Green Hero, crescono gli investimenti nel crowdfunding ambientale

Un sondaggio realizzato dall’International Center for Social Research per la piattaforma Ener2Crowd ha evidenziato l’aumento di persone disposte a investire i propri capitali nel crowdfunding, soprattutto se si parla di progetti green

Gli italiani dicono sì alla finanza green. Negli ultimi anni è aumentata la considerazione verso il tema dei cambiamenti climatici portando allo stesso tempo a una crescita dell’interesse da parte di imprese, istituti di credito e investitori verso iniziative e operazioni a favore del clima. Una tendenza che si conferma anche nel caso di altre forme di investimento. Almeno una persona su due, infatti, sarebbe pronta a investire nel crowdfunding ambientale. In questo caso, la raccolta fondi “dal basso” è finalizzata a combattere la direzione intrapresa dal cambiamento climatico grazie allo sviluppo di interventi concreti e misurabili dove il fattore determinante è dato dalla partecipazione di tutti e la condivisione collettiva dei benefici.

È questo lo scenario evidenziato dal sondaggio “Crowdfunding 2022” realizzato dall’International Center for Social Research (ICSR) per Ener2Crowd, piattaforma italiana di lending crowdfunding ambientale ed energetico. L’indagine, realizzata a febbraio 2022, ha riguardato un campione di 4mila individui (equamente divisi tra uomini e donne) in età compresa tra i 18 e i 75 anni. Oggi, oltre il 64 per cento degli italiani conosce il crowdfunding come strumento di raccolta fondi e almeno il 26 per cento è interessato ad investire in questo campo. Inoltre, quando c’è di mezzo l’ambiente, l’italiano si trasforma in una sorta di “Green Hero”: nel caso di investimenti “verdi”, infatti, la percentuale degli intervistati che investirebbe nel crowdfunding è pari al 48 per cento.

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Green Hero, chi sono gli eroi dell’ambiente

Ma chi sono questi investitori dall’animo verde? Il profilo del Green Hero è quello di una persona con età di circa 46 anni e una disponibilità media di capitali da investire pari a 14.200 euro all’anno che ha già contribuito a finanziare la transizione energetica. Un quadro che raffigura tutti coloro che, nel pieno della loro vita professionale, scelgono di investire parte del proprio capitale per un futuro più verde e sostenibile per le prossime generazioni. Inoltre, esaminando le differenze di genere, risulta che i Green Hero donne (circa il 20 per cento del totale) hanno un’età media di 48 anni e investono in media 11500 euro all’anno. Cifra che sale a 14500 euro se si parla del capitale di investimento degli uomini che hanno un’età media di 46 anni.

Gli investitori attenti all’ambiente non sono tutti qui. L’insieme comprende anche i nati tra l’inizio degli anni ’80 e la fine degli anni ’90. I cosiddetti millennial, infatti, hanno una forte propensione a contribuire al benessere del Pianeta tramite gli strumenti offerti dalla finanza partecipativa. Analizzando i numeri, gli uomini di questa categoria sono al 45 per cento mentre la percentuale delle donne sale al 48,4 per cento. Per contro, si riscontrano numeri più bassi tra gli appartenenti alla generazione X: in questa categoria il crowdfunding green è scelto dal 39,6 per cento degli uomini e dal 29,6 per cento delle donne. 

I numeri del crowdfunding

In base all’analisi dell’ICSR la percezione del crowdfunding nel nostro Paese è in continua ascesa. Più di due terzi del campione sono consapevoli della possibilità di donare o raccogliere fondi grazie all’online. E se si considerano le donne nella fascia d’età sotto i 27 anni la percentuale sale all’86,6 per cento. Come spiega Niccolò Sovico, CEO e co-founder di Ener2Crowd.com, «nel crowdfunding sono incluse una molteplicità di possibilità, includendo le donazioni ed il “reward crowdfunding”, ma è per quanto riguarda più specificamente gli investimenti (equity o lending) che si è verificato il boom dell’ultimo anno».

Analizzando gli altri dati della ricerca, risulta come per gli uomini la fascia d’età con la percentuale più alta è quella degli under 27 (pari al 26,4 per cento). Seguono i millennial (tra i 27 e i 40 anni) al 25,6 per cento, la Generazione X (dai 41 ai 56 anni) al 25 per cento e i baby boomer (dai 57 ai 75 anni) al 24 per cento. E se in questo caso le percentuali cambiano progressivamente con l’età, lo stesso non accade per le donne.

Qui si parte dalle native digitali al 33 per cento a cui seguono le millennial, anch’esse come gli uomini al 25,6 per cento, proseguendo con le appartenenti agli anni del boom economico al 24 per cento. Chiudono le appartenenti alla generazione X con il 22,4 per cento. In sostanza, riassume Giorgio Mottironi, CSO e co-founder di Ener2Crowd, «dal punto di vista demografico, sono i più giovani e le donne sia a comprendere meglio il crowdfunding che ad essere interessati ad investirvi».

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Tabella dell’Ics relativa alla propensione per gli investimenti in crowdfunding ambientale

Investimenti verdi

E il lending crowdfunding (ossia un prestito tra privati,  per lo sviluppo di iniziative imprenditoriali, realizzato su apposite piattaforme online) è una delle vie considerate dalle persone per investire i propri capitali. Considerando le cifre totali si parla di somme molto alte che ammonterebbero a circa 4.200 miliardi di euro di cui, secondo le stime, 1.500 miliardi fermi sui conti correnti. In questo caso, spiega Giorgio Mottironi, «Anche solo il 10 per cento di questa ricchezza, pari a circa 70 mila euro pro-capite, investita nella sostenibilità ambientale ed energetica porterebbe ad una crescita oltre il 6 per cento all’anno, più dell’intera economia cinese prima del Coronavirus».

E parlando di ambiente, l’analisi dell’ICSR evidenzia come nel caso in cui le iniziative di crowdfunding siano legate a investimenti green, la percentuale di quanti sono propensi ad aderire si attesta al 48 per cento. Le percentuali sono particolarmente alte per i nativi digitali (donne al 55 per cento e uomini al 50,6). E i numeri salgono ulteriormente se si considera la fascia dei baby boomer (in questo caso le percentuali di uomini e donne sono rispettivamente 56 e 60,4 per cento).