lunedì 24 Giugno 2024

Progetto turismo delle radici, opportunità di sviluppo locale

Creare un network internazionale legato al turismo delle radici per valorizzare il patrimonio culturale, storico e ambientale. Un progetto che vede il comuni di Castellabate come capofila dell’iniziativa

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Il 2024 è l’anno dedicato al progetto del turismo delle radici, in cui le origini di chi è emigrato all’estero vengono celebrate in tutto il mondo. Celebrazioni che in Brasile hanno una doppia valenza perché ricorrono anche i 150 anni dalla grande immigrazione italiana nel Paese sudamericano. 

In questo contesto si sviluppa il progetto “Turismo delle radici, opportunità di sviluppo locale”. L’iniziativa è stata oggetto di una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati su iniziativa dell’On. Fabio Porta. All’evento hanno partecipato anche il Consigliere Giovanni Maria De Vita (Responsabile del Progetto “Turismo delle Radici” del MAECI), Andrea Matarazzo (Imprenditore e già Ambasciatore del Brasile a Roma), Marco Rizzo (Sindaco del Comune di Castellabate), Paolo Masini (Presidente Fondazione MEI), Pasquale Sorrentino (Delegato al turismo Provincia di Salerno), Pino Coccorullo (Presidente del Parco Nazionale del Cilento), Salvo Iavarone (Vice Presidente CIM), Pietro Petraglia (Direttore della rivista Comunità Italiana), Mariella Verdoliva (Presidente Fondazione Monti Lattari), Manrico Gesummaria (Consigliere Nazionale Confcooperative Cultura Turismo e Sport), Raffaele Palumbo (Presidente Dipartimento Sviluppo e Cooperazione Italia Brasile) e tutti i Comuni che hanno aderito attraverso la manifestazione d’interesse.

Progetto turismo delle radici, un ritorno alle origini

Il progetto  turismo delle radici nasce dalla collaborazione tra il comune di Castellabate (capofila dell’iniziativa) e il dipartimento Sviluppo e cooperazione Italia-Brasile, già avviato nel 2023. Tra gli obiettivi, oltre a celebrare i 150 anni della Grande immigrazione italiana in Brasile e l’anno delle radici italiane c’è l’incentivazione del turismo tra i due Paesi, stimolando gli italo discendenti a visitare i luoghi di origine dei propri avi, rafforzando così le relazioni bilaterali tra Brasile e Italia.

Inoltre, sensibilizzare altre aree geografiche che hanno accolto immigrati italiani a collaborare per il riconoscimento di Ambasciatore delle tradizioni italiane, mettendo in evidenza le loro radici.

Le tematiche trattate saranno molteplici, dalla cultura all’enogastronomia, passando per lo sport. A questo proposito infatti ci sarà un torneo di calcio da dedicare a Vicente Feola, allenatore della nazionale brasiliana campione del mondo in Svezia e originario di Castellabate. Il torneo vedrà le squadre delle 5 regioni italiane con il maggior numero di emigranti verso il Brasile (Lombardia, Veneto, Campania, Calabria, Sicilia) affrontare la rappresentanza degli italo-discendenti nello Stato sudamericano. Si tratterà di un torneo per dilettanti dove ogni regione parteciperà con la propria squadra di calciatori non professionisti. La semifinale si disputerà in Brasile, mentre la finale a Castellabate.

«Il turismo delle radici – sottolinea l’on. Fabio Porta – è una grande opportunità di valorizzazione delle areee interne del Paese, rivolgendosi agli italiani nel mondo. In questo caso vogliamo valorizzare intanto il turismo, il viaggio degli italo discendenti brasiliani in Italia e sappiamo che il Brasile ha una comunità enorme, oltre 30 milioni di discendenti di italiani. In particolare un’area, quella del Cilento, di Castellabate, dove andarono via nell’800 forse le comunità più antiche, rappresentative, più significative».

Ponte Italia Brasile

Questo progetto, spiega Giovanni Maria De Vita rappresenta «l’opportunità di far scoprire le bellezze di un’Italia che non è conosciuta dai turisti, ma soprattutto un’Italia che è amata da quanti, 80 milioni di persone, hanno il desiderio di venire a scoprire i luoghi da cui sono partiti i loro antenati. Salutiamo con grande entusiasmo la creazione di questa rete, di 23 comuni. In Campania – aggiunge – ci sono stati 116 comuni che hanno risposto positivamente all’invito presentato dal bando per il 2024 anno delle radici italiane. Sono comuni che organizzeranno attività sul territorio, arricchiranno la nostra piattaforma con informazioni su quello che si può fare, ma soprattutto si attiveranno per ricevere i viaggiatori delle radici in maniera tale che possano scoprire e vivere questa esperienza come qualcosa di unico che hanno sempre desiderato. Ossia riconnettersi con i luoghi da cui provenivano i loro antenati».

Per sviluppare ulteriormente il progetto, rappresentanti del ministero e dell’iniziativa del turismo delle radici a giugno saranno in Brasile, a San Paolo. «Siamo in contatto con gli organizzatori del festival di San Vito – spiega De Vita – e saremo a San Paolo l’ultima settimana di giugno. Lì porteremo un angolo di Italia per far conoscere il nostro progetto e per invitare i brasiliani di origine italiana. In Brasile ci sono 37 milioni di persone con origini italiane. Li inviteremo a venire a scoprire i nostri territori, la cultura, a venire a vivere come i loro antenati prima della loro partenza dall’Italia».

Dalla Campania a tutta Italia

Le iniziative legate al progetto turismo delle radici sono aperte a tutte le regioni del nostro Paese. «È un progetto – sottolinea De Vita – che si sviluppa su tutto il territorio. Abbiamo creato una rete di coordinatori regionali che si interfacciano con le regioni, ma soprattutto abbiamo creato una rete di gruppi regionali che sono in contatto con tutti i soggetti attivi sui territori in grado di contribuire alla riuscita del progetto. Soggetti interessati a promuovere il territorio con questa importante fascia di turisti che sono i viaggiatori delle radici». 

Inoltre, ha aggiunto, «ricordiamo che sono persone che vengono in Italia non soltanto per vedere i luoghi della bellezza Unesco del nostro Paese, ma soprattutto per visitare i luoghi da cui sono partiti i loro antenati, cercare di rivivere le tradizioni, scoprire la cultura, la storia, l’enogastronomia di questo che è un loro patrimonio di cui hanno sempre sentito parlare attraverso le generazioni che si sono alternate all’estero».

turismo delle radici, conferenza stampa
Un momento della conferenza stampa sul progetto turismo delle radici

Il logo del turismo delle radici

A rappresentare l’anno del Turismo delle Radici italiane nel mondo anche un logo, concesso a tutte le strutture della filiera turistica e commerciale che ne faranno richiesta. Ovunque sarà esposto, in Italia e all’estero, gli italo discendenti avranno diritto allo sconto per i servizi acquistati e all’assistenza per la ricerca dei propri avi. 

Il logo non vuole essere semplicemente un marchio, bensì un simbolo di appartenenza delle radici degli uomini e delle donne italiane nel mondo. Così come nell’antica Grecia e a Roma, un simbolo di riconoscenza e ospitalità.

Articolo aggiornato in data 7 Maggio 2024
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