giovedì 25 Luglio 2024

La patente di guida è valida come documento di identità?

La patente di guida è valida per viaggiare in Italia ma non per lasciare il Paese. In Europa basta la carta d’identità valida per l’espatrio o il passaporto.

La patente di guida è valida come documento d’identità? Sì, la patente di guida in formato card, anche quella senza l’indirizzo di residenza riportato sul fronte è riconosciuta come documento d’identità a norma dell’articolo 35 del DPR 445/2000.

Per questo motivo la patente di guida rilasciata dalla Motorizzazione Civile può sostituire la carta d’identità sul territorio nazionale, in tutta Italia.

La patente di guida è equipollente alla carta d’identità

Già da tempo è stata eliminata la voce numero 8, quella relativa all’indirizzo di residenza. Dunque, basta e avanza per viaggiare, per guidare la macchina, per farsi identificare a un posto di blocco, ma anche per richiedere documenti alle amministrazioni o per firmare un contratto di lavoro.

Insomma, ha lo stesso valore e lo stesso peso della carta d’identità. A volte, può capitare, che la patente di guida non sia accettata da soggetti pubblici o privati: l’errore è da matita rossa.

Patente di guida: cosa dice la legge

La norma di riferimento, come detto, è l’articolo 35 del D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445 che recita: «In tutti i casi in cui nel presente testo unico viene richiesto un documento di identità, esso può sempre essere sostituito dal documento di riconoscimento equipollente ai sensi del comma 2.

Sono equipollenti alla carta di identità:

  • il passaporto
  • la patente di guida
  • la patente nautica
  • il libretto di pensione
  • il patentino di abilitazione alla conduzione di impianti termici
  • il porto d’armi
  • le tessere di riconoscimento purché munite di fotografia e di timbro o di altra segnatura equivalente, rilasciate da un’amministrazione dello Stato.

Nei documenti d’identità e di riconoscimento non è necessaria l’indicazione o l’attestazione dello stato civile, salvo specifica istanza del richiedente.»

Sanzioni

Cosa succede se un dipendente pubblico non accetta la patente di guida come documento d’identità? Incorre nella “Violazione dei doveri d’ufficio”, descritta D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445. Si tratta del “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa”.

L’articolo 74 recita: «Costituisce violazione dei doveri d’ufficio la mancata accettazione delle dichiarazioni sostitutive di certificazione o di atto di notorietà rese a norma delle disposizioni del presente testo unico. (L) 2. Costituiscono altresì violazioni dei doveri d’ufficio: a) la richiesta e l’accettazione di certificati o di atti di notorietà; (L) (1) b) il rifiuto da parte del dipendente addetto di accettare l’attestazione di stati, qualità personali e fatti mediante l’esibizione di un documento di riconoscimento…».

La patente di guida per viaggiare in Italia e all’estero

La patente di guida è valida per viaggiare in Italia, ma non per lasciare il Paese. In Europa basta la carta d’identità valida per l’espatrio o il passaporto. Fuori dall’Europa il passaporto è obbligatorio (esempio: Stati Uniti o Giappone), ma è anche quello più sicuro in generale.

Del resto, il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale spiega che «ai viaggiatori diretti all’estero si consiglia di munirsi sempre di passaporto, con validità residua ed eventuale visto richiesti dal Paese di destinazione (informarsi al riguardo presso il competente Ufficio diplomatico-consolare in Italia o con il proprio agente di viaggio)».

Ancora: «Il passaporto resta infatti il principale documento per le trasferte oltre confine, poiché universalmente riconosciuto, mentre non sono molti i Paesi che accettano la carta d’identità italiana valida per l’espatrio. In particolare, si segnala che alcuni Paesi ancora non accettano la carta d’identità elettronica e, pertanto, si consiglia di verificare con le Ambasciate o gli Uffici Consolari dei Paesi di destinazione se il predetto documento di viaggio è accettato». Per maggiori info si può consultare il portale gestito dalla Farnesina.

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