Pranzi delle feste, a tavola vince la tradizione artigianale

Pranzo di Natale o cena della Vigilia? Un’indagine della CNA svela, a sorpresa, il preferito degli italiani. Inoltre, un lungo viaggio lungo la Penisola alla scoperta dei dolci tipici del Natale nelle varie Regioni d’Italia

Articolo aggiornato in data 16 Giugno 2022

Con l’arrivo delle festività natalizie, gli italiani hanno iniziato ad organizzarsi per festeggiare (in sicurezza) con amici e parenti. E il momento di ritrovo privilegiato, secondo un’indagine realizzata da CNA Agroalimentare, è il pranzo di Natale. Sarebbe questo, infatti, il preferito (per il 52 per cento), a discapito della cena della vigilia (38 per cento). Nel computo generale non rientra un 10 per cento di persone che, almeno per quest’anno, ha scelto di mettere da parte cene e feste per evitare rischi. Scelgono il pranzo specialmente le donne (53 per cento) e i giovani tra i 18 e i 34 anni.

Ad arricchire le tavole insieme ai tanti piatti della tradizione ci sono i classici dolci del Natale. Panettone e pandoro in testa (per chi vuole c’è anche l’alternativa del Nadalin) con il primo che conquista la maggior parte dei consensi. Ma gli italiani, in questi pranzi delle feste riscoprono anche tanti prodotti tipici della tradizione artigianale della propria Regione. 

pranzi delle feste, panettone e pandoro

Pranzi delle feste, dulcis in fundo

Secondo la maggior parte delle famiglie, rivela l’indagine CNA, il panettone è il dolce perfetto per concludere un pranzo. Saranno, infatti, poco meno di dieci milioni (un aumento del 5,5 per cento) le famiglie che hanno acquistato, o acquisteranno, questo prodotto per le festività. Viceversa, rispetto agli scorsi anni diminuisce il numero di pandori. Inoltre, a farla da padrone è il prodotto artigianale. Per i panettoni, oltre al gusto classico, crescono gli apprezzamenti per le versioni al cioccolato fondente e al pistacchio. È proprio quest’ultimo con le sue varietà di Bronte e Raffadali a trainare le vendite.

E nel mercato dei dolci natalizi si ritaglia uno spazio anche il torrone sia in versione morbida che dura. In entrambi i casi, però, gli italiani preferiscono basse percentuali di zucchero per un’attenzione alla linea. Per questo motivo, «i prodotti artigianali sono in grande spolvero. I consumatori infatti, anche per motivi di dieta, preferiscono comprare quantità minori di dolciume ma di alta qualità. Il concetto di “Less is more!” dall’architettura è passato anche alla pasticceria» si legge sulla nota della CNA.

Regione che vai dolce che trovi

Escludendo panettoni, pandori e torroni, anche tanti altri prodotti, a seconda delle regioni, fanno bella figura sulle tavole degli italiani. L’indagine della CNA, riepiloga quali sono i dolci che concludono degnamente i pranzi delle feste natalizie. Partendo dal nord Italia troviamo il Lou mecoluen in Val d’Aosta e il piemontese Bonet (nome che significa cappello, perché lo stampo del dolce ricordava la forma di un tricorno). In Liguria si trova il pandolce, focaccia lievitata con uva passa e canditi, mentre le tavole altoatesine e del Friuli Venezia giulia sono ricche di Zelten (un pane fruttato) e della classica Gubana (dolce ripieno di noci, uva e pinoli). Scendendo la Penisola, ecco il Pan speziale dell’Emilia Romagna (la cui ricetta è certificata e depositata alla Camera di commercio felsinea) e i tipici Panforte e Ricciarelli della Toscana. Nelle Marche, invece, sono tipici del periodo i Bostrengo e i cavallucci di Apiro (dolci al mosto d’uva).

Al centro Italia, in Umbria, dominano Panpepato e Torciglione (specialità a base di mandorle). In Abruzzo e Molise, invece, ecco i caratteristici Parrozzo e Mostacciuoli. Nel Lazio, il dolce tipico della tradizione natalizia è il Pangiallo risalente all’epoca dell’antica Roma. 

pranzi delle feste, il pangiallo è un dolce tipico del Lazio
Pangiallo, un dolce tipico del Lazio nel periodo delle feste

La Regione dove la tavola abbonda di tipicità è la Campania. Qui l’offerta è per tutti i gusti, dai famosissimi Struffoli ai Rococò, Susamielli e ai Calzoncelli ripieni che troviamo anche in Basilicata. In Puglia sono immancabili i pasticciotti, mentre in Calabria ecco i fichi chini (fichi secchi ripieni) e i Petrali dalla tipica forma a mezzaluna. Chiudono questo lungo elenco di specialità dolciarie le isole. Dai Pabassini della Sardegna (biscotti di uva sultanina) alla Cubaita siciliana, un dolce a base di frutta secca e miele. 

piatto di struffoli
Struffoli, dolce tipico della tradizione campana