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L’Italia è un’eccellenza nel campo del riciclo. Come evidenziato dal rapporto 2022 di Corepla (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica), un percorso di 25 anni di impegno per l’ambiente, l’economia e la collettività hanno portato il nostro Paese a diventare un’eccellenza europea nel campo della gestione sostenibile degli imballaggi in plastica.
In questo arco di tempo, infatti, in Italia il materiale avviato al riciclo è passato da 228.000 tonnellate a oltre 1.050.000 tonnellate. Un risultato brillante frutto di una rete capillare che vanta attualmente 31 impianti di selezione e 92 impianti di riciclo. Anche la copertura dei Comuni è aumentata considerevolmente, passando dal 77 per cento del 2002 al 97 per cento di oggi.
Riciclo, in Italia una cultura della sostenibilità
Parallelamente all’aumento degli impianti da riciclo è raddoppiato anche il numero di imprese consorziate della filiera del packaging in plastica. Si tratta di produttori di materia prima, produttori di imballaggi, utilizzatori che autoproducono i propri imballaggi e riciclatori passati da 1.216 a circa 2.500.
Corepla è all’apice di una grande filiera di imprese consorziate e di un sistema che svolge un ruolo economico e sociale prezioso per il nostro Paese in un’ottica di responsabilità condivisa tra le aziende, le amministrazioni e i cittadini. Con la sua attività quotidiana, il Consorzio contribuisce alla formazione di una cultura dell’economia circolare e lavora per costruire una cultura della sostenibilità volta ad affrontare le sfide del futuro, riflettere sulle soluzioni, contrastare le false narrazioni, educare e informare per una corretta gestione responsabile dei rifiuti degli imballaggi in plastica.
Rivedere il regolamento europeo
Come ha affermato Giovanni Cassuti, presidente di Corepla, «in questo periodo di transizione sostanziale, il Consorzio lavora per costruire una cultura della sostenibilità volta ad affrontare le sfide del futuro».
Per questo, ha spiegato, «è necessario adottare una strategia integrata e condivisa per promuovere un reale sviluppo sociale, ambientale ed economico, poiché si tratta di una mission collettiva che deve coinvolgere tutti gli attori diretti e indiretti della filiera. Solo guardando al futuro nella stessa direzione sarà quindi possibile promuovere il valore della filiera italiana e dare nuovo impulso all’innovazione del Paese».
Il settore plastica impiega 50mila risorse per 4mila imprese, con un moltiplicatore sul Pil di 3,2. Significa che 100 euro investiti ne generano 220. Di questo settore, il comparto degli imballaggi ne rappresenta il 40 per cento.
Proprio per via di questi dati, desta preoccupazione la proposta di regolamento europeo sugli imballaggi e rifiuti da imballaggio (PPWR). Secondo gli operatori del settore, infatti, rischia di innescare un effetto domino sulla filiera del riciclo che è un’eccellenza in Europa, con grandi rischi economici e sociali e con importanti conseguenze sulla sicurezza e sullo spreco alimentare, oltre alle ripercussioni sull’occupazione con una considerevole perdita di posti di lavoro.

