Accelerare lo sviluppo della filiera del riciclo delle materie prime critiche e dei metalli preziosi in Italia, riunendo gli attori coinvolti e le loro esperienze e indirizzando le politiche di sviluppo industriale nazionale e le relative misure di sostegno. È questo l’obiettivo di RigeneRare, il nuovo Hub ideato da Iren per il recupero di materie prime critiche e metalli preziosi.
L’iniziativa, che ha ricevuto il patrocinio di Enea, è stata presentata in una conferenza alla sala stampa della Camera dei Deputati. Hanno partecipato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e il presidente esecutivo del Gruppo Iren, Luca Dal Fabbro. Inoltre, Renato Loiero, consigliere del presidente del Consiglio dei Ministri e l’On. Massimiliano De Toma.
RigeneRare, cresce il fabbisogno di materie prime
Il progetto dell’hub RigeneRare si inserisce nella ricerca di materie prime critiche. La previsione del fabbisogno di questi materiali strategici, infatti, è in crescita entro il 2040 tra le 5 e le 11 volte in funzione del grado di specializzazione produttiva. Per questo, una loro fornitura sicura e stabile è essenziale per il raggiungimento degli obiettivi della transizione energetica per il 2030.
Ad oggi, la filiera impiantistica nazionale risulta ancora poco sviluppata, con un contributo del riciclo, per soddisfare la domanda, molto basso. Pertanto, la piattaforma mira a raccogliere e organizzare dati sulla filiera, promuovendo l’integrazione tra gli attori coinvolti. L’obiettivo è sviluppare una solida filiera nazionale per il riciclo, promuovendo la collaborazione tra mondo accademico e industriale, per garantire una sostenibilità a lungo termine attraverso partnership tra operatori dell’industria del recupero e industrie utilizzatrici di materie prime seconde.
Italia all’avanguardia sul riciclo
«Questo hub per il riciclo delle materie prime critiche – ha affermato il ministro Urso – è fondamentale per la duplice sfida dell’innovazione digitale e green e pone il nostro Paese all’avanguardia in Europa in quella necessità di raggiungere un’autonomia strategica sulle materie prime critiche fondamentali alla duplice transizione europea e italiana».
Le asticelle poste dal nuovo regolamento europeo vedono l’estrazione del 10 per cento delle materie prime critiche nel continente europeo al 2030, del 40 per cento della lavorazione e del 25 per cento del riciclo di materie prime critiche. Proprio qui, ha sottolineato il ministro, «l’Italia può essere davvero all’avanguardia in Europa e in Occidente, perché noi abbiamo tecnologia e imprese particolarmente votate al riuso. E questo hub ci aiuta a percorrere in fretta la strada giusta».

