ONET, nasce il nuovo osservatorio sulla transizione energetica

Gli investimenti sull’efficientamento energetico devono essere considerati un’opportunità e non un costo. L’Osservatorio Nazionale Efficienza e Transizione Energetica, è il nuovo centro studi che si occuperà di dialogare con il comparto Istituzionale e professionale, mettendo al centro una nuova idea di modello del nostro Paese, attraverso il mondo dell’efficienza energetica

Quello della transizione energetica è senza dubbio uno dei temi principali che riguardano le dinamiche del nostro Paese e non solo. L’obiettivo, infatti, è migliorarci ed “evolverci” dal punto di vista dell’efficientamento per riuscire a raggiungere gli obiettivi energetici fissati dall’Agenda delle Nazioni Unite. Ora in Italia esiste uno strumento in più per aiutare cittadini e istituzioni a raggiungere l’obiettivo. Si tratta di ONET, l’Osservatorio Nazionale Efficienza e Transizione Energetica. 

Il nuovo centro studi nasce dall’esperienza dell’Osservatorio Nazionale Condomini e avrà lo scopo di dialogare con il comparto Istituzionale e Professionale, mettendo al centro una nuova idea di modello del nostro Paese, attraverso il mondo dell’efficienza energetica. Alla presentazione di ONET, in una conferenza alla Camera dei deputati, hanno partecipato l’ON. Michela Rostan, Vice Presidente della Commissione Affari Sociali alla Camera Dei Deputati, insieme a Nicola Ricci, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Condomini, e Pasquale Luca Giardiello appena nominato Direttore generale dell’Osservatorio Nazionale Efficienza e Transizione Energetica.

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ONET, efficienza energetica è un’opportunità

Durante la presentazione è stato ricordato il grande numero di condomini esistente nel nostro Paese. Oggi, infatti, in Italia almeno l’80 per cento delle persone vivono in un condominio. Tuttavia, molte di queste strutture non sono efficientate. Un problema non solo di costi, ma anche di gestione futura. Infatti, in base a una nuova direttiva europea nei prossimi anni le case non efficienti dal punto di vista energetico non potranno essere vendute né affittate.

Tuttavia spiega Nicola Ricci, presidente dell’Osservatorio Condomini, «dobbiamo ragionare non tanto come un obbligo, ma come opportunità. Se oggi faccio degli investimenti e ho un efficientamento della mia abitazione, rispetto a chi non li fa ho un vantaggio competitivo. Proviamo solo a immaginare se questa casa la vado poi ad affittare. Vorrebbe dire risparmiare sui costi di calore. Non dobbiamo guardare a questa direttiva come a una minaccia, ma un’opportunità. Questa può essere assorbita da investimenti pubblici e privati in modo tale che il cittadino non investa quasi nulla».

Pensare alle nuove generazioni

La strada verso una transizione energetica, quindi, è ormai un percorso necessario. Finalmente, però, ricorda l’On. Rostan «siamo sulla buona strada. C’è la necessità di utilizzare, gestire, programmare, rendicontare bene tutti i fondi e i finanziamenti che arriveranno dall’Europa e che il nostro Paese deve essere in grado di utilizzare senza però creare sperequazioni e disuguaglianze fra le Regioni e fra gli Enti locali. C’è la necessità anche in questo senso di creare uniformità ed omogeneità all’interno della nostra Nazione, per farlo però c’è bisogno di una serie di strumenti che consentano di procedere in questa direzione. Uno di questi strumenti è proprio il nuovo Osservatorio nazionale che avrà il compito di supportare tutte le criticità che emergeranno nella gestione di questi fondi. Dobbiamo lavorare nel solco della sostenibilità, un solco di cui si sono fatti interpreti soprattutto le giovani generazioni. È a loro che dobbiamo questo nostro impegno e queso nostro lavoro». 

Ripensare il Superbonus

Quando si parla di efficientamento energetico non si può non pensare subito al Superbonus 110%, una delle misure principali che riguardano soprattutto i condomini. Tuttavia, in futuro, spiega il direttore generale Giardiello, servirà modificare la misura per correggere alcune imperfezioni. «Quando si mette in piedi una misura di tale portata, è impossibile chiedere la perfezione dall’inizio. Si tratta di un processo di transizione. È un percorso che si dovrà compiere. E ONET nasce appunto con lo scopo di poter essere d’appoggio al mondo istituzionale, quindi anche al Parlamento, per informazioni, promuovere un confronto e un dialogo col comparto esterno, con professionisti e aziende e chi andrà a mettere in pratica le misure che andranno varate». 

Entrando nello specifico, il direttore del centro studi ricorda che «l’aspetto fondamentale che va rivisto – del Superbonus – è quello qualitativo». Ad esempio per quanto riguarda i pannelli fotovoltaici, c’è il rischio che possano venirne installati alcuni di vecchia generazione. Questi modelli «hanno una durata stimata di 4 o 5 anni. Quindi da grande investimento dello Stato, da grande opportunità di modernizzare il nostro comparto immobiliare, può divenire un grande problema. Perché quei pannelli andranno smaltiti se non funzionano e chi dovrà farlo? Il cittadino? L’azienda? Lo Stato? È una discussione molto delicata che andrà affrontata».

Il futuro è delle Comunità Energetiche

In ottica futura, quindi, prosegue Ricci, bisogna andare verso un sistema di comunità energetiche con gli utenti che non si limitano a consumare energia, ma danno vantaggio a tutti gli appartenenti alla comunità stessa. Inoltre, la loro esistenza non esclude a priori il Superbonus, anzi. «Sono un binomio vincente – conclude Ricci -. C’è un insieme di due assolute e importanti iniziative economiche che possono tranquillamente sposarsi. Col Superbonus lavoriamo con quello che riguarda tecnicamente l’edilizia, mentre con le comunità energetiche andiamo a lavorare su quello che è l’efficientamento».