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Gli effetti dei cambiamenti climatici continuano a farsi sentire portando un notevole taglio dei raccolti. Quest’anno, infatti, la produzione di riso e grano ha visto un calo rispettivamente del 15 e del 10 per cento. Lo stesso è avvenuto per la produzione di ciliegie (-60 per cento), pere (-63 per cento) e miele (-70 per cento). Ripercussioni negative si registrano anche per la vendemmia (-12 per cento).
Una minor quantità di prodotto significa, allo stesso tempo, un aumento dei costi per i consumatori. Così, il caro prezzi taglia del 4,5 per cento le quantità di prodotti alimentari acquistate dagli italiani nel 2023. A questo si aggiunge comunque il 6,9 per cento in più a causa dei rincari determinati dall’inflazione.
Questi dati sono frutta di una serie di analisi della Coldiretti sui dati elaborati dall’Osservatorio europeo Copernicus e Istat, con il primo cha rilevato come i primi nove mesi del 2023 siano stati i più caldi mai registrati. La temperatura media, infatti, ha superato di 0,52 gradi la media storica.
Indice
Taglio dei raccolti, nuove coltivazioni e specie aliene
L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte subisce, regolarmente, le conseguenze dei cambiamenti climatici. Oltre al taglio dei raccolti le nuove temperature stanno modificando anche la distribuzione delle coltivazioni lungo la Penisola. Come ricorda la Coldiretti, la coltivazione dell’ulivo in Italia è arrivata a ridosso delle Alpi, nella Pianura Padana si coltiva oggi circa la metà della produzione nazionale di pomodoro destinato a conserve e di grano duro per la pasta, colture tipicamente mediterranee. Inoltre, i vigneti sono arrivati addirittura sulle vette mentre al sud è boom per le coltivazioni tropicali, dall’avocado al mango fino alle banane.
«Siamo di fronte – sottolinea l’associazione – ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo con effetti devastanti».
Se il nuovo clima tropicale ha portato taglio dei raccolti e nuove coltivazioni, allo stesso tempo ha visto l’arrivo di nuove specie. Non si tratta, purtroppo, neanche questa di una nuova notizia. L’invasione di specie aliene, dalla cimice asiatica al granchio blu, dal cinipide del castagno alla Xylella, dal moscerino dagli occhi rossi al calabrone asiatico fino alla vespa velutina che attacca gli alveari, ha comportato danni complessivi per oltre un miliardo nei campi come nei mari distruggendo coltivazioni e allevamenti.
La spesa degli italiani e i consigli per risparmiare
Come precedentemente accennato, la diminuzione delle percentuali dei raccolti porta a un minor numero di merci sugli scaffali con un conseguente aumento dei prezzi. Le conseguenze sono evidenti analizzando la spesa degli italiani. Infatti, volano gli acquisti di cibo low cost con i discount alimentari che fanno segnare un aumento del +9,5 per cento nel periodo gennaio agosto nelle vendite in valore. Un risultato, precisa la Coldiretti, che evidenzia la difficoltà delle famiglie italiane costrette, a causa dei rincari, a dover orientare le proprie spese su canali a basso prezzo rinunciando anche alla qualità.
Insomma, meno acquisti o una continua ricerca di prezzi più bassi anche su diversi esercizi commerciali per usufruire di sconti e promozioni più vantaggiose. Per riuscire a orientarsi ed evitare sprechi e spese inutili, ecco alcuni pratici consigli diffusi dalla Coldiretti:
- Leggere attentamente la scadenza sulle etichette;
- verificare quotidianamente il frigorifero dove i cibi vanno correttamente posizionati;
- effettuare acquisti ridotti e ripetuti nel tempo;
- privilegiare confezioni adeguate
- scegliere frutta e verdura con il giusto grado di maturazione;
- preferire la spesa a chilometri zero che garantisce una maggiore freschezza e durata;
- riscoprire le ricette degli avanzi, ma anche chiedere la “doggy bag” quando si mangia al ristorante.

