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Il Pistacchio di Raffadali adagiato su un piatto salato
Fonte: pagina Facebook Pistacchio di Raffadali

Il pistacchio di Raffadali ce l’ha fatta: è ufficialmente nel registro Dop dopo una lunghissima battaglia. L’oro verde del piccolo paese della Sicilia, in provincia di Agrigento, adesso ha la stessa certificazione dei cugini di Bronte, Dop fin dal 2009. Il traguardo era nell’aria da mesi come avevamo scritto lo scorso dicembre.

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Ricco di olio e poco grasso. Il Pistacchio di Raffadali è verde e ha una forma allungata. Il sapore? Dolce, gradevole e pronunciato. E’ perfetto per essere utilizzato in cucina, per il settore della pasticceria e non solo. Insomma, a dirla alla Carlo Cracco: «E’ buono sempre».   

Pistacchio di Raffadali raccolto in un sacco
Fonte: pagina Facebook Pistacchio di Raffadali

 

Pistacchio di Raffadali Dop: esultano i produttori  

Pistacchio di Raffadali, il marchio ufficiale
Il marchio

E’ grande festa, dunque, a Raffadali. Dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del Regolamento n. 2021/474, i produttori del pistacchio e il comitato promotore della Dop (composto dal presidente Calogero Frenda, Salvatore Gazziano, Carmelo Bruno e Franco Nocera, hanno espresso soddisfazione per il traguardo tagliato: «Un grande risultato ottenuto grazie al lavoro di studio e di coinvolgimento di tutti i soggetti della filiera del pistacchio. La Dop rappresenterà un nuovo elemento di sviluppo e di crescita dei territori coinvolti. Ci adopereremo da subito, per mettere in campo tutte le azioni per la promozione e la tutela del nostro prodotto. La Dop aprirà scenari importanti per i produttori ed i trasformatori associati. I mercati europei ed internazionali da oggi potranno contare su un nuovo prodotto di eccellenza certificato».

«L’ottenimento del marchio ci permetterà di godere di enormi benefici a vantaggio di chi sta investendo sulla coltivazione e trasformazione del pistacchio di Raffadali. Un ringraziamento a tutti coloro che in questi anni hanno collaborato con noi, a partire dagli Enti locali, agli uffici dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura e del Servizio diretto dal Dott. Pietro Miosi, agli Uffici PQAI IV, del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Non vediamo l’ora di poter festeggiare e brindare a questo importante traguardo».

Le reazioni della politica  

«Accolgo con soddisfazione la notizia che un’altra eccellenza dell’agroalimentare siciliano risulta da oggi iscritta nel Registro europeo delle Dop e Igp. Il Pistacchio di Raffadali si conferma così prodotto di prestigio e di importante valore economico per un territorio che, con 500 ettari di pistacchieti, interessa le province di Agrigento e Caltanissetta». Così l’assessore all’Agricoltura, allo Sviluppo Rurale e alla Pesca mediterranea della regione Sicilia, Toni Scilla, commenta l’iscrizione del Pistacchio di Raffadali nel Registro europeo delle Denominazioni di origine protette e delle Indicazioni geografiche protette.

«Non mancheranno adesso le opportunità per intercettare ed esplorare nuovi mercati e puntare quindi su una maggiore valorizzazione del brand Sicilia. Il Governo Musumeci continua a sottolineare l’importanza dell’agroalimentare quale fattore di sviluppo, promozione e valorizzazione del territorio».

Ma dove si produce il Pistacchio di Raffadali? 

Il Pistacchio di Raffadali si produce a Raffadali, Joppolo Giancaxio, Santa Elisabetta, Agrigento, Cianciana, Favara, Racalmuto, Sant’Angelo Muxaro, San Biagio Platani, Cattolica Eraclea, Casteltermini. Anche a Santo Stefano Quisquina, Aragona, Comitini, Grotte, Montallegro, Alessandria della Rocca, Siculiana, Realmonte, Naro, Porto Empedocle, Castrofilippo, Campobello di Licata, Ribera, Canicatti, Palma di Montechiaro, Ravanusa, Camastra. E pure a Montedoro e Serradifalco in provincia, di Caltanissetta. 

 

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