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Lavorare in montagna, il rifugio Nuvolau cerca nuovi gestori
Il rifugio Nuvolau. Fonte: pagina ufficiale Cai Cortina

Lavorare in montagna, a stretto contatto con la natura, è il sogno di molti. Adesso c’è un’opportunità in più. Unica, rara e speciale. Perché si cercano gestori del rifugio Nuvolau, lassù a quota 2575 slm. Praticamente sulle nuvole che sovrastano le Dolomiti, sopra Cortina d’Ampezzo.

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Il bando è uscito sul sito del Cai Cortina. E’ rivolto a chi vuole lavorare in montagna. Ma anche a chi conosce i luoghi, condivide i valori Cai, sa fare il lavoro richiesto e sa «assumersi la responsabilità di titolare del presidio del territorio alpino che il rifugio rappresenta», si legge nel bando.

Lavorare in montagna, le case sotto la neve a Cortina d'Ampezzo
Cortina d’Ampezzo. Foto di Betty Subrizi su Unsplash

Lavorare in montagna: non è per tutti

Lavorare in montagna, ecco il rifugio Nuvolau
Fonte: sito ufficiale Cai Cortina

Insomma, il lavoro non per tutti. Perché per lavorare in montagna ci vogliono competenze, qualifiche e una vasta conoscenza del territorio del rifugio Nuvolau e dell’omonimo monte. Chi ha un curriculum in linea con quanto richiesto può presentare la domanda entro 5 febbraio 2021. E sperare di avere in tasca le chiavi del rifugio Nuvolau da aprile in poi. 

Il cambio di gestione del rifugio Nuvolau rappresenta un unicum. Infatti, negli ultimi 47 anni è stato gestito da Mansueto e Giovanna Siorpaes, che hanno lasciato l’attività per raggiunti limiti di età. 

L’omaggio agli ex gestori del  Rifugio Nuvolau

I due ex gestori, che una passato una vita a lavorare in montagna, erano stati salutati e omaggiati a dicembre dalla pagine Facebook dei Cai Cortina con questo messaggio pubblicato sui social: «Il nostro storico gestore Mansueto Siorpaes lascia il rifugio Nuvolau dopo moltissimi anni di attività. La decisione presa da Mansueto e Giovanna non dev’essere stata facile, 47 estati passate lassù lasciano un segno indelebile nella loro vita e sicuramente un pezzo del loro cuore rimarrà tra le mura di questo magnifico rifugio. Chiudere la porta sapendo di non tornarci più come gestori avrà fatto male ma per loro è arrivata l’ora di godersi una meritatissima pensione. La sezione del Cai Cortina li ringrazia per il fantastico lavoro svolto in questi anni, per la passione e il sacrificio che hanno messo in questo rifugio…».      

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