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ITS, cosa sono e come funzionano questi enti ideati dal Miur

Gli Istituti tecnici superiori, gestiti dal Miur e da aziende private del Made in Italy, sono la terza via tra università e lavoro immediato per i neodiplomati indecisi sul loro futuro. Con la loro offerta formativa strettamente integrata con il mondo economico e produttivo assicurano all’80 per cento degli iscritti l’inserimento nel mondo del lavoro

ITS
(foto da Facebook @ITSquattro.0)

Vado all’università e continuo a studiare oppure cerco subito lavoro dopo il diploma? Nel dubbio mi iscrivo a un Its (Istituto tecnico superiore), ente formativo ideato dal Miur e vera ancora di salvezza per i diplomati indecisi. 

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Gli Its, che quest’anno tagliano il traguardo dei dieci anni di attività, rappresentano infatti la terza via nella vita formativa dei giovani. E hanno una preziosa caratteristica. Assicurano un rapido inserimento nel mercato del lavoro, coerente con il percorso di studi affrontato, perché gestiti in collaborazione con il mondo delle imprese. Un dato su tutti (fonte Miur): a un anno dalla conclusione del percorso di studio, l’80 per cento dei diplomati Its ha trovato lavoro. A certificarlo è il monitoraggio nazionale 2021 degli ITS realizzato dall’Indire (Istituto nazionale documentazione innovazione ricerca educativa) su incarico del ministero dell’Istruzione consultabile qui. 

ITS
(foto da Facebook @ITSquattro.0)

ITS: cosa sono?

I percorsi in settori tecnologici d’avanguardia erogati dagli Its hanno una durata biennale o triennale e fanno riferimento alle seguenti filiere: Mobilità sostenibile, Efficienza energetica, Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali – turismo, Tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nuove tecnologie della vita, Nuove tecnologie per il made in Italy: sistema agro-alimentare, sistema meccanica, sistema moda, servizi alle imprese, sistema casa. 

Ciascun diploma corrisponde a figure nazionali, a piani di studio definiti con le imprese e a competenze sviluppate nei luoghi di lavoro. Si collocano al V livello EQF (European Qualification Framework). Sono progettati sulla base di piani triennali predisposti dalle programmazioni regionali e assumono come riferimento le competenze delle specifiche figure nazionali riferite alle aree tecnologiche, con la ricognizione dei fabbisogni formativi dei diversi territori rispetto alle specifiche filiere. Rispondono inoltre ad alcuni standard minimi. Stage obbligatori almeno per il 30 per cento della durata del monte ore complessivo, presenza di non meno del 50 per cento di docenti che provengono dal mondo del lavoro, con una specifica esperienza professionale maturata nel settore per almeno cinque anni.

Collegamento diretto con il mondo del lavoro: i risultati del monitoraggio Miur

Il monitoraggio analizza gli esiti occupazionali a dodici mesi dal diploma degli studenti che hanno concluso i percorsi Its fra l’1 gennaio e il 31 dicembre 2019. La rilevazione si è concentrata sull’analisi di 201 percorsi formativi erogati da 83 Fondazioni Its, con 5.097 studenti e 3.761 diplomati.

«A dieci anni dalla sua nascita, il sistema degli Istituti Tecnici Superiori continua a dimostrare la sua piena efficacia in termini di occupazione – dichiara il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi -. Questi dati ci dicono, però, che possiamo fare di più ed è l’obiettivo della riforma alla quale stiamo lavorando e che presenteremo a breve. È il momento di uscire definitivamente dalla fase sperimentale e creare una rete nazionale in grado di valorizzare le specificità territoriali.

Una rete che renda questa scelta più attrattiva per i giovani e per le loro famiglie. Gli Its devono essere percepiti sempre di più come parte integrante del sistema nazionale di istruzione terziaria, con una loro autonomia e una loro più forte caratterizzazione nell’ambito dei cicli di studio. Il loro rilancio, al centro anche del nostro Pnrr, è un punto qualificante della strategia del Paese per uscire da stagnazione e bassa crescita e innalzare i livelli di studio».

«Gli Its confermano, nonostante la pandemia, la forza sul piano dell’occupabilità e della formazione, e dal punto di vista sociale valorizzano tanto il capitale umano quanto il sistema produttivo nazionale dei territori – è il commento del presidente di Indire, Giovanni Biondi, in merito ai risultati del monitoraggio -. Ciò è possibile grazie a un modello dinamico caratterizzato da flessibilità organizzativa e didattica, e da una rete di governance costruita insieme alle imprese. In particolare gli Its si dimostrano capaci di intercettare l’innovazione promuovendo l’uso delle tecnologie abilitanti proprie del piano Industria 4.0 per i nuovi lavori».

Le performance occupazionali dei diplomati ITS a un anno dal diploma

L’80 per cento dei diplomati ITS ha trovato lavoro a un anno dal diploma. Il 92 per cento degli occupati in un’area coerente con il percorso di studi. Il dato risulta particolarmente significativo perché riferito al 2020, anno di esplosione della crisi pandemica. Del 20 per cento dei non occupati o in altra condizione: l’11,1 per cento non ha trovato lavoro, il 4,1 per cento si è iscritto ad un percorso universitario, il 2,7 per cento è in tirocinio extracurricolare. Infine, il 2,4 per cento è risultato irreperibile.

I dati relativi al tasso di occupati a 12 mesi, per area tecnologica, evidenziano in generale un trend in crescita per Mobilità sostenibile (83 per cento) e Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (82 per cento). Inoltre, per gli ambiti delle Nuove tecnologie per il made in Italy si registra una lieve diminuzione rispetto all’anno precedente nonostante i valori rimangano alti. È il caso dell’ambito del Sistema meccanica (88 per cento) e del Sistema moda (82 per cento) dove si ottengono i migliori risultati.

Le tipologie di contratto

Il 42,1 per cento degli occupati ha trovato lavoro con contratto a tempo determinato o lavoro autonomo in regime agevolato; tipologia contrattuale più utilizzata in tutte le aree tecnologiche. Unica eccezione per le Tecnologie dell’informazione e della comunicazione, area nella quale prevale l’apprendistato.

Gli studenti

Sono giovani in prevalenza maschi (il 72,6 per cento) tra i 20 e 24 anni (il 42,4 per cento) e 18-19 anni (il 38 per cento), in possesso di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado a indirizzo tecnico (il 59 per cento). Costante e progressivo è anche l’incremento degli iscritti con diploma liceale (21 per cento). Il 10,5 per cento degli iscritti risiede in una regione diversa rispetto alla sede del percorso. La percentuale degli iscritti fuori sede più significativa è per l’area tecnologica della Mobilità sostenibile (17,5 per cento).

Flessibilità organizzativa e didattica degli Its

La rete dei docenti è rappresentata per il 71 per cento da professionisti provenienti dal mondo del lavoro. Questi svolgono il 71 per cento delle ore di lezione previste nei percorsi. Il 41,3 per cento delle ore del percorso è realizzato in stage. Il 27 per cento delle ore di teoria, invece, è realizzato in laboratori di impresa e di ricerca. La presenza di esperti provenienti dal mondo delle imprese garantisce il livello di aggiornamento delle attività che vengono proposte, degli stage e delle attività di laboratorio integrati nei percorsi formativi. In particolare, i laboratori (di proprietà dell’ITS 24,4 per cento e in convenzione d’uso 75,6 per cento) diventano il luogo dell’apprendimento, il cuore dell’attività formativa centrata sullo sviluppo di competenze.

La capacità di intercettare l’innovazione

Il 55 per cento dei percorsi monitorati ha utilizzato le Tecnologie abilitanti 4.0. Di questi l’84 per cento ne utilizza più di una. Le tecnologie abilitanti maggiormente utilizzate sono due. La simulazione tra macchine interconnesse per ottimizzare i processi (Simulation 47,3 per cento) e la gestione elevata di quantità di dati su sistemi aperti (Cloud 46,4 per cento). Le Tecnologie abilitanti 4.0 si accreditano per la formazione di tecnici della conoscenza (knowledge worker). Inoltre, la progettazione degli ITS si rinnova creando contesti esperienziali nei quali gli studenti utilizzano le tecnologie esercitando anche le soft skills come la propria capacità di risolvere problemi.

Premialità

I percorsi che accedono alla premialità sono 89 (il 44,3% del totale dei percorsi monitorati). Il rapporto più alto tra percorsi premiati e percorsi monitorati spetta alle Tecnologie dell’informazione e della comunicazione con il 53,8 per cento e alle Nuove tecnologie per il made in Italy con il 51,7 per cento dei percorsi premiati sul totale dei percorsi monitorati (in particolare il Sistema meccanica con una percentuale di 78,9 per cento di percorsi premiati).

Le regioni con percorsi che accedono alla premialità sono Veneto (18), Lombardia (17), Emilia-Romagna (10), Piemonte (9), Puglia (9), Liguria (3), Lazio (5), Friuli-Venezia Giulia (6), Umbria (3), Toscana (4), Campania (2), Sicilia (2) e Abruzzo (1). Nessun percorso accede alla premialità per Calabria, Marche, Molise, e Sardegna.

I primi classificati per area tecnologica nel monitoraggio 2021

  •  Nuove tecnologie per il Made in Italy, Sistema Meccanica: ITS per la Mobilità sostenibile – Aerospazio/Meccatronica, Torino, Piemonte.
  • Tecnologie dell’informazione e della comunicazione: ITS Nuove Tecnologie per il Made in Italy – JobsAcademy, Bergamo, Lombardia.
  • Nuove tecnologie per il made in Italy, Sistema Moda: ITS per le Nuove tecnologie per il Made in Italy: Sistema moda – Tessile, Abbigliamento e Moda, Biella, Piemonte.
  • Mobilità Sostenibile: ITS per la Mobilità sostenibile – Fondazione G. Caboto, Latina, Lazio.
  • Nuove tecnologie per il made in Italy, Servizi alle imprese: ITS Nuove tecnologie per il Made in Italy JobsAcademy, Bergamo, Lombardia.
  • Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali – Turismo: ITS per il Turismo Veneto, Venezia, Veneto.
  • Nuove tecnologie per il Made in Italy, Sistema Agro-alimentare, ITS per la Mobilità sostenibile nei settori del trasporto marittimo e della pesca – Accademia Italiana della Marina Mercantile, Genova, Liguria.
  • Efficienza energetica: ITS per lo sviluppo dei sistemi energetici ecosostenibili, Torino, Piemonte.
  • Nuove tecnologie della vita: ITS Nuove tecnologie della vita, Modena, Emilia-Romagna
  • Nuove tecnologie per il made in Italy, Sistema casa, ITS Umbria Made in Italy – Innovazione, tecnologia e sviluppo, Perugia, Umbria.

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