giovedì 25 Luglio 2024

Turismo outdoor, gli italiani amano le vacanze all’aria aperta

Le vacanze all'aria aperta attraggono sempre più fasce d’età diverse dai giovanissimi, come per gli italiani dai 35 ai 54 anni. Inoltre, sono un modo per destagionalizzare e rilanciare alcuni territori meno conosciuti

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Gli italiani amano il turismo outdoor. È questo uno dei dati principali dello studio effettuato dall’Osservatorio sul turismo open-air. Si tratta di uno studio Enit – Agenzia nazionale del Turismo – realizzato con Human Company e Istituto Piepoli. I dati dell’indagine sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei deputati.

Lo studio ha analizzato le vacanze per l’estate 2023, i cambiamenti nel modo di vivere le vacanze open-air, le previsioni di vacanza per l’autunno-inverno 2023-24 e quelle per l’estate 2024 insieme a un’analisi degli elementi determinanti per la scelta delle vacanze. 

Turismo outdoor, i dati principali

A settembre 2023 il 66 per cento degli italiani dichiara di aver fatto una vacanza nei mesi estivi. Un dato in crescita rispetto al 56 per cento dell’estate 2022. Cresce anche il numero dei vacanzieri che prediligono il turismo outdoor con le percentuali che passano dal 19 al 22 per cento. A stupire è anche la scelta di questa tipologia di vacanza. Le motivazioni economiche, infatti, sono solo al terzo posto, precedute dalla ricerca di una vacanza in libertà e perché una vacanza all’aria aperta permette di stare maggiormente a contatto con la natura. 

Inoltre, il turismo outdoor attrae sempre più anche le fasce d’età diverse dai giovanissimi. Sono sempre più attratti da questa tipologia gli italiani dai 35 ai 54 anni con la spesa che cresce anche rispetto a quanti alloggiano in hotel. Negli ultimi due anni è aumentata la propensione al campeggio con un italiano su due che predilige un fine settimana all’aria aperta. La propensione al turismo outdoor si evidenzia soprattutto nei periodi autunno-inverno. In questo caso, infatti, sono coinvolti sei italiani su 10, pronti a esplorare la natura. Il periodo preferito è quello di Natale scelto dal 34 per cento. 

Un aiuto alla destagionalizzazione

Oggi, ricorda l’On. Gianluca Caramanna, il turismo outdoor è alla portata di tutti dopo che negli ultimi anni ha iniziato a entrare nell’immaginario collettivo. «Dove magari non si conosceva bene questo tipo di turismo abbiamo cominciato a vedere il proliferare di glamping, a vedere anche l’aumentare di aree sosta, aree parcheggio e soprattutto cominciare ad avere un modello di turismo, quel famoso turismo esperienziale, sostenibile che in questi anni è stato tanto al centro della nostra attenzione anche grazie purtroppo al Covid».

Inoltre, ha aggiunto, quello outdoor «è un turismo per tutte le tasche e fasce economiche e che in Italia dovrà aiutare anche a destagionalizzare il turismo di alcune aree. Perché credo che il fatto che si immagini il turismo all’aria aperta soltanto durante l’estate sia una diminuzio rispetto alle proprie potenzialità. Perché credo che insieme al turismo all’aria aperta si possano abbinare l’agroalimentare,  la cultura, gli itinerari e i cammini religiosi».

Continuare a migliorare

I dati positivi riguardanti le ultime presenze turistiche devono, quindi, essere uno stimolo a migliorare. Come ci spiega il senatore Gian Marco Centinaio, «non dobbiamo sederci sulle vittorie, ma dobbiamo pensare che dalle vittorie si deve andare avanti e che si deve pensare di migliorare sempre perché i competitor a livello internazionale sono veramente tanti. Molto competenti, molto agguerriti e soprattutto sul turismo outdoor, abbiamo vicini di casa. Abbiamo i francesi, la Croazia, abbiamo altri competitor soprattutto a livello europeo che per quanto riguarda questo tipo di turismo sono sempre all’avanguardia con nuove idee, che sono partiti molto prima di noi e quindi noi, in questo caso, siamo quelli che dobbiamo rincorrere e dobbiamo fare ancora tantissima strada».

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