sabato 24 Febbraio 2024

Italia e Senegal, un protocollo di sviluppo tra i due Paesi

Un evento per presentare il progetto di Esperienza Italia in Senegal, dall'attuazione del piano Mattei allo sviluppo della formazione per combattere l'immigrazione clandestina

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Un piano di sviluppo e collaborazione tra Italia e Africa. In particolare, una partnership tra Italia e Senegal sviluppata grazie a Esperienza Italia, associazione che dal 2021 si occupa di sostenere le aziende italiane sia nel nostro Paese che all’estero presentando opportunità di sviluppo.

Del protocollo siglato col Senegal e delle opportunità per le aziende del nostro Paese si è discusso nel corso dell’evento “Il ruolo dell’Italia nell’Africa che verrà”. Presenti, tra gli altri, il presidente di Esperienza Italia, Andrea Torracca, l’ambasciatore della Repubblica del Senegal in Italia, Ngor Ndiaye e il senatore Marco Scurria, segretario della IV Commissione permanente del Senato (Politiche dell’Unione europea). 

Italia e Senegal, il piano di sviluppo

I piani di sviluppo elaborati da Esperienza Italia si basano su 4 macroaree. Dal Progetto riso, per promuovere l’autosufficienza alimentare, alla formazione con la nascita di Uni Ita (Campus delle Arti e dei Mestieri del made in Italy), fino a una serie di investimenti settoriali con un focus sul fotovoltaico e sulla riduzione della plastica. 

Quello dell’Italia in Africa, spiega Torracca, è un ruolo «marcato dalla nascita del piano Mattei, ma deve essere solcato dalle aziende italiane. Perché se non diamo l’opportunità e le garanzie alle aziende italiane di venire a lavorare qui, il piano Mattei rimarrà solamente una grande e bellissima occasione che andremo a perdere. Siamo in un momento geopolitico dove l’Africa è contesa da due grossi blocchi, la Nato e i Brics (acronimo che sta per Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa, ndr). Un momento storico in cui la Francia sta di fatto uscendo dai giochi. Macron porterà via tutto l’esercito e dunque la sua influenza verrà meno. Dobbiamo coprire quegli spazi e non lo si fa soltanto con i memorandum, ma con una programmazione che va messa a fianco a un vero sostegno alle imprese».

Inoltre, come sottolineato dal senatore Marco Scurria, i vantaggi principali per le aziende italiane sono innanzitutto di «avere la possibilità di fare un percorso istituzionale protetto. Nel momento in cui ci sono delle istituzioni italiane, sia a livello parlamentare che governativo, che mettono in campo strumenti per poter aiutare le nostre imprese ad andare in Africa, questo già non è un’avventura ma ha un obiettivo molto preciso ed evidente. Perdipiù, lavorando con professionisti del settore, abbiamo anche la capacità di poter dire alle imprese che avranno accanto consulenti, professionisti e capacità di visione e di rapporti con il Senegal e con gli altri Paesi africani di prim’ordine». 

Esportare il made in Italy

Ciò che le aziende italiane porteranno con sé è soprattutto il nostro know how. «Esportiamo quello che è il nostro made in Italy nel senso più generale del termine – spiega il senatore Scurria – . Soprattutto, una capacità di relazionarsi con l’Africa e con gli Stati africani immaginando un rapporto paritetico e non di sfruttamento. Una collaborazione con le imprese e i Paesi africani per far crescere entrambi, insieme alle nostre imprese e al tessuto italiano. Quindi da questa nuova collaborazione può nascere anche una avventura imprenditoriale di grande successo». 

italia e senegal, partecipanti alla conferenza
Un momento della conferenza sul progetto di Esperienza Italia in Senegal

«I vantaggi – ricorda Torracca – sono molteplici, anche perché spesso dimentichiamo di avere una grandezza che è il nostro know how e diamo per scontato cose che altri non hanno». Inoltre, le nostre conoscenze permetteranno di formare personale qualificato grazie al progetto Uni Ita, le università del made in Italy. In quel caso, prosegue Torracca, «andiamo a toccare una tematica ancora più complessa che riguarda l’immigrazione clandestina. Perché l’unica vera soluzione è creare posti di lavoro in loco. Dobbiamo far sì che la gente non voglia emigrare, ma rimanere lì. Creando attività economiche e posti di lavoro diamo un apporto diretto a sfavore dell’immigrazione clandestina». 

Migliorare i rapporti esistenti

esperienza italia, progetto in senegal
L’ambasciatore della Repubblica del Senegal in Italia, Ngor Ndiaye, col presidente di Esperienza Italia, Andrea Torracca

Soddisfazione per la collaborazione tra i due Paesi anche da parte del rappresentante della Repubblica Senegalese. L’ambasciatore  Ngor Ndiaye, infatti, ha spiegato riferendosi al piano Mattei, di essere desideroso di conoscere il programma per l’Africa e la nuova politica del governo italiano. Prima di questo, ha ricordato, «Senegal e Italia hanno sempre avuto ottimi rapporti, per quanto riguarda l’artigianato e nel ramo delle costruzioni e dell’edilizia. Di recente – aggiunge – l’Italia ha aperto una collaborazione nell’ambito degli investimenti in Senegal che va ad accompagnare gli sforzi delle due ambasciate per mettere in relazione i due settori privati per aiutare lo sviluppo e gli scambi».

Attualmente, prosegue, «ci sono più di 5mila senegalesi che vivono in Italia e che vogliono sponsorizzare il made in Italy in Senegal. Il Senegal e l’Italia hanno delle relazioni di vecchia data, che non sono soltanto attuali. Però – conclude – si può fare sempre migliorare».

Articolo aggiornato in data 19 Dicembre 2023
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