sabato 18 Maggio 2024

Manifesto di Federturismo, ecco le urgenze dell’industria turistica

La federazione all’interno del suo Manifesto, ha spiegato quali sono i punti urgenti su cui concentrarsi per il rilancio e la valorizzazione del settore turistico del nostro Paese

Sostenere, proteggere e valorizzare l’industria turistica migliorando l’ecosistema in cui operano le imprese. È questo uno dei temi portanti contenuti nel Manifesto di Federturismo. La federazione, nel corso della Conferenza nazionale del Turismo a Chianciano ha presentato le sue idee per un rilancio del settore. Indispensabile investire sulla qualità del comparto, delle strutture e sulle risorse umane in chiave sostenibile, accessibile e inclusiva.

Gli effetti della guerra, l’aumento di inflazione e dei tassi di interesse e  l’aumento dei costi delle materie prime infatti, ha colpito anche il settore turistico. Questo, nonostante il buon andamento della stagione abbia aiutato a contenere il calo del PIL in corso, agendo da vero paracadute per tutto il sistema produttivo ed economico del Paese.

Manifesto di Federturismo, le principali misure da attuare

Per Federturismo è necessario che governo e parlamento concentrino il proprio lavoro su alcuni dossier a scadenza. Tra questi il DL Aiuti Quater. In questo caso, Federturismo auspica «che i crediti di imposta per gas ed energia elettrica siano portati al 50 per cento per tutte le imprese, che le imprese turistiche siano inserite fra le energivore per 24 mesi e che per lo stesso periodo sia introdotta una moratoria sulle autorizzazioni paesaggistiche per l’installazione di impianti fotovoltaici. Per gli stessi motivi chiediamo che ai bus turistici di noleggio e di linea gran turismo sia riconosciuta, almeno per tutto il periodo di vigenza del Temporary Framework Ucraina, l’applicazione dell’accisa ridotta sul gasolio».

Inoltre, Federturismo avanza delle proposte per la prossima stagione invernale. Si tratta di «un periodo di decontribuzione per i lavoratori del turismo e il pagamento una tantum delle bollette delle imprese da parte del Governo, come già realizzato in Germania». L’obiettivo di questo provvedimento è quello di contenere i costi fissi e, di conseguenza, i prezzi per i consumatori. 

In tema di governance, aggiunge la federazione, è fondamentale per stimolare la crescita e lo sviluppo del settore «dotare il Ministero del Turismo di risorse aggiuntive  prevedendo un coordinamento strutturato con i Ministeri della Cultura e dello Sviluppo Economico, per i provvedimenti di comune interesse, così come sarebbe opportuno approvare entro il 2023 il Piano Strategico 2023/2027 che tenga conto del mutato scenario economico e internazionale. Anche all’Agenzia Nazionale del Turismo spetterebbe un ruolo strategico e centrale per consentire agli operatori di affrontare il futuro con adeguata programmazione e preparazione».

manifesto di federturismo, conferenza
Un momento della conferenza programmatica nazionale sugli stati generali del turismo (foto da Uff. stampa Federturismo)

PNRR e Tourism Digital Hub

Anche l’attuazione del PNRR rappresenta una priorità del Manifesto di Federturismo. Si tratta di «un’opportunità unica per modernizzare l’Italia che deve essere sfruttata al meglio. I rallentamenti all’attuazione del Piano causati dai vincoli burocratici devono essere superati e le riforme e i bandi devono procedere nei prossimi mesi con maggior speditezza». 

Inoltre, «dato il successo avuto finora in termini di domande delle imprese, confidiamo in un rifinanziamento e potenziamento in termini di risorse per le misure rivolte all’industria turistica.  Sarebbe auspicabile anche una maggiore incisività del Tourism Digital Hub, che finora si è tradotto in una nuova versione del vecchio portale Italia.it, così come una ridefinizione dello schema di distribuzione delle risorse del PNNR sulla digitalizzazione di AdV e TO».

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Riforma del fisco per Federturismo

Un altro punto su cui intervenire prontamente riguarda il fisco. A cominciare dalla rimodulazione dell’IMU sugli immobili in cui si svolgono le attività di impresa. In questo senso, sottolineano, «va ripensata la Tari, che andrebbe calcolata non in base ai metri quadri, ma alla quantità di rifiuti effettivamente prodotta per evitare la stortura che oggi si verifica con le attività stagionali». 

Per la federazione servirebbero modifiche anche alla tassa di soggiorno. Questa «dovrebbe essere rimodulata in modo equo, destinando almeno il 50 per cento al finanziamento di opere di pubblica utilità turistica con misurazioni annuali sugli effetti generati. In merito all’applicazione del regime speciale IVA sarebbe opportuno consentire ai Tour Operator e alle Agenzie di viaggi di determinare l’imposta dovuta in proporzione all’aliquota applicata sugli acquisti di beni e servizi erogati da terzi a diretto vantaggio dei viaggiatori (c.d. sistema di “ventilazione dei corrispettivi”)».

Attenzione alle politiche sul lavoro

«Con riferimento alle politiche del lavoro – prosegue Federturismo – attendiamo, poi, la rapida adozione del Decreto Ministeriale sull’offerta congrua, la riduzione del carico fiscale e contributivo gravante sul lavoratore nei periodi di alta stagione per aumentare il netto del lavoratore, la revisione della Naspi per gli stagionali per garantire adeguata tutela nei periodi di non lavoro».

A queste misure, andrebbero aggiunti, secondo la federazione, altri temi da affrontare con urgenza nella prossima Legge di Bilancio. Dal taglio del cuneo fiscale al credito di imposta su IMU e TARI fino il rifinanziamento delle misure di sostegno al settore turistico e la defiscalizzazione degli oneri contributivi.

Salvaguardare le imprese turistiche

Tra i temi affrontati nel Manifesto di Federturismo ci sono poi «le imprese turistiche che operano sul demanio che costituiscono un asset di interesse strategico nazionale da salvaguardare e difendere per le quali sarebbe fondamentale avere una mappatura precisa dello stato dell’arte delle concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo e prevedere una modifica del DDL Concorrenza al fine di tutelare al meglio i concessionari per gli investimenti realizzati».

Per rendere più competitivo il settore turistico è importante investire sulla formazione dei professionisti del settore in stretta connessione con le imprese. Un obiettivo da raggiungere potenziando «il dialogo virtuoso fra scuola e imprese investendo in formazione specialistica e qualificata, creando poli di eccellenza, riformando gli ITS e la scuola professionale, attraverso percorsi universitari specifici e in linea con le necessità del mondo del lavoro».

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Migliorare i trasporti

In questo contesto, non si può fare a meno di considerare gli spostamenti dei viaggiatori. L’industria del turismo non può prosperare senza trasporti efficienti e una rete infrastrutturale solida e capillare. «È quindi indispensabile sviluppare l’Alta velocità in tutto il Paese, in particolare al Sud, avviando un grande progetto di riqualificazione sostenibile dei trasporti e delle infrastrutture, anche digitali».

Infine, conclude Federturismo, «nel 2025 la Capitale accoglierà milioni di pellegrini per il Giubileo così come nei prossimi mesi ci attendono altri grandi eventi. Dobbiamo cogliere queste  opportunità investendo in infrastrutture, anche sportive, e sfruttando appieno la visibilità che tali circuiti internazionali offrono e per i quali sarebbe importante la creazione di una task force pubblico/privata permanente per la gestione dei grandi eventi».

Articolo aggiornato in data 31 Ottobre 2022
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