sabato 20 Aprile 2024

Greenitaly 2023, Italia indietro su rinnovabili ma prima nel riciclo

Sono 510 mila le imprese italiane che negli ultimi 5 anni hanno investito sulla green economy e sulla sostenibilità per affrontare il futuro. Inoltre, l’Italia, seppur indietro nel campo delle rinnovabili, si dimostra leader dell’economia circolare

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Sono oltre 510mila le imprese che nel quinquennio 2018-2022 hanno investito su green economy e sostenibilità. Tuttavia, sul piano delle energie rinnovabili l’Italia si ritrova indietro. Dove, invece, il nostro Paese eccelle è nel campo del riciclo dove siamo ai primi posti in Europa. Questi sono alcuni dati del rapporto Greenitaly 2023, giunto alla quattordicesima edizione.

Lo studio è realizzato dalla Fondazione Symbola e da Unioncamere, con la collaborazione del Centro Studi Tagliacarne e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica della Fondazione Symbola.

Greenitaly 2023, i principali dati dello studio

L’Italia sulle rinnovabili è ancora troppo lenta. Nel confronto con altri Paesi europei riguardo la potenza da fonti rinnovabili installata nel 2022 si ferma a 3 GW (Entro il 2030 si prevede che il target da installare all’anno si dai 8-9 GW) contro i 6 GW della Spagna e gli 11 Gw della Germania. 

Ci sono anche buone notizie. Il nostro Paese, infatti, è tra gli eco leader d’Europa con un primato per l’Efficienza delle risorse. Un primo posto condiviso col Lussemburgo con un punteggio nel ranking pari a 274 punti contro i 147 della media Ue. 

L’attenzione alle politiche verdi ha ripercussioni anche sul campo dell’occupazione. A fine 2022, le figure professionali legate alla green economy costituivano il 13,9 per cento degli occupati totali, 3.222 mila unità. Nel 2022, inoltre, i contratti attivati di queste figure sono stati pari a 1.816.120, il 35,1 per cento dei contratti totali previsti nell’anno (circa 5,2 mln), con un incremento di 215.660 unità rispetto alla precedente rilevazione. Tra le aree aziendali più interessate sul totale delle attivazioni troviamo le aree progettazione e sviluppo (incidenza 87 per cento), logistica (81,7 per cento) e marketing e comunicazione (79,2 per cento).

Primatisti del riciclo

Quando si parla di economica circolare, però, l’Italia non ha rivali. Come evidenzia il rapporto Greenitaly 2023, il 2020-2021 rappresenta un anno di svolta col maggiore sviluppo, dal 2009, nell’impiego industriale di rifiuti e materie seconde. Siamo leader nell’economia circolare con un avvio a riciclo sulla totalità dei rifiuti, urbani e speciali, pari all’83,4 per cento (2022). Un dato di gran lunga superiore a quello di tutte le grandi economie europee.  

Un tasso di riciclo superiore di oltre 30 punti alla media UE (52,6 per cento) e più alto rispetto a tutti gli altri grandi Paesi europei, come Francia (64,4 per cento), Germania (70 per cento) e Spagna (59,8 per cento). L’Italia, inoltre, è anche uno dei pochi Paesi europei che tra il 2010 e il 2020, nonostante un tasso di riciclo già elevato, ha comunque migliorato le sue prestazioni (+10 per cento contro una media UE pari al 6 per cento).

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Strategie dell’economia circolare

Infine, va sottolineato che l’Italia nel 2022 ha approvato la Strategia Nazionale per l’Economia Circolare, che definisce i seguenti obiettivi: 

  • Favorire il mercato delle materie prime secondarie; 
  • estendere la responsabilità dei produttori e dei consumatori;
  • diffondere pratiche di condivisione e il principio del “prodotto come servizio”; 
  • definire una roadmap di azioni e obiettivi fino al 2040.

La strategia comprende interventi pensati per l’intera filiera, considerando sia il lato della produzione che quello del consumo dei beni, nonché l’implementazione di piani di monitoraggio per misurare le performance di imprese (soprattutto Pmi), aree industriali e filiere produttive, città e territori, cittadini-consumatori, eco-design, blue economy, bioeconomia e materie prime critiche. La strategia fa parte del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), con uno stanziamento specifico di 2,1 miliardi di euro per migliorare la gestione dei rifiuti e l’economia circolare attraverso un pacchetto di investimenti e riforme, tra cui, appunto, l’adozione della Strategia nazionale per l’economia circolare e del Piano nazionale di gestione dei rifiuti.

No alle incertezze

Nel corso della presentazione del rapporto Grennitaly 2023, Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, ha affermato: «Sul tentativo di negare o sminuire la portata della crisi climatica, Papa Francesco, con l’esortazione apostolica Laudate Deum, ha detto parole chiare in vista della COP28 di Dubai. Una crisi legata a doppio filo a dinamiche ambientali, economiche, sociali».

Inoltre, ha aggiunto, «non possiamo permetterci le incertezze con cui procede l’attuazione dell’Agenda 2030. Anche in alcune politiche del nostro Paese. Pensiamo al ritardo sulle energie rinnovabili. Sono 510 mila le imprese italiane che negli ultimi cinque anni hanno investito sulla green economy e sono 3,2 milioni i greenjobs». 

I vantaggi per chi investe sul green, prosegue Realacci, sono evidenti. «Accelerare gli investimenti nella transizione verde e nelle energie rinnovabili, aumenta la stabilità finanziaria come dimostrano gli studi della Bce e della Banca d’Italia, dà forza al made in Italy, riduce i costi a medio termine per famiglie e imprese, rafforza la nostra indipendenza energetica. Siamo una superpotenza europea dell’economia circolare e questo ci rende più competitivi e capaci di futuro. Nel rapporto GreenItaly si legge un’Italia che va verso un’economia più a misura d’uomo che punta sulla sostenibilità, sull’innovazione, sulle comunità e sui territori».

Greenitaly 2023 e l’impegno nella transizione verde

«GreenItaly, con i suoi numeri e le sue storie d’impresa pone in chiara evidenza l’impegno del sistema produttivo italiano nella transizione verde. Grazie a un trend di investimenti aziendali nella direzione della sostenibilità ambientale che non si e’ arrestato neanche nei periodi di maggiori difficoltà da anni siamo infatti tra i paesi eco leader in Europa», ha dichiarato Andrea Prete, presidente Unioncamere, in riferimento al rapporto GreenItaly 2023.  

Tuttavia, ha aggiunto, «non sempre le nostre imprese sono messe nelle condizioni di operare al loro meglio. È il caso del tema delle energie rinnovabili, fondamentali per una riduzione delle importazioni di energia del nostro Paese e per una stabilizzazione dei prezzi, la cui crescita è spesso rallentata da ostacoli burocratici». 

Articolo aggiornato in data 2 Novembre 2023
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