Vinopirateria, il prosecco è il prodotto più imitato nel mondo

Questo vino del nostro Paese è messo sotto attacco dal cosiddetto fenomeno dell’italian sounding. Inoltre, fa discutere una recente decisione della Commissione Ue che ha annunciato la registrazione della menzione tradizionale “Prošek" per un vino croato

Quello che, probabilmente, è il vino italiano più famoso nel mondo, ora è anche il più imitato e colpito dalla vinopirateria. Stiamo parlando del prosecco che, nei primi mesi del 2021 ha fatto registrare un aumento delle esportazioni del 35 per cento superando il miliardo di euro. Un prodotto davvero eccezionale a cominciare dal suo luogo di origine, le colline di Conegliano e Valdobbiadene, inserite nel 2019 tra i patrimoni dell’umanità protetti dall’Unesco. 

Eppure, proprio per questi motivi, al mondo esistono decine di imitazioni di questo prodotto. Questo rientra tra i casi del cosiddetto italian sounding, prodotti con nomi simili all’originale che richiamano una parvenza di made in Italy. Questo fenomeno costa miliardi di euro di danni al nostro Paese. Proprio per questo fa discutere una recente decisione della Commissione europea che ha recentemente annunciato la registrazione della menzione tradizionale “Prošek” per un vino croato.  Una decisione della Commissione Europea che stupisce, in quanto giunge poco tempo dopo la storica sentenza della Corte di Giustizia Ue. Questa si è pronunciata chiaramente contro l’utilizzo di termini storpiati o grafiche per richiamare tipicità protette dalle norme Ue.

Colline del prosecco di Conegliano Valdobbiadene
Le colline del prosecco di Conegliano Valdobbiadene (foto da Facebook @ConeglianoValdobbiadeneProseccoDOCG)

Vinopirateria, le contraffazioni di prosecco nel mondo

«Il Prosek croato – spiega la Coldiretti in un comunicato – è un vino dolce da dessert tradizionalmente proveniente dalla zona meridionale della Dalmazia per il quale Zagabria chiede di registrare una “menzione tradizionale” dopo che il tentativo di proteggere la denominazione Prosek era già fallito nel 2013».

Inoltre recentemente, la Coldiretti ha smascherato sugli scaffali dei supermercati numerosi prodotti che ricordano il prosecco. Dal Meer-secco al Kressecco, Semisecco, Consecco e il Perisecco tedeschi. Inoltre, in commercio sono arrivati anche il Whitesecco austriaco, il Prosecco russo e il Crisecco della Moldova. E in Brasile nella zona del Rio Grande diversi produttori rivendicano il diritto di continuare a usare la denominazione prosecco nell’ambito dell’accordo tra Unione Europea e Paesi del Mercosur. 

Vinopirateria, falsi prosecco nel mondo
Alcuni falsi prosecco da tutto il mondo (foto da Uff. stampa Coldiretti)

Proprio per questo motivo, ricorda l’associazione, la decisione dell’Ue rappresenta un precedente pericoloso che potrebbe indebolire la stessa Unione nei rapporti internazionali e sui negoziati per gli accordi di scambio dove occorre tutelare le denominazione dai falsi. Come dichiara il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, in una nota dell’associazione, «è necessario fare presto per fermare una decisione scandalosa che colpisce il vino italiano più venduto nel mondo». Ora, aggiunge, dopo la pubblicazione in Gazzetta, «tutte le parti interessate disporranno di un termine di due mesi a decorrere dalla data di pubblicazione per presentare un’obiezione motivata che la Commissione analizzerà prima di adottare una decisione finale».

Una leadership mondiale 

Attualmente, la produzione di prosecco ha raggiunto una produzione complessiva superiore ai 600 milioni di bottiglie. In Italia riguarda due regioni (Veneto e Friuli Venezia Giulia), nove province e tre denominazioni d’origine (Prosecco Doc, Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Docg e Asolo Prosecco Docg).

Inoltre l’incremento delle vendite all’estero consolida una leadership mondiale davanti ad altri prodotti come Champagne e Cava. Oggi il Paese al primo posto tra gli acquirenti di prosecco sono gli Usa (con un aumento del 48 per cento). Tuttavia, l’analisi della Coldiretti registra l’incremento maggiore in Russia con acquisti più che raddoppiati (+115 per cento). Infine, in Germania guadagna il 37 per cento, mentre in Francia il 32 per cento.  

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