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Junker App, con la Bacheca del Riuso più condivisione meno rifiuti

Junker app potenzia il suo impegno per la riduzione dei rifiuti. All’interno di questa vetrina virtuale, i cittadini potranno trovare annunci di oggetti ancora in buono stato, messi a disposizione non solo da privati, ma anche dal Centro del Riuso comunale

La bacheca del riuso vista dall'app Junker

Il miglior rifiuto è quello non prodotto. Questo vecchio adagio è diventato un ingrediente fondamentale per la strategia ambientale europea e per il Green Deal. E proprio per favorire la riduzione dei rifiuti – soprattutto indifferenziati, RAEE e ingombranti – Junker app ha deciso di potenziare, anzi raddoppiare la sua Bacheca del Riuso. Consultando l’apposita sezione in app, nei territori aderenti al servizio, da oggi i cittadini troveranno dunque annunci di oggetti ancora in buono stato, messi a disposizione gratuitamente non solo da privati, ma anche dal Centro del Riuso comunale.

Junker app, a cosa serve?

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Grazie a un database di oltre un milione e mezzo di prodotti, Junker app consente di ricavare le informazioni per separare correttamente i rifiuti di casa inquadrando il codice a barre o, se si tratta di un prodotto sfuso, semplicemente scattando una foto. Grazie a una complessa combinazione di algoritmi, il sistema riconoscerà l’oggetto e risponderà inviando, in tempo reale, tutte le informazioni sulla composizione del prodotto e le corrette modalità di conferimento in base al Comune in cui ci troviamo.

La bacheca del riuso, come funziona?

Nata come assistente virtuale smart per aiutare i cittadini a differenziare senza errori, Junker app si è trasformata in una community nazionale per l’economia circolare, composta da oltre mille Comuni abbonati e più di 1 milione e 700mila utenti. A sei anni dal lancio, tanti e diversi servizi complementari sono stati aggiunti, con un unico obiettivo: favorire il coinvolgimento degli utenti nella transizione ecologica. Uno di questi servizi è, appunto, la Bacheca del Riuso. Lanciata per la prima volta nel 2020 durante il lockdown, la Bacheca è stata pensata per offrire agli italiani occasioni di sharing e riuso di prossimità.

schermata della bacheca del riuso

Accedendo all’app o al portale di Junker, chiunque può inserire o visualizzare annunci di oggetti disponibili nel proprio Comune o al massimo in quelli vicini. A differenza di altre piattaforme nazionali, la Bacheca virtuale di Junker è infatti tarata su scala locale: una scelta che da un lato garantisce maggiore visibilità agli annunci e dall’altro valorizza il riutilizzo di prossimità, riducendo la necessità di spostamenti e semplificando il trasporto degli oggetti. “Una caratteristica – sottolineano i fondatori dell’app – che rende ancora più sostenibile e vantaggiosa l’opzione del riuso, consentendo di dare una seconda vita agli oggetti ed evitando che si trasformino in rifiuti”.

A distanza di un anno dal suo lancio, la Bacheca si arricchisce adesso di un nuovo tassello, aprendosi anche ai Centri del Riuso comunali, che possono usarla per dare ampia visibilità agli oggetti e ai prodotti rigenerati in attesa di trovare una nuova casa.

I centri di riuso in Italia

In Italia risultano attualmente censiti 85 Centri del Riuso (comunali, intercomunali, privati). Il censimento, il primo nel nostro paese, è ancora in corso ed è stato avviato da due attivisti per i rifiuti zero, Danilo Boni e Maurizio Bertinelli, con il supporto del Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori e della rete Zero Waste Italy.

Molti di questi Centri hanno sede accanto a una piattaforma ecologica e sono nati dopo il 2010, sulla spinta di Comuni e Regioni. Nella maggior parte dei casi i cittadini possono prelevare gli oggetti ancora in buono stato in modo gratuito o con un piccolo contributo economico. Complice la pandemia, nell’ultimo anno le diffidenze sociali nei confronti dell’usato stanno crollando. E la cosiddetta economia di seconda mano sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nel mercato: secondo l’Osservatorio di Subito.it, nel 2020 il 54 per cento degli italiani ha infatti comprato o venduto usato almeno una volta.

“Gli italiani – commenta Noemi De Santis, responsabile comunicazione di Junker app – hanno capito che allungare la vita degli oggetti attraverso il riuso e la riparazione è parte del loro dovere di cittadini responsabili nei confronti dell’ambiente. Ci auguriamo che la politica sappia cogliere questi segnali, velocizzando l’approvazione del decreto ministeriale per la preparazione al riutilizzo, che è atteso da 10 anni. Nel frattempo con Junker vogliamo dare il nostro contributo per sostenere e semplificare le occasioni di sharing e riuso, offrendo ai tanti Comuni sensibili a queste tematiche uno strumento in più per valorizzare l’economia circolare sui loro territori”.

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