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Sono molteplici i settori, dai trasporti al turismo, che hanno subito forti ripercussioni a causa dell’emergenza Covid-19. Dalla riduzione della capienza su mezzi pubblici, treni e aerei, al commercio con numerosi esercizi commerciali che hanno visto ridursi drasticamente i loro introiti soprattutto durante il periodo del lockdown. In particolare, a soffrire è stato il settore turistico. A causa delle limitazioni di viaggio e dei periodi di quarantena da rispettare per chi proveniva da altri Paesi, molti turisti hanno disdetto o non hanno potuto fare le proprie vacanze. Un motivo che ha spinto a invitare gli italiani, per questa estate, a scegliere località  del nostro Paese come meta per le ferie.

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Si è puntato quindi sulle tante bellezze che l’Italia ha da offrire. Dall’immenso patrimonio artistico e culturale, fino alle bellezze naturalistiche dal mare alla montagna. Una scelta che, in base ai dati diffusi dall’Enit-Agenzia nazionale del turismo, ha pagato.

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La fontana della Barcaccia a Piazza di Spagna a Roma

Meglio di Spagna e Francia

Come si legge in un comunicato diffuso dall’Ente, il contributo dato dal turismo italiano all’economia nazionale è stato maggiore rispetto a quello di Paesi come la Francia o la Spagna. Confrontando i dati con il 2019 (quando era il 5,7 per cento del PIL), per quest’anno si prevede una riduzione del 2,6 per cento pari al 3,2 per cento del PIL. Una perdita considerevole, ma non quanto accade in Spagna ( – 3,1 per cento) o in Francia ( – 4,5 per cento). Un risultato dovuto alla flessibilità dell’offerta italiana che, spiega nel comunicato il Presidente dell’Enit, Giorgio Palmucci «compensa parzialmente la riduzione dei flussi stranieri grazie alla capacità dei nostri operatori di attrarre il mercato domestico».

Sembrerebbe, quindi, che anche se il bicchiere è mezzo vuoto, quello degli altri è più vuoto del nostro. Tuttavia, questo non deve certo far sorridere, anzi. Rispetto al 2019, le previsioni sul numero di turisti internazionali che pernotteranno nel nostro Paese quest’anno prevedono un calo del 58 per cento, pari a 37 milioni di visitatori. E per quanto riguarda il turismo interno, la previsione è di 46 milioni in meno rispetto al 2019.

Stranieri: cosa amano dell’Italia?

Inoltre, l’Enit presenta i dati di un sondaggio che individua le preferenze dei turisti francesi, tedeschi e britannici in prospettiva di una futura vacanza in Italia. Francesi e inglesi prediligono cultura, vacanze gourmand e il mare. Gli inglesi, inoltre, indicano anche il folklore e le vacanze sociali in gruppi. Per i tedeschi, invece, imprescindibile il mare, a cui si associano cultura e relax. 

Le località più gettonate sono in Toscana (scelte dal 69 per cento), con Firenze e Pisa in testa, seguite dalla Lombardia (65 per cento), con Milano e il lago di Como, e il Lazio (63 per cento) con Roma. Subito fuori dal podio troviamo il Veneto (62 per cento), con Venezia e la laguna, e la Campania (60 per cento), scelta dai turisti per Napoli, i siti archeologici e le isole come Ischia e Capri.

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Il mare di Capri con i Faraglioni

In media, si tratterà di vacanze per gruppi da 3-4 persone da 9 o 10 notti. Il 50 per cento dei britannici sceglierà la formula tutto compreso, così come il 30 per cento dei tedeschi e il 29 per cento dei francesi. La scelta dell’alloggio, invece, vedrà gli inglesi privilegiare gli hotel da 4 o 5 stelle (45 per cento). I francesi si orienteranno verso i 3 stelle (34 per cento), mentre i tedeschi sceglieranno le abitazioni private (25 per cento).

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