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Iscrizione Divina Commedia di Dante sulla facciata di Santa Maria Nuova

Ferrara, patria della famiglia ferrarese degli Aldighieri, a cui si può far risalire il cognome di Dante, celebra i 700 anni dalla scomparsa del Sommo Poeta.

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In attesa della mostra che – dal 2 settembre – sarà allestita alla Biblioteca Comunale Ariostea e che conterrà manoscritti, antiche edizioni e opere artistiche del ‘viaggio’ dantesco, domani nelle edicole Ferrara sarà tra le città protagoniste di uno speciale dedicato proprio a Dante, come supplemento all’edizione di giovedì 25 marzo di Quotidiano Nazionale, Il Resto carlino, il Giorno e la Nazione, nello “Speciale Dante Dì”.

Speciale su Dante, la cripta degli Aldighieri
Cripta degli Aldighieri a Ferrara

Il sindaco e l’assessore alla cultura di Ferrara 

«La storia di Dante ha sfiorato quella di Ferrara e ne ha ispirato tantissimi artisti e scrittori. Questo dona alla nostra città un posto di rilievo in queste celebrazioni. In questa occasione vogliamo quindi mostrare e riscoprire molti aspetti legati al Sommo Poeta», dice il sindaco Alan Fabbri.

«Dante ha saputo segnare i sentimenti più profondi dell’animo umano e dell’anima cristiana che si volge a Dio, ma non solo in quanto la sua vicenda personale si interseca con gli avvenimenti della Divina Commedia in cui si ritrovano riferimenti geografici del nostro territorio», dice l’assessore alla Cultura Marco Gulinelli.

«Le origini Ferraresi di Dante Alighieri i cui parenti sono sepolti nella medioevale cripta degli Aldighieri di Ferrara, che ancora esiste nella chiesa di Santa Maria Nuova e San Biagio,  è una circostanza senz’altro importante che ha influenzato in qualche modo gli artisti ferraresi nel corso del XX secolo che eseguirono opere per illustrare la Divina Commedia tra cui ricordiamo Previati, Mentessi, Tagliaferri, Minerbi, fino a giungere al contemporaneo Sergio Zanni. L’immaginario Ferrarese è legato al grande poeta dando un valore aggiunto alla celebrazione che Ferrara gli dedicherà per  il VII Centenario della sua morte».

Speciale su Dante in edicola

Lo speciale in edicola domani conterrà alcuni risultati di un approfondimento – redatto con la collaborazione dello storico dell’arte Lucio Scardino – sulla figura di Dante, legata a Ferrara da questioni dinastiche: l’Aldighiera di “Val di Pado” citata nel Paradiso è infatti riconducibile alla famiglia degli Aldighieri di Ferrara che andò sposa a Cacciaguida.

Da 100 anni quel verso dantesco del Paradiso è iscritto sulla chiesa di Santa Maria Nuova e San Biagio, a Ferrara, dove si trova la cripta – scavata un secolo fa su progetto di Gualtiero Medri – con le spoglie degli stessi Aldighieri. Sulla facciata della chiesa che costeggia, non a caso, Via Aldighieri, al civico 42, compare infatti una lapide con l’incisione dei versi danteschi: “…mia donna venne a me di val di Pado / e quindi il sopranome tuo si feo”.

Nella Medievale Via delle Volte, inoltre, una targa marmorea – in corrispondenza del civico 68 – ricorda come lì ancora oggi siano identificabili i resti antichissimi delle case dei Fontanesi, che  apparteneva al ceppo della famiglia degli Aldighieri, proavi materni del Sommo Poeta.

Dante nell’arte ferrarese 

Speciale su Dante, il busto del Somma Poeta
Il busto del Sommo Poeta

Dante inoltre ispirò decine di autori ferraresi. Si segnalano in particolare le opere – che compaiono nello speciale in uscita domani – di Arrigo Minerbi che per i 600 anni dalla morte del poeta realizzò la Crisalide, la figura di donna angelicata che celebra la transizione dal Purgatorio al Paradiso. E poi la “Cleopatra” e “Paolo e Francesca” di Gaetano Previati. Il pittore ferrarese, e noto esponente del divisionismo, si è lasciato ispirare dai celebri personaggi che compaiono nell’Inferno.

A questi autori si aggiungono inoltre quelle dei vari artisti ferraresi che parteciparono al concorso fiorentino per la nuove edizione Alinari della “Commedia”, tra cui quel Cesare Laurenti che firmò addirittura il progetto di un grandioso monumento in memoria di Dante, inizialmente previsto a Roma. Alla biblioteca Ariostea è inoltre stato riscoperto, recentemente, un busto opera della manifattura di Signa (Firenze) del primo ‘900.

Il prossimo allestimento in Ariostea 

La ricostruzione storica del Dante ferrarese anticipa così il prossimo allestimento alla Biblioteca Ariostea che conterrà anche diversi incunaboli di pregio della Commedia, il più antico dei quali risale al 1477-1478, e altre versioni – risalenti a fine XV secolo – arricchite di filografie, vignette e illustrazioni a piena pagina. Il percorso espositivo sarà impreziosito da alcune illustrazioni provenienti dalla collezione dei disegni di Franco Morelli, ferrarese interprete artistico della Commedia.

L’esposizione è curata da Mirna Bonazza – responsabile unità operativa Biblioteche del Comune – e dal professore dell’Università di Ferrara Sandro Bertelli, tra i curatori delle mostre a tema dantesco che – in 14 sedi espositive – si terranno nel corso del 2021 in Emilia-Romagna, in collaborazione con la Società Dantesca Italiana  (con Bertelli anche i professori Gabriella Albanese e Paolo Pontari). Da queste mostre nascerà un’antologia – pubblicata da Silvana Editoriale – dove saranno descritti circa 200 tra manoscritti, documenti e antiche edizioni dell’opera di Dante, tutti conservati in Emilia-Romagna.

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