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Parchi tematici, aperti dal 15 giugno. «Bene così, ma i ristori…»

Il comparto, che conta circa 230 aziende, è stato fino ad oggi tra i più colpiti dalla crisi, con perdite tra il 70 e l’80 per cento. Il presidente Giuseppe Ira: «Questo provvedimento lenisce in parte le nostre sofferenze»  

Parchi tematici, una delle attrazioni

L’Associazione Parchi Permanenti Italiani aderente a Confindustria esprime moderata soddisfazione per l’anticipo della riapertura dei parchi tematici al 15 giugno.

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Il provvedimento relativo al via libera ai parchi tematici arriva a una settimana dal flash-mob organizzato dall’Associazione in Piazza del Popolo a Roma, con mascotte e personaggi dei cartoni animati.

Parchi tematici, i pupazzi Bing e Flop per i bambini

Parchi tematici: le parole del presidente Giuseppe Ira

Giuseppe Ira, Presidente Associazione Parchi Permanenti Italiani e Leolandia (BG), che aveva già spinto per le aperture nei mesi precedenti, dichiara: «Abbiamo appreso dagli organi di stampa che la cabina di regia ha previsto la riapertura dei parchi permanenti il 15 giugno, anticipandola di 15 giorni rispetto alla data originaria. Questo provvedimento lenisce in parte le nostre sofferenze. Ci auguriamo che il Governo confermi anche i ristori e le agevolazioni fiscali che non sono mai arrivati ad un settore chiuso da ottobre 2020».

Parchi tematici, il presidente Giuseppe Ira in posa con alle spalle una fontana
Il presidente Giuseppe Ira

Il comparto dei parchi tematici, che conta circa 230 aziende, è stato fino ad oggi tra i più colpiti dalla crisi, con perdite tra il 70 e l’80 per cento, non solo a causa della perdurante chiusura, ma anche a causa degli ingenti costi fissi legati alla manutenzione delle strutture (attrazioni, spazi verdi, scenografie, ecc…) e al mantenimento degli animali.

A ciò va aggiunta la sistematica assenza di ristori e di agevolazioni fiscali, a differenza di quanto avvenuto per altri settori altrettanto colpiti dalla crisi.

I dati del settore 

Il comparto dei parchi tematici raggruppa oltre 230 realtà in Italia tra parchi a tema (come Leolandia e Mirabilandia), parchi faunistici (come l’Acquario di Genova e Zoom Torino), parchi acquatici (come Aquafan Riccione e Caribe Bay) e parchi avventura per un totale di 25.000 posti di lavoro (10.000 fissi e 15.000 stagionali) e ricavi totali per 400 milioni di euro nel 2019, cifre che salgono rispettivamente a 100.000 occupati e 2 miliardi di euro di ricavi considerando l’indotto, composto da hotel, ristorazione, merchandising, manutenzione e simili.

Nel 2019 i parchi tematici della Penisola hanno totalizzato oltre 20 milioni di visitatori provenienti dall’Italia. A cui si sommano 1,5 milioni di stranieri, per un totale di 1,1 milioni di pernottamenti in hotel. Segno che il comparto sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nella composizione dell’offerta turistica del nostro Paese.

Nel 2020 il 20 per cento dei parchi ha rinunciato completamente all’apertura. Da segnalare che 5 aziende italiane sono passate sotto il controllo di fondi di investimento stranieri. E si sono persi 10.000 posti di lavoro stagionali.

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