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green pass obbligatorio
Un facsimile del green pass (foto da Twitter @IOItaliaIt)

Quale sarà la sorte del Green pass? Lasciare tutto com’è, seguire il modello francese o adottare una nuova strada? Sono questi gli interrogativi che, in questi giorni, ruotano intorno al certificato verde. Il nascere di nuove forme del virus, come la variante Delta, e l’aumento dei contagi in alcuni Paesi ha portato ad alcune decisioni d’impatto per aumentare il numero dei vaccinati.

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Come quella del preside presidente francese, Emmanuel Macron, di rendere obbligatorio il vaccino per i sanitari e di estendere le funzionalità del green pass, facendolo diventare necessario anche per accedere a teatri e cinema, centri commerciali, bar e ristoranti. In alternativa c’è sempre la possibilità di un tampone, ma rispetto a prima questo non sarà più gratuito. Una scelta dovuta soprattutto per incentivare le vaccinazioni tra il personale sanitario. Oltralpe, infatti, il 40 per cento dei medici non è ancora vaccinato. La decisione ha comportato una corsa alle prenotazioni. Ci si chiede, quindi, se una simile scelta anche nel nostro Paese possa contribuire allo stesso incedere della campagna vaccinale.

Informazioni sul green pass
Principali informazioni sul green pass (immagine da Facebook @MinisteroSalute)

Green pass obbligatorio, a partire da quando?

E se si pensa di introdurre il green pass obbligatorio per concerti e discoteche, ancora si discute per quanto riguarda le altre situazioni. C’è anche chi fa notare l’impatto che avrebbe questa decisione sugli esercizi commerciali italiani. Il green pass obbligatorio per entrare al ristorante coinvolgerebbe ben due italiani su tre, soprattutto in vacanza quando i pasti sono consumati principalmente in ristoranti, pizzerie o pub. A rivelarlo è un’analisi Coldiretti/Ixè. Lo studio evidenzia come una modifica della validità del certificato verde inciderebbe direttamente su circa 360mila bar, ristoranti pizzerie e agriturismi. Oggi, spiega la Coldiretti in un comunicato, «l’alimentazione è diventata la prima voce di spesa delle vacanze in Italia con circa 1/3 del budget di spesa dei 33,5 milioni di italiani che hanno deciso di andare in ferie nell’estate 2021».

Allo stesso tempo, l’obbligo del green pass a tavola non riguarda i turisti stranieri. Per loro, secondo un’analisi dell’associazione su dati Isnart, si prevedono arrivi in aumento pari al 32 per cento. Purtroppo, il numero è ancora lontano dai livelli pre-pandemia: mancano, infatti, all’appello, ben 8 milioni di turisti. 

Obbligatorietà non a breve termine: ecco perché

Intanto, l’ultimo monitoraggio della Fondazione GIMBE, relativo alla settimana dal 7 al 13 luglio 2021, rileva un aumento di nuovi casi pari al 61,4 per cento (dal 5571 a 8989). Contemporaneamente, però, si registra un calo di tutte le altre voci. Dai decessi (104 rispetto ai 162 del precedente rilevamento) ai casi attualmente positivi (40649 da 42579), le persone in isolamento domiciliare (39364 da 41121), i ricoverati con sintomi (1128 contro 1271) e le terapie intensive (157 contro le 187 del precedente rilevamento).

copertura vaccinale Italia
La copertura vaccinale in Italia per fasce d’età (fonte Ufficio stampa Fondazione GIMBE)

Per arginare la crescita dei contagi, si legge nel report della Fondazione, è necessario accelerare la copertura vaccinale completa di over 60 e persone fragili. Tuttavia, il presidente Nino Cartabellotta si dice scettico sulla possibilità, perlomeno a breve termine, di introdurre un green pass obbligatorio. «Se per limitare la circolazione del virus rimangono fondamentali i comportamenti virtuosi, l’utilizzo del green pass sul modello francese per l’accesso a bar, ristoranti e altre attività, seppur auspicabile è poco applicabile a breve termine per vari ostacoli che dovrebbero essere fronteggiati e rimossi. Innanzitutto l’indisponibilità di vaccini per tutti coloro che vorrebbero riceverli e la non gratuità dei tamponi in tutte le Regioni genera un rischio di discriminazione; in secondo luogo, servono strumenti e risorse per controlli serrati e sistematici; infine, manca una legge sull’obbligo vaccinale per chi svolge mansioni a contatto col pubblico». 

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