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Coniugare insieme moda ed ecosostenibilità per sostenere il territorio. È con quest’idea che nasce il Progetto Valsaar grazie all’iniziativa di  imprenditori, artigiani e artisti biellesi. Il territorio di Biella, lo scorso ottobre, è stato duramente colpito da un’alluvione che ha riportato alla mente dei suoi abitanti l’evento devastante del 1968. Nel 2020, il territorio che ha riportato più danni è stato quello della Valle Cervo  con numerose aziende e attività invase dall’acqua e il crollo del Ponte della Coda, simbolo della valle. Questo avvenimento ha portato alla nascita di un progetto che unisse tutti i settori del territorio nella ricostruzione. Il prodotto simbolo è una eco-sneaker in cotone organico prodotta dall’azienda “Barbera S. e figli” e tinta in modo totalmente naturale, ma il mondo del Progetto Valsaar in realtà è molto più ampio.

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Il progetto è stato presentato anche alla Camera dei deputati. Presenti l’onorevole Roberto Pella, Andrea Barbera (che con il fratello Stefano è titolare dell’azienda che produce le Valsaar) e Adolfo Marchetti della Tintoria Iride Valle Cervo (azienda che si occupa della tintura delle scarpe, fra le più colpite dall’alluvione). Questa iniziativa, spiega l’on. Pella, è «la dimostrazione che piccole realtà che arrivano da una storia importante e significativa come è il nostro territorio, riconosciuto a livello mondiale come la patria del tessile, attraverso la creatività e l’innovazione possono creare prodotti che hanno tutte le caratteristiche e le qualità per rispondere a quelle che sono oggi le esigenze di mercato, ma soprattutto alla cura e l’amore verso l’ambiente».

Progetto Valsaar, alcuni partecipanti alla conferenza a Montecitorio
Da sinistra: Stefano Barbera, Roberto Pella, Adolfo Marchetti, Andrea Barbera

Progetto Valsaar, di cosa si tratta?

Il nome scelto per l’iniziativa, Valsaar, è quello dell’antica Valle Cervo. Come ci spiega lo stesso Andrea Barbera, «inizialmente doveva essere soltanto una sneaker in cotone organico tinto con gli estratti naturali delle piante. In realtà diventa un progetto che si amplia fino a 10 aziende, con la partecipazione del maestro Michelangelo Pistoletto con Città dell’arte e Fashion Best. Un progetto soprattutto fatto di persone che credono realmente nel concetto della sostenibilità e che amano il proprio territorio. Stiamo regalando una storia non solo facendo una sneaker». Inoltre, parte del ricavato sarà devoluto all’Associazione Unione Montana Valle Cervo per la ricostruzione della valle.

Il prodotto è fatto interamente con materiali riciclati e riciclabili e lo stesso vale per il packaging. La scatola, in cartone riciclato, è un oggetto di design in grado di diventare un porta libri, un vaso o uno sgabello. Inoltre, la stessa azienda si occuperà dello smaltimento. «Nel momento in cui il prodotto arriverà alla fine – aggiunge Barbera – basterà farcelo avere e noi penseremo allo smaltimento corretto dando oltretutto in quel momento un bonus per il nuovo acquisto». Le eco-sneaker sono acquistabili sul sito di Valsaar o nei negozi di Biella, ma l’idea è di portare il prodotto in tutto il territorio nazionale e oltre. «Saremo presto a Torino – conclude Barbera –  con il pensiero di espanderlo in più posti possibili».

Progetto Valsaar, le eco-sneaker
Le eco-sneaker Valsaar (foto da Facebook @progettovalsaar)

Oltre alle scarpe c’è di più

Il Progetto Valsaar comprende anche altri prodotti. Come la t-shirt in cotone organico tinta con estratti naturali provenienti dalla purea di frutti. Un articolo che nasce dalla collaborazione fra Madiva EcoFuture (azienda di Valdengo nel biellese) e Fashion Best. In questo caso, l’intero ricavato della vendita sarà devoluto a progetti per il territorio. A corredo di tutti gli articoli il simbolo del Terzo Paradiso, un’armonia possibile tra natura e artificio. Il logo a tre cerchi, ideato dal maestro Michelangelo Pistoletto, racchiude i concetti di natura, artigianato, innovazione, territorio e sostenibilità ed è ben visibile sull’etichetta delle scarpe e sulla t-shirt.

logo Terzo Paradiso
Il simbolo del Terzo Paradiso ideato dal maestro Michelangelo Pistoletto

Un made in Italy ecosostenibile

Il progetto ha ottenuto un grande risalto con richiami su numerose testate di settore, insieme a importanti riconoscimenti. Come il Premio Maestro di Mestiere promosso dalla Fondazione Cassa di risparmio di Biella. 

Iniziative di questo tipo, inoltre, possono fornire al settore del made in Italy, un nuovo slancio dal punto di vista dell’ecosostenibilità. Come ricorda l’on. Roberto Pella, «possiamo essere pionieri in questo settore perché sicuramente nel settore tessile abbiamo dimostrato che le eccellenze italiane hanno sempre anticipato quei processi che altri Paesi emergenti hanno tradotto diversamente. Siamo in grado di dare grossi risultati e aspettative anche su quello che è l’ecosistema e l’amore che deve esserci tra imprenditoria, territorio e natura non finalizzato sull’interesse di trasformazione di capitali, ma anche di salvaguardia di quelle che sono le bellezze naturali. Credo che questo progetto sia veramente la sintesi perfetta di queste cose». 

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