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Un Parco dello stretto al posto del ponte. È questo il progetto alla base della proposta di legge, presentata da Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), per l’istituzione del parco nazionale dello Stretto e della Costa Viola, in un’area protetta da misure di carattere nazionale e regionale.
Se n’è parlato nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei Deputati alla presenza dei parlamentari Angelo Bonelli e Francesca Ghirra, del professor Gerardo Pontecorvo (co-portavoce Europa Verde Città Metropolitana Reggio Calabria) ed Elisa Romano (membro della Direzione Nazionale di Europa Verde).
Parco dello Stretto, la proposta di legge
Obiettivo della proposta di istituire un Parco dello Stretto è quello di conservare e proteggere l’area dello Stretto di Messina e della Costa Viola, preservando e valorizzando, allo stesso tempo, la ricchezza naturale, ecologica, storica e culturale del territorio come dono per le generazioni future. L’area dello Stretto di Messina, infatti, presenta le condizioni per realizzare un rapido sviluppo sostenibile del territorio attraverso strumenti legislativi in vigore e tecnologie innovative sicure.
Il nuovo Parco Nazionale dello Stretto e della Costa Viola ricadrebbe sul territorio di più regioni ( in questo caso Calabria e Sicilia), come altri parchi nazionali italiani e, così come per il Parco nazionale delle Cinque Terre in Liguria, ha una tipologia terrestre-marina. L’area di riferimento del possibile parco nazionale ha nel massiccio dell’Aspromonte e dei monti Peloritani le sue “colonne portanti” e comprende anche l’Etna e le isole Eolie.
Si tratta, spiega Angelo Bonelli, di «un luogo di grande pregio ambientale, storico e culturale. Fare in modo che ci sia un parco che attiri turisti dal mondo per vedere, visitare e portare economia in quei luoghi, penso che sia la misura più importante insieme a destinare risorse al trasporto pubblico locale della Sicilia, o per fare i depuratori che porterebbe, quello sì, tanti posti di lavoro».
Tuttavia, aggiunge, «mentre si sta per presentare una manovra economica lacrime e sangue che taglierà sanità e trasporto pubblico, il governo è ostaggio dei capricci di Salvini che vuole imporre il ponte sullo Stretto di Messina che costerà 15 miliardi di euro quando i soldi non ci sono. Noi chiediamo, invece, che si cambi rotta e che si investa, invece, nelle priorità del Paese».
Un’opportunità di sviluppo sostenibile
Secondo il professor Gerardo Pontecorvo, «L’idea del Parco Nazionale dello Stretto della Costa Viola nasce da una considerazione oggettiva. Quella di una situazione paesaggistica e ambientale eccezionale che finora non ha avuto i giusti meriti di riconoscimento rispetto ad altre proposte progettuali, vedasi Ponte sullo Stretto, che invece tende a distruggere questo ambiente». Inoltre, aggiunge, «lo Stato italiano nei decenni precedenti ha tutelato, in un certo senso, queste zone con delle zone di protezione speciale (ZPS) e con le zone di conservazione speciale (ZSC) perché ne riconosce l’importanza. E allora secondo noi c’è una contraddizione di fondo. Invece di prevedere un modello di sviluppo ormai vecchio, che si potrebbe dire di sottosviluppo, proponiamo un modello diverso che punta alla conservazione della natura e su questa conservazione creare sviluppo».
I paesaggi e sentieri della Costa Viola, ad esempio, sarebbero una forte attrattiva per appassionati di trekking. Così come un’altro richiamo turistico potrebbero essere le tante grotte sia marine che terrestri che ricadono nel territorio del Parco dello Stretto.
«Ci auguriamo – conclude Pontecorvo – che un’istituzione come quella di un Parco nazionale che ha anche una rappresentanza politica sul territorio, possa finalmente gestire entrambe le coste dello Stretto per farne un’unità anche amministrativa importante per lo sviluppo e il benessere della gente».
La proposta del Parco dello Stretto, sottolinea infine Elisa Romano, «non nasce soltanto in contrapposizione al Ponte, ma è soprattutto una opportunità di sviluppo reale e sostenibile per la popolazione».

