sabato 20 Aprile 2024

Osservatorio SalvaLaTuaCasa, aumento mutui fino al 119 per cento

L'osservatorio approfondisce la situazione economica delle famiglie italiane evidenziando come le dinamiche più marcate e allarmanti siano quelle legate all'aumento delle rate dei mutui a tasso variabile

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La risalita del costo del denaro ha comportato, in meno di due anni, per le famiglie con un mutuo a tasso variabile, degli aumenti tra il 35 ed il 119 per cento della rata mensile. Questo, come conseguenza, ha portato a una contrazione fino al 51 per cento del loro reddito netto residuo disponibile, anche al di sotto del minimo di sussistenza. Questi sono alcuni dati della prima edizione dell’Osservatorio SalvaLaTuaCasa realizzato da Nomisma per la società benefit Save Your Home (Syho) che propone come soluzione all’emergenza mutui la cartolarizzazione a valenza sociale.

I dati dell’Osservatorio SalvaLaTuaCasa sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei Deputati. All’evento hanno partecipato l’On. Andrea Casu,  Gianfranco Dote (Ceo di Syho), Carlo De Masi (Presidente Adiconsum), Ivano Giacomelli (Segretario nazionale Codici), Raffaele Faragò (Ceo di 130 Servicing). A presentare i dati Luca Dondi dall’Orologio (Ad di Nomisma) e Roberta Gabrielli (Head of marketing and business processes di Nomisma). 

I lavori sono stati introdotti da un messaggio dell’On. Anna Ascani, vice presidente della Camera, che ha sottolineato come il tema affrontato nella conferenza «sia uno dei più importanti perché riguarda la vita quotidiana delle famiglie italiane. Purtroppo, assistiamo da un anno a una serie di slogan che inneggiano alle famiglie e ci parlano di quanto la famiglia sia importante poi però nel concreto questo non si vede da nessuna parte. Si vede anzi un impoverimento progressivo delle famiglie e quindi quel diritto alla casa su cui il Partito Democratico si è sempre impegnato negli anni di governo e per il quale crediamo debbano essere investiti i fondi necessari e debba essere data tutta l’attenzione possibile per far sì che in particolare le giovani generazioni, ma in generale le famiglie, possano avere accesso a quello che dovrebbe appunto essere un diritto fondamentale».

Osservatorio SalvaLaTuaCasa, i dati dello studio

Secondo l’Osservatorio SalvaLaTuaCasa, le famiglie che devono sostenere una rata mensile elevata, superiore a 700 euro, tra mutui e credito al consumo, sono salite dal 27 per cento di inizio 2023 al 40 per cento alla fine dell’anno. Per Nomisma, inoltre, nei prossimi mesi, ci sarà un deterioramento della qualità del credito e un aumento delle insolvenze, che si rifletterà probabilmente anche sul mercato delle aste. Queste, secondo le stime, nel 2024 saranno tra le 160mila e le 180mila. Un dato in aumento del 12 per cento rispetto al 2023.

La situazione presentata dallo studio, ci spiega Gianfranco Dote, Ceo di Syho (Save Your Home SB) «è di relativamente facile interpretazione. Perché quasi due anni di aumento dei tassi di interesse e delle bollette domestiche di per sé hanno creato un grande disequilibrio nel reddito disponibile delle famiglie. E cominciamo ad avere dei seri problemi  anche con la parte mutui. Che, se da un lato le banche dichiarano di avere tassi di insolvenza abbastanza bassi, si tratta in realtà di aumenti molto recenti che richiedono del tempo per essere visibili nei bilanci delle banche. Ed è questo il senso dell’emergenza mutui emergente e dei risultati della ricerca di Nomisma sull’aspettativa delle famiglie di avere o meno problemi a gestire la vita familiare e in particolare il pagamento della rata di mutuo».

Aumentano gli affitti

Le difficoltà ad accedere ai mutui hanno fatto sì che le famiglie si rivolgessero al mercato degli affitti con il conseguente aumento di questi ultimi. «È una conseguenza in qualche modo diretta – spiega Dote – Se non si può comprare casa ho un’unica alternativa: andare in affitto. Anche questa non è una grande notizia perché chi non può accedere a un mutuo o chi è costretto a uscire da casa propria, rinunciando anche alla casa, oltre che al mutuo che non è riuscito a sostenere si trova di fronte a un problema molto grande. Un importo di affitto molto sostenuto e difficile da gestire nell’ambito di un bilancio familiare che vede un reddito disponibile molto basso». 

Il problema delle aste

Inoltre, aggiunge Dote, «abbiamo visto circa 4 famiglie su 10 che hanno un mutuo a tasso variabile quando non riescono più a sostenerlo, e nessuno è in grado di aiutarli incluse le banche. Cioè quando siamo a uno stadio che le banche chiamano di sofferenza: il mutuo tecnicamente non esiste più e l’unico esito possibile è un’asta. Che è quella che normalmente la banca o il creditore attiva per recuperare il proprio credito. Lo studio dice anche che questo recupero in asta è altamente inefficiente sia nei tempi che nella sostanza perché richiede molto tempo, accontenta per circa la metà il creditore e lascia il debitore senza casa e con la metà del debito».

Il sistema delle aste presenta, secondo l’Osservatorio SalvaLaTuaCasa, macro-costi valutati complessivamente in 9 miliardi di euro per il sistema pubblico, un costo per famiglia escussa di 23mila euro ed effetti negativi sia per le banche sia per le famiglie. A partire dai prezzi di aggiudicazione che arrivano a dimezzare il valore dell’immobile rispetto alle quotazioni di mercato.

Per invertire la tendenza, afferma Dote, «servirebbe una volontà sicuramente politica, ma anche del mondo dei creditori. Nomisma ci dice che circa 300 miliardi di mutui, la quota non pagata, non è più “in pancia” alle banche. È in mano a operatori del mercato secondario che di mestiere fanno recupero crediti. Dovremmo agevolare operazioni come la cartolarizzazione a valenza sociale che non fanno recupero crediti e danno un’opportunità diversa alle famiglie, ma anche ai creditori, di risolvere il problema e lasciare che le famiglie restino a casa loro».

Dalla parte dei consumatori

Carlo De Masi, presidente Adiconsum, sottolinea come «i dati purtroppo sono drammatici. Soprattutto delle famiglie che vanno in insolvenza per via del caro mutui, il mutuo a tasso variabile in maniera particolare. Sono su circa 3 milioni e mezzo le famiglie che hanno un mutuo, 400mila già nella situazione di insolvenza».

Per invertire la tendenza, spiega, «servirebbe che le istituzioni si ponessero il problema di questo bene primario delle famiglie per poterlo in qualche maniera attenzionare. Ci stiamo battendo anche con l’Abi e con le banche per vedere di intervenire in quella modalità. Ma anche questa opportunità nuova della cartolarizzazione a valenza sociale che oggi in qualche maniera è venuto fuori come proposta per poter aiutare le famiglie, può offrire un valido contributo. Certo non per tutti, ma sicuramente per un numero di famiglie che potrebbe diventare interessante». 

osservatorio salvalatuacasa, conferenza stampa
Un momento della conferenza stampa di presentazione dei dati dell’Osservatorio SalvaLaTuaCasa

Le risposte della politica

Quelli presentati dall’Osservatorio SalvaLaTuaCasa, «sono dati allarmanti che non possono essere ignorati – ha commentato l’On. Andrea Casu -. Tra le tantissime difficoltà degli italiani c’è una difficoltà di fronteggiare aumenti di mutui per famiglie fino al 119 per cento. Sono aumenti insostenibili che stanno portando migliaia e migliaia di immobili a essere poi inseriti in un percorso delle aste. E questo è anche conseguenza indiretta di diminuire il valore di tutti gli immobili. Inoltre, chi perde una casa in questo modo va poi ad acuire quella che è l’emergenza case nel Paese. C’è un’incapacità che abbiamo di mettere in campo strumenti adeguati per quelle che sono poi le esigenze del diritto alla casa di tutte le persone. Servono interventi strutturali, non solo iniziative spot. Serve soprattutto un’assunzione di consapevolezza che questa vicenda non riguarda solo ed esclusivamente le persone coinvolte da questi aumenti, ma l’intero sistema».

In questo, prosegue l’On. Casu, la politica deve «studiare questi dati senza cercare di inserirli immediatamente nel dibattito dello scontro ideologico nel cercare di attribuire le responsabilità a un governo rispetto a un altro. Bisogna cercare di fronte a questi dati così impietosi, problematici e drammatici e al tema complessivo straordinariamente importante del diritto all’abitare dell’emergenza casa di avere un atteggiamento di confronto, di responsabilità e di assunzione di consapevolezza dell’importanza della questione. Da questo punto di vista, come Partito Democratico, abbiamo promosso sul tema della casa tante iniziative e momenti di confronto. Abbiamo chiesto degli interventi al governo e speriamo che ci possa essere da parte di tutte le forze politiche la capacità, almeno su temi così importanti di non andare avanti in un confronto ideologico o, ancora peggio, elettoralistico e cercare di dare delle risposte concrete».

Articolo aggiornato in data 15 Marzo 2024
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