sabato 24 Febbraio 2024

Innovazione educativa, come cambiare la scuola

Il report si propone di valorizzare e diffondere buone pratiche di cambiamento nell'istruzione in Italia e offrire un profilo dell'innovatore educativo che contribuisce a un cambiamento di sistema e paradigma

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Come dovrebbe trasformare il mondo dell’educazione scolastica? Una domanda a cui ha cercato di rispondere l’indagine realizzata dall’associazione Ashoka Italia, “La mappatura dell’innovazione educativa”. Il report si propone di valorizzare e diffondere buone pratiche di cambiamento nell’istruzione in Italia e offrire un profilo dell’innovatore educativo che contribuisce a un cambiamento di sistema e paradigma.

Lo studio è stato presentato nel corso di una conferenza stampa presso la Camera dei deputati. All’evento hanno preso parte il deputato Mauro Berruto, della commissione Infanzia e Adolescenza, Federico Mento, direttore di Ashoka Italia, Ludovica Tramontin, responsabile programma scuole di Ashoka Italia, Elisabetta Mughini, dirigente di ricerca di Indire, Alfonso Molina, fondatore della Fondazione Mondo Digitale, Amanda Ferrario, dirigente Ite del E. Tosi di Busto Arsizio e Aurora Caporossi, giovane changemaker e fondatrice di Animenta. 

Innovazione educativa, la mappatura di Ashoka

«Abbiamo fatto – ci spiega Federico Mento – un lavoro molto interessante e profondo cercando di capire quali sono i grandi trend dell’innovazione nel mondo della scuola. Mi riferisco ad un ambiente che oggi non è semplicemente ciò che è dentro le mura scolastiche, ma alla comunità educante. Ci sono innovazioni che stanno avvenendo dentro la scuola grazie ai docenti e dirigenti scolastici, ma ci sono anche tante innovazioni che stanno avvenendo fuori grazie alle organizzazioni della società civile, al mondo della filantropia e delle istituzioni pubbliche». 

Adesso, prosegue Mento, serve un passo ulteriore per unire in una rete queste tante realtà virtuose. «La grande sfida – afferma – è fare in modo che queste tante innovazioni diffuse, che talvolta sono piccole, possano diventare invece una grande trasformazione sistemica che coinvolga la scuola e ci consenta davvero di, come dice un recente rapporto Unesco, trasformare l’esperienza educativa. La mappatura è il lavoro che abbiamo fatto insieme a 15 partner è un primo tassello di questo percorso che ha l’ambizione di cambiare la scuola».

Da educazione verticale a educazione orizzontale

I tanti casi presentati da Ashoka con la sua mappatura sull’innovazione educativa, spiega l’On. Berruto, rappresentano un esempio virtuoso che trasforma  «l’idea stessa di costruzione della conoscenza ed educazione da un principio di verticalità che è quello novecentesco a un principio attuale che è quello dell’orizzontalità, della contaminazione dei saperi, della capacità di mettere in azione i saperi diversi in modo contemporaneo». 

In questo contesto l’aiuto che può arrivare dal mondo della politica è «prima di tutto  di non ostacolare questo processo». Da qui, «raccogliere le esperienze dai territori che sono estremamente virtuosi e metterle a sistema. Credo che sia possibile raccogliere degli esempi buoni e contaminare il nostro territorio allargando l’idea, che da un posto dove qualcuno che è più illuminato ha messo in azione qualcosa che funziona, e facendola diventare un patrimonio di tutto il Paese».

innovazione educativa
Un momento della conferenza di presentazione de “La mappatura dell’innovazione educativa” di Ashoka Italia

L’importanza dello sport

Nel contesto educativo moderno, un ruolo importante deve averlo anche lo sport. L’attività intellettuale, ricorda Mauro Berruto, deve essere accompagnata da quella fisica. L’utilizzo del corpo, infatti, è anche «un meccanismo di attivazione neuromuscolare. Quindi serve anche ad andare meglio a scuola e a essere più attenti. In virtù del recente riconoscimento della nostra Repubblica, nella sua carta costituzionale con la modifica all’art. 33 approvato dal Parlamento all’unanimità, che riconosce il valore educativo dell’attività sportiva in tutte le sue forme, credo che si apra una nuova frontiera». 

Ora, conclude, «credo che il rapporto fra sport e scuola, storicamente un po’ conflittuale, si apra verso una nuova era dove la Repubblica ne riconosce il valore educativo e quindi la stessa dignità delle altre discipline che a scuola si insegnano». 

Articolo aggiornato in data 15 Dicembre 2023
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