venerdì 19 Aprile 2024

Transizione energetica e Superbonus: cosa si rischia con lo stop

Cosa comporta lo stop ai bonus fiscali con il blocco della cessione del credito e dello sconto in fattura? Nicola Ricci (presidente ONC) e Pasquale Luca Giardiello (presidente ONET) ci spiegano i rischi per edilizia ed efficientamento energetico e parlano delle possibili soluzioni

Un freno a transizione energetica e superbonus. Infatti, col decreto legge n.11 del 16 febbraio 2023 in materia di crediti fiscali arriva lo stop alle cessioni dei crediti di tutti i bonus fiscali. Una situazione che ha messo in allarme tante famiglie che avevano dato il via a lavori di ristrutturazione così come altrettante aziende. 

Una vicenda che ha portato molte associazioni a chiedere al governo di rivedere la sua decisione. Come l’Osservatorio Nazionale Condomini (Onc) che, insieme all’Osservatorio Nazionale Efficienza e Transizione Energetica (Onet), chiede l’avvio di un tavolo di confronto con i principali attori coinvolti.

Transizione energetica e Superbonus, cosa succede

Secondo i due Osservatori il decreto del governo rischia, con lo stop a transizione energetica e Superbonus, di far tornare il Paese in recessione. Uno scenario che avrebbe ripercussioni economiche non solo per il settore dell’edilizia e le banche, ma anche sull’avanzamento dell’Italia per arrivare alla pari delle altre Nazioni Europee nella rivoluzione green. In un comunicato si ricorda l’importanza per il Paese di proseguire nel percorso intrapreso nella diversificazione energetica intensificando gli sforzi nel campo delle rinnovabili.

Inoltre, nel comunicato viene sottolineato come, con l’ultimo aggiornamento della direttiva sul rendimento energetico degli edifici, l’Unione Europea abbia chiesto a tutti gli Stati membri di arrivare al 2050 con un parco edifici ad emissioni zero. «Un obiettivo che il Governo non può permettersi di non raggiungere, insieme all’adeguamento sismico e di messa in sicurezza del nostro patrimonio verticale, che da anni subisce danni a causa anche dei cambiamenti climatici». 

Le conseguenze su condomini e comunità energetiche

Come ci spiega Nicola Ricci, presidente dell’Osservatorio Nazionale Condomini, «l’80 per cento della popolazione italiana vive nei condomini. Questo provvedimento determina chiaramente lo stop del Superbonus. Non solo quello immobiliare in corso, ma anche quello futuro nelle abitazioni dei cittadini. Quindi significa che oggi i tanto agognati miglioramenti di classe energetica vengono bloccati senza avere la certezza di come approcciarli. Mi sto riferendo non solo ai crediti che sono in corso con i quali chiaramente non c’è ancora una via di uscita, ma con il blocco delle cessioni si sta determinando un vero e proprio rallentamento all’economia totale». 

Lo stop ai bonus fiscali, prosegue Ricci non riguarda solo l’edilizia perché si sono fermati anche piccoli lavori come quelli sulle caldaie. «Una questione che non blocca solo la questione edile ma anche l’efficientamento energetico nella sua dimensione totale».

transizione energetica e superbonus

Anche il percorso di transizione energetica, oltre al Superbonus, potrebbe fermarsi «Bloccando i crediti  – ci spiega Pasquale Luca Giardiello, presidente dell’Osservatorio Nazionale Efficienza e Transizione Energetica – si rischia anche di compromettere gli obiettivi prefissati dall’Unione Europea. Perché non dobbiamo dimenticare la bozza del nuovo piano Re-Power EU dove si obbligano gli Stati membri a puntare su fotovoltaico e rinnovabili. Mettendo un freno del genere in Italia il governo rischia di compromettere tutti gli obiettivi prefissati». Oltre all’edilizia rischiano di fermarsi anche i progetti delle comunità energetiche. «Con questo stop – prosegue Giardiello – si rischia di vanificare anche quest’altro percorso».

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Le possibili soluzioni

I tempi per trovare una soluzione alla situazione ci sono, ma non bisogna perdere tempo e, soprattutto, ricordano le due associazioni, devono essere coinvolti tutti. In primis, però, sottolinea Pasquale Luca Giardiello, «vanno salvate le migliaia di aziende che hanno investito basandosi su regole dettate dallo Stato. Perché chi ha fatto investimenti col Superbonus lo ha fatto legato a norme statali».

Poi, prosegue Nicola Ricci, «tutte le parti interessate, parliamo di governo ma anche maggioranza e opposizione, devono sedersi a un tavolo insieme ad associazioni e parti sociali per poter comprendere cosa fare e cosa no, attraverso un protocollo che dia certezza al futuro dell’edilizia, che lavora sui condomini, degli amministratori che devono saper guidare e dare un senso alle decisioni che vengono prese in seno all’assemblea e ai singoli cittadini. Una sorta di testo unico che consenta a tutti i soggetti coinvolti di poter guardare in maniera complessiva quello che è il mondo dell’efficientamento».

Articolo aggiornato in data 24 Febbraio 2023
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