sabato 20 Aprile 2024

Second Hand, la scelta sostenibile del riuso

L’economia dell’usato genera valore ambientale, economico e sociale ed è un trend in crescita nel nostro Paese

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Ridare vita agli oggetti grazie alla cosiddetta second hand philòsòpy. Se l’Italia è tra i primi Paesi in Europa nel campo del riciclo, anche il riuso non è da meno. Infatti, l’economia dell’usato nel nostro Paese è praticata da oltre 24 milioni di persone con un impatto economico di 25 miliardi di euro, pari all’1,3 per cento del Pil. 

Questi dai sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati, ”Second Hand: scelta sostenibile per dare una seconda vita ai beni’’. Un iniziativa promossa dall’On. Patty L’Abbate, vicepresidente dell’VIII Commissione Ambiente della Camera.

Chi sceglie l’economia dell’usato, dona una seconda vita alle cose, evitandone un viaggio in discarica ed evitando, potenzialmente, le emissioni di CO2 e i costi ambientali della produzione di un bene nuovo. Il mercato della Second Hand, inoltre, ha un impatto diretto anche sulle materie prime, perché consente di evitarne l’estrazione, la lavorazione e la produzione.

Second Hand, i dati dell’Osservatorio

Presente alla conferenza alla Camera anche l’ad di Subito, Giuseppe Pasceri, che ha sottolineato l’importanza dell’economia dell’usato in Italia. Inoltre, nel corso della conferenza sono stati presentati gli esiti dell’Osservatorio Second Hand Economy 2022, che mappa l’economia dell’usato in Italia, e dello studio Second Hand Effect 2022 sull’impatto ambientale della compravendita dell’usato, ricordando, inoltre, come la Second Hand rappresenti un’abitudine in linea con i principi dell’economia circolare e della riduzione di emissioni di CO2.

Dall’Osservatorio Second Hand Economy, commissionato da Subito a Bva Doxa, è emerso che si tratta di un mercato in crescita. Come spiegato da Andrea Manusardi (Doxa), circa 24 milioni di italiani (il 57 per cento) nel 2022 hanno acquistato o venduto prodotti usati, un valore del 5 per cento netto in più rispetto al 2021. Un risultato ancora più rilevante se si osserva il valore economico generato che, attestandosi sui 25 miliardi di euro, è in crescita rispetto ai 18 milioni del 2014. Lo studio, inoltre, dimostra che la Second Hand non conviene solo agli acquirenti, ma anche ai venditori che arrivano a guadagnare in media circa mille euro a persona.

Il canale preferito è quello online scelto dal 65 per cento del campione, confermando l’apprezzamento dei consumatori per un’esperienza sempre più simile all’e-commerce, a distanza e in sicurezza, perché più veloce, disponibile 24/7 e con una scelta più ampia.

Riuso e riciclo

Come spiega l’On. L’Abbate, la filosofia del riuso può essere tranquillamente affiancata al riciclo. «È utile per i cittadini disfarsi di qualcosa che per loro sarebbe un rifiuto anche da eliminare, magari mettendolo su una piattaforma dove possono anche avere un riscontro economico. Dall’altra parte un’altra famiglia acquista un prodotto magari a un prezzo più basso che realmente serve. Molti giovani, per esempio, sono più soddisfatti ad acquistare qualcosa di usato non solo per un problema economico, ma perché quel bene ha un qualcosa di particolare che loro ricercavano. Questo è chiaramente utile ai cittadini e quindi un mercato di riuso dei beni può essere affiancato a quello del riciclo. E tutti e due devono coesistere con il mercato esistente adesso che è quello della produzione. Ci serve per abbattere i costi, anche per i cittadini, per salvare l’ambiente e anche per creare sostenibilità sociale».

Articolo aggiornato in data 24 Novembre 2023
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