Tavoli all’aperto, promossi dagli italiani ma a rischio riduzione

Posti all'aperto e dehors di pub, bar e ristornati convincono sia italiani che turisti stranieri. Tuttavia, secondo Fiepet Confesercenti, senza un adeguato intervento ci sarà una riduzione del 50 per cento

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Se si parla di ristoranti, gli italiani preferiscono mangiare fuori, o meglio all’aperto. L’aumento di spazi attrezzati e tavoli all’aperto di bar, pub e ristoranti, infatti, sembra riscuotere un largo consenso tra i consumatori, tanto che tre italiani su quattro (il 75 per cento) lo ritengono un fatto positivo, a fronte di circa il 25 per cento che ha un giudizio negativo. 

Questi dati emergono da un sondaggio realizzato da SWG per Fiepet, associazione dei pubblici esercizi Confesercenti, su un panel di mille soggetti maggiorenni residenti in Italia. Secondo gli analisti del sondaggio, la rete italiana dei pubblici esercizi ha sempre previsto spazi fuori dai locali per il consumo, grazie anche al fattore climatico che, in alcune zone d’Italia, garantisce temperature miti per diversi periodi dell’anno.

Tavoli all’aperto, l’aumento negli ultimi anni

Con la pandemia, i tavoli all’aperto sono aumentati sempre di più, passando dai dehors più strutturati fino ai semplici tavolini. Le stesse autorità sanitarie consigliavano di consumare all’esterno per ridurre i rischi di contagio. Dalle stime Fiepet Confesercenti risulta che, soltanto nel 2021, le imprese hanno allestito nuovi spazi esterni per un totale complessivo di quasi 750mila metri quadri, pari a 180mila tavoli. Una piccola rivoluzione che ha contribuito alla resilienza del comparto: tra il 2018 ed il 2023 le imprese di ristorazione sono passate da circa 147mila ad oltre 158mila, con una crescita del +7,6 per cento.

Perché piace mangiare all’esterno

Una situazione d’emergenza diventata via via la normalità, apprezzata tanto dai turisti che dai residenti. Tra gli italiani che promuovono l’aumento di posti, il 50 per cento ritiene che la maggior disponibilità di tavolini nelle piazze e nelle strade permetta di godersi meglio la bellezza dei luoghi, mentre un 43 per cento preferisce il consumo all’aperto perché permette, d’estate, di stare più freschi senza aria condizionata. 

Il 28 per cento, inoltre, valuta positivamente la riduzione dei rischi di contagio. Per il 18 per cento, invece, gli spazi all’aperto sono semplicemente più comodi. Dopo gli aspetti positivi vengono le perplessità. Come chi parla dell’occupazione eccessiva dei marciapiedi (52 per cento), della confusione nelle strade (39 per cento) e della perdita di posti auto (25 per cento). 

Tuttavia, anche chi è contrario mostra di gradire i tavoli all’aperto. Un avventore su due, quando si reca in un ristorante della propria città, chiede di poter sedere all’esterno spesso (34 per cento) o sempre (16 per cento), mentre solo il 9 per cento sostiene di non chiederlo mai. La preferenza cresce con la bella stagione: durante l’ultima estate, nel tempo libero, il 24 per cento ha sempre usufruito di tavoli all’aperto e il 33 per cento spesso. E se possibile, gli italiani usufruirebbero dei tavoli all’aperto anche nella brutta stagione. Il 60 per cento pensa che, con adeguati accorgimenti, i posti all’esterno sarebbero fruibili e desiderabili anche durante i periodi più freddi.

tavoli all'aperto

Possibile riduzione dei tavoli all’aperto

Nonostante il largo apprezzamento degli italiani e non solo, i tavoli all’aperto  di bar e ristoranti rischiano di diminuire nel numero. A lanciare l’allarme è  il presidente Fiepet Confesercenti, Giancarlo Banchieri: «Dehors e tavoli all’aperto – spiega – aumentano l’attrattività delle nostre strade e piazze, permettono di affrontare in modo sostenibile i picchi di calore e sono anche un argine efficace alle attività di somministrazione abusive nelle strade e quindi alla malamovida». 

Inoltre, aggiunge Banchieri, i tavoli all’aperto «incontrano il favore dei consumatori che hanno sposato la rivoluzione della modalità di consumo e ne usufruirebbero anche di inverno». 

Purtroppo, prosegue il presidente di Fiepet Confesercenti, «un tavolo su due, secondo le nostre stime, potrebbe essere a rischio: il 31 dicembre di quest’anno scadrà la cosiddetta “proroga dehors”, una semplificazione che ha permesso finora il mantenimento degli spazi esterni. Serve una norma strutturale per mantenerli: assicurano un servizio ai cittadini che, viste le trasformazioni climatiche e dei modelli di consumo, è divenuto ormai un’esigenza stabile».

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