Metaverso, cosa è? E perché ci siamo già dentro

Il metaverso ha origini lontane e Facebook ha deciso di sviluppare una sua versione nel prossimo futuro. Ma esistono già dei mondi paralleli: da Axie Infinity a Roblox, da Fortnite a Decentraland

Alcuni dicono che il metaverso cambierà internet e di conseguenza le nostre vite, altri che è una minestrina riscaldata senza futuro, ricordando l’ascesa e il declino di Second Life. Impossibile sapere come si svilupperanno le cose: è un po’ come giocare a testa o croce.

Ma di certo se colossi come Facebook, Nike e Microsoft, giusto per citare la punta dell’iceberg, si muovono prepotentemente (a livello economico) sul metaverso, allora la situazione va almeno analizzata. Partendo dal significato e arrivando a esempi concreti, a mondi virtuali che già esistono e che coinvolgono ogni giorno milioni di persone, soprattutto giovani. 

Metaverso, Facebook ci punta

Metaverso: dalla fantasia alla realtà 

Il termine è stato coniato da Neal Stephenson: nel romano Snow crash del 1992 l’autore parla di metatarso per indicare uno spazio tridimensionale all’interno del quale persone fisiche possono muoversi, condividere e interagire attraverso avatar personalizzati. Forse da qui è nata l’idea per il film Avatar e ancora prima l’esperimento Second Life, che all’inizio del secolo ha vissuto i momenti migliori. Più di recente è nato e cresciuto Fortine, lanciato come un videogioco ma che è diventato qualcosa di più di un semplice… videogioco. 

La parola Metaverso è ritornata in auge quando il Gruppo Facebook (al suo interno comprende Facebook, Instagram, Messenger, Whatsapp) ha deciso di cambiare il suo nome in Meta. Zuckerberg, insomma, ha deciso di puntare forte su una nuova realtà alternativa. Su un mondo parallelo con tanto di realtà aumentata che si ricrea indossando degli occhiali speciali. Quando sarà lanciato il metaverso del papà di Facebook? Non si sa. I tempi potrebbero essere lunghi. Cosa si potrà fare? Teoricamente tutto. Passare del tempo senza un perché in compagnia del un proprio avatar, ma anche partecipare a eventi insieme agli amici o magari comprare una casa.         

Roblox: l’esempio concreto 

Fatto sta che il metaverso è già tra noi. Oltre al già citato Fortnite, non si può non nominare Roblox, un’app che non si può definire un gioco. Roblox dice di offrire “esperienze“ ai suoi utenti. La stragrande maggioranza di queste esperienze sono giochini ma si possono fare anche altre cose, come assistere a concerti, spettacoli e party di compleanno. Ci sono brand che ti fanno immergere nel loro mondo e si può anche diventare un animale per capire come si vive in natura.

Roblox in altre parole è universo virtuale infinito e ancora vuoto, che a sua volta può essere riempito da infiniti mondi virtuali, ognuno creato dagli stessi utenti della piattaforma. Metaverso allo stato puro, anche se graficamente può apparire rudimentale.

Non è stato lanciato ieri, Roblox. Ma ben 15 anni fa, negli States: in questo lasso di tempo sono stati creati oltre 40 milioni di mondi diversi. L’azienda, tra l’altro, è quotata in borsa. Per entrare in questo metaverso non si paga nulla, di base è gratis, ma c’è una moneta per acquistare oggettivi virtuali: si chiama Robux. 

Mondo criptovalute

La novità di Meta in casa Facebook ha fatto letteralmente schizzare i progetti cripto legati al metaverso. In primis Axie Infinity, un gioco in stile Pokemon che si regge su tre pilastri: blockchain, nft e gaming.

Altri progetti metaverso e i rispettivi token sono finiti sotto i riflettori: è il caso di Decentraland, Sandbox e Illuvium. 

Decentraland, uno scatto del metaverso  

Mondi virtuali dove però girano parecchi soldi: basta vedere il costo di alcuni terreni di Decentraland, acquistati da una singola società (la Republic Realm) per quasi un milione di dollari prima che la parola metaverso diventasse una delle più discusse su internet.

Web Hosting
Web Hosting

Rispondi