coinvolgerà tutte le farmacie italiane

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Riflettere su violenza di genere e altre problematiche che coinvolgono, soprattutto, le donne. Con questo obiettivo si è svolta la conferenza istituzionale “Educazione e consapevolezza al sexting, stop al revenge porn” organizzata presso la Camera dei Deputati. 

Presenti all’evento, moderato dalla presidente dell’associazione “Mete”, Giorgia Butera, la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, Eugenia Roccella, Elisabetta Lancellotta, deputata di Fratelli d’Italia e componente della Commissione bicamerale di inchiesta sul femminicidio e la violenza di genere, il segretario nazionale di Federfarma, Roberto Tobia. Inoltre, Angela Margiotta, presidente nazionale “Farmaciste Insieme”, Sara Baresi, direttrice generale OIDUR, Antonio Votino, presidente CE.S.MA.L. e Monica Manzone, avvocato del Foro di Palermo.

Violenza di genere, iniziative nelle scuole

La violenza di genere, il sexting e il revenge porn, ricorda l’On. Lancellotta, sono «temi fondamentali di cui si sta parlando tantissimo in questo periodo. Stiamo intervenendo in maniera sostanziale con la Commissione bicamerale di inchiesta sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere, puntando tantissimo sull’educazione e sulla prevenzione». 

Proprio per questo il punto di partenza saranno le scuole con «una serie di importanti iniziative che mettono al centro la cultura del rispetto affinché tutti questi tristi accadimenti che stanno in qualche modo attanagliando la nostra Nazione non si verifichino più», mentre allo stesso tempo stesso tempo saranno implementate le misure per aiutare quante si trovino in situazioni difficili. «La priorità assoluta – conclude Lancellotta – è prevenzione, protezione e certezza della pena».

Puntare sulla prevenzione

L’obiettivo finale, sottolinea la ministra Roccella, è riuscire a prevenire questi episodi. Proprio per questo anche le misure «con un intento repressivo, sono mirate all’interruzione del ciclo della violenza, quindi con un intervento preventivo, per esempio allargando il raggio di intervento dei reati spia». 

Finora, ricorda, è stato fatto molto, ma «c’è ancora molto da fare, soprattutto insieme a tutti i livelli. Sia da parte della società civile, sia da parte del governo e del parlamento, possibilmente uniti come è stato per il voto sulla nuova legge. Noi – ricorda – abbiamo offerto alcuni strumenti. Nel cosiddetto decreto Caivano, con le nuove norme sul parental control e sulla verifica dell’età per l’accesso ai siti porno. Abbiamo agito col ministro Valditara e il ministro Sangiuliano per promuovere nelle scuole una grande azione di sensibilizzazione proprio delle nuove generazioni, ma tutto questo implica una collaborazione e una partecipazione da parte di tutti».

Una partecipazione e un aiuto che deve arrivare in primis, da famiglie e scuole. «Questi sono i luoghi per fronteggiare l’emergenza educativa, per formare i ragazzi. Perché si è visto con gli ultimi casi che hanno sconvolto l’opinione pubblica, in particolare con il femminicidio di Giulia Cecchettin. È fondamentale che ci poniamo specificamente il problema educativo proprio per quanto riguarda il rispetto dell’altro e in particolare il rispetto della libertà delle donne. Perché tutto nasce da un’incapacità da parte di alcuni di accettare ed elaborare la libertà femminile». 

Spesso famiglie all’oscuro

Educare sin da giovani è un concetto condiviso anche dall’associazione Mete. Come ci spiega la presidente Giorgia Butera, l’associazione «è impegnata nei diritti umani nazionali e internazionali con una forte attenzione sin dai suoi inizi alle donne e alle bambine. Il nostro impegno – ricorda – nasce a tutela delle spose bambine. In Italia, portiamo avanti già da diversi anni il contrasto al revenge porn e di educazione e consapevolezza al sexting. Quando ci rechiamo nelle scuole medie inferiori per noi è fondamentale dire no al sexting. Bisogna educare i pre-adolescenti perché sono molto attivi nell’invio di foto e video a sfondo sessuale». 

Un problema, purtroppo, spesso ignorato. «Siamo sempre andate nelle scuole, poi ci siamo rese conto che le famiglie non conoscevano pressoché nulla o, in molti casi, erano volontariamente disattente. Quindi abbiamo iniziato anche incontri con le famiglie dando degli strumenti di conoscenza». Da qui, nel 2022 si è arrivati a un progetto pilota a Palermo con la collaborazione  di Federfarma, portando un poster dell’associazione nelle farmacie siciliane. «L’obiettivo è che dall’anno prossimo arrivi in tutte le 19mila farmacie italiane. Quando il manifesto arriva nelle farmacie aumentano le richieste di aiuto, perché aumenta la platea e molte donne iniziano a scrivere. È come un pronto soccorso. Così diamo delle linee guida su come intervenire e su cosa fare, ma anche su processi ed educazione».

La collaborazione con le farmacie

Il progetto di collaborazione con le farmacie, ricorda Roberto Tobia, segretario nazionale Federfarma, «è partito da Federfarma Palermo e la collaborazione con l’associazione Mete ha portato, attraverso un’opera di informazione svolta nelle farmacie palermitane, risultati sorprendenti. Ben 72 persone, tra ragazzi e mamme, che hanno preso coscienza di un problema che riguarda la banalizzazione del proprio corpo come il sexting e il revenge porn. Due realtà diverse tra loro, ma che diventano uno strumento preoccupante per il futuro delle giovani generazioni che utilizzano i media, in particolare modo gli smartphone, in maniera errata senza rendersi conto del male che fanno a se stessi e agli altri». 

Gli esiti positivi della sperimentazione a Palermo fanno ben sperare per un allargamento del progetto a tutto il territorio nazionale. «L’intento è quello di poter estendere questo nostro esperimento alle 19mila farmacie sul territorio italiano. Perché la farmacia oltre ad avere i ruoli che le vengono assegnati dalla legge, come  dispensazione dei farmaci e i servizi, ha anche un importantissimo ruolo sociale. Questo è davvero un esempio virtuoso di come la farmacia possa essere un mezzo importante per comunicare con la gente e per dare informazioni». 

Articolo aggiornato in data 29 Novembre 2023
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