Il granchio blu trova un nuovo avversario naturale al largo di Cesenatico. Diversi esemplari di polpo, alcuni esemplari giovani e una femmina, sono stati liberati in Mare Adriatico per contrastare la specie invasiva. L’operazione rientra nella sperimentazione scientifica condotta dall’Università di Bologna e finanziata dalla Regione Emilia-Romagna.
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La sperimentazione Octo-Blu e le operazioni a Cesenatico
Il progetto si chiama Octo-Blu. Nato nel 2024 per studiare il controllo biologico della specie aliena, l’intervento punta sulle capacità predatorie del polpo. La specie nostrana caccia attivamente il crostaceo. L’obiettivo scientifico, quindi, è verificare quanto il mollusco possa limitare la prolificazione del granchio nell’Adriatico, un fenomeno che devasta la fauna locale e minaccia gli allevamenti di vongole.
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La ricerca condotta dall’Università di Bologna ha richiesto quasi due anni di indagini preliminari. Gli esperti dell’ateneo hanno analizzato le dinamiche di interazione tra le specie e messo a punto tecniche specifiche di riproduzione in vasca. Raggiunte le prime schiuse negli impianti universitari, i ricercatori sono passati all’azione sul campo. Le prime immissioni sono avvenute l’11 e il 17 giugno in corrispondenza delle barriere artificiali sommerse, con il supporto logistico del Club Nautico di Riccione, per poi proseguire nel mese di agosto.
L’ultima operazione a Cesenatico ha visto la presenza dei responsabili scientifici Oliviero Mordenti e Antonio Casalini, scortati dalla Capitaneria di Porto. I piccoli polpi e la femmina hanno raggiunto il fondale tramite una motovedetta.
Risorse economiche e monitoraggio scientifico
La Regione Emilia-Romagna sostiene il piano con risorse dedicate. Dal 2023 sono stati stanziati 3,5 milioni di euro per aiutare le imprese di pesca colpite, a cui si sommano altri 1,5 milioni previsti per l’anno in corso e i bandi dedicati al ristoro delle calamità.
La strategia regionale unisce sostegno finanziario immediato e sperimentazione sul campo. Salvare l’acquacoltura «rappresenta per noi una priorità assoluta», ha dichiarato l’assessore regionale alla pesca, Alessio Mammi, precisando che «per questo abbiamo scelto di affiancare alla gestione dell’emergenza una strategia più ampia, fatta di interventi immediati e di una visione di lungo periodo».
L’emergenza resta alta. Secondo Mammi, «di fronte a un fenomeno di questa portata dobbiamo mettere in campo il massimo impegno possibile e tutte le competenze disponibili» poiché «è una sfida complessa e non esistono risposte semplici».
Dagli esami svolti sulle dinamiche di caccia arrivano conferme promettenti. Secondo il professor Mordenti, lo studio ha consentito di raccogliere «informazioni preziose sul comportamento e sulla biologia del granchio blu presente nel nostro areale, nonché di individuare una possibile strategia per contrastarne la diffusione». Il docente evidenzia come il mollusco «è un predatore in grado di contribuire al controllo delle specie più abbondanti e si configura come una specie di rilevante interesse ecologico, svolgendo un ruolo importante nella regolazione delle catene alimentari marine». Le attività di monitoraggio in mare proseguiranno nelle prossime settimane per tracciare l’impatto reale dei rilasci sul riequilibrio della catena alimentare marinara.
