Pesaro, la città sarà la Capitale italiana della Cultura 2024

La decisione della giuria è arrivata all'unanimità. Il comune riceverà un milione di euro per la realizzazione del suo progetto. Il sindaco, Matteo Ricci, ha scelto di dedicare la vittoria alla città ucraina di Kharkiv

Pesaro sarà la Capitale italiana della Cultura per il 2024. La giuria ha scelto all’unanimità la città delle Marche tra le dieci finaliste. La proclamazione, presso il ministero della Cultura è avvenuta alla presenza del ministro Dario Franceschini. Il titolo di Capitale della cultura durerà un anno e la città riceverà un milione di euro per la realizzazione del suo progetto. Pesaro potrà così mettere in mostra i propri caratteri originali e i fattori che ne determinano lo sviluppo culturale, inteso come motore di crescita dell’intera comunità.

L’assegnazione è stata salutata con entusiasmo dai rappresentanti della città con il primo cittadino, Matteo Ricci, che ha scelto di dedicare la vittoria alla città ucraina di Kharkiv, con cui il comune è gemellato. Una decisione che ha ricevuto anche il plauso del ministro: «È molto bello – ha dichiarato Franceschini – il gesto con cui il sindaco di Pesaro ha dedicato la vittoria alla città ucraina di Kharkiv. Veramente un gesto molto simbolico e molto forte che conferma quanto la cultura unisca e sia strumento di pace». Quest’anno, ha aggiunto il ministro nel corso della cerimonia, «l’appuntamento arriva in un momento complicato in cui abbiamo ritrovato la guerra di nuovo così vicina a noi. In queste ore difficili, cerchiamo di guardare avanti e nello specifico al 2024 e lavoriamo con fiducia e speranza affinché tutto sia superato nel migliore dei modi». 

Pesaro, Piazza del popolo
Piazza del popolo a Pesaro

Pesaro, le motivazioni della vittoria

A decretare la vittoria di Pesaro è stata la giuria presieduta da Silvia Calandrelli che dai 23 dossier iniziali è arrivata alle dieci finaliste e alla proclamazione finale. Queste le motivazioni dell’assegnazione: «La città di Pesaro offre al Paese una eccellente candidatura basata su un progetto culturale che, valorizzando un territorio già straordinariamente ricco di testimonianze storiche e preziosità paesaggistico-ambientali, propone azioni concrete attraverso le quali favorire anche l’integrazione, l’innovazione, lo sviluppo socio-economico. In questa prospettiva, la proposta conferisce il giusto equilibrio a natura, cultura e tecnologia, tre elementi che si fondono in un contesto di azione condivisa tra pubblico e privato. 

L’enfasi data al valore della cittadinanza come riconoscimento e come pratica attraverso concreti esercizi, oggi più che mai, afferma una direzione che può generare contributi per altre esperienze future. Lo sforzo di coinvolgimento delle giovani generazioni in un programma impegnativo appare particolarmente interessante alla luce delle sfide che l’incertezza dei tempi propone. La valorizzazione del rapporto tra città e territorio con un programma esteso in modo articolato a tutti i comuni della provincia integra voci rendendo corale il conseguimento del titolo di Capitale della cultura».

Come una candidatura agli Oscar 

Oltre a Pesaro, erano candidate al titolo anche Ascoli Piceno, Chioggia, Grosseto, Mesagne, Pesaro, Sestri Levante e il Tigullio, Siracusa, l’Unione dei Comuni Paestum-Alto Cilento, Viareggio e Vicenza. Anche l’essere stati inseriti nell’elenco dei finalisti, ha ricordato Franceschini, deve essere un vanto. «C’è chi vince e c’è chi è finalista, ed essere finalisti è come essere candidati all’Oscar. È già un grande risultato entrare nella short list sia perché è frutto di un’idea di programmazione condivisa sia perché è un titolo importante e bisogna cominciare a fregiarsi anche del titolo di finalista della Capitale italiana della cultura».