sabato 20 Aprile 2024

Frutta esotica Made in Italy, al via la raccolta di mango e avocado

Con le prime raccolte di mango in Sicilia possiamo ormai parlare di Italia tropicale. E le influenze del clima nell’agricoltura non si fermano qui

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L’Italia è “ufficialmente” un Paese tropicale. Ormai, infatti, l’effetto dei cambiamenti climatici è intervenuto pesantemente sulle nostre coltivazioni portando numerose aree del Paese a coltivare prodotti originari da aree molto lontane. Così con le prime raccolte di mango si può ormai parlare di frutta esotica made in Italy. 

Secondo la Coldiretti sono più di mille gli ettari coltivati a frutta tropicale che stanno modificando radicalmente la mappa delle produzioni agricole, con l’arrivo dei frutti esotici al Sud e la migrazione degli ulivi che arrivano sulle Alpi a Nord.

Frutta esotica made in Italy, concentrazione al sud

Sicilia, Puglia e Calabria sono le tre regioni dove si concentra la maggior parte di queste nuove produzioni. Negli ultimi anni, le coltivazioni di frutta esotica made in Italy sono moltiplicate superando i mille ettari. Ormai, ricorda la Coldiretti sempre più spesso si sperimentano e poi si avviano vere e proprie piantagioni di frutta originaria dell’Asia e dell’America Latina: dalle banane al mango, dall’avocado al lime, dal frutto della passione all’anona, dalla feijoa al casimiroa, dallo zapote nero fino ai litchi. A far la parte del leone è la Sicilia con coltivazioni di avocado e mango di diverse varietà la cui raccolta prosegue sino alla fine di novembre.

Un risultato che è il frutto della tendenza al surriscaldamento in Italia dove la classifica degli anni più roventi negli ultimi due secoli si concentra proprio nell’ultimo decennio e comprende nell’ordine il 2022 il 2018, il 2015, il 2014, il 2019 e il 2020 mentre anche il 2023 si classifica fino ad ora in Italia nella top ten degli anni più caldi di sempre con una temperatura superiore di 0,67 gradi la media storica che lo classifica al terzo  posto tra le più alte mai registrate nel periodo dal 1800, quando sono iniziate le rilevazioni, secondo l’analisi della Coldiretti sui dati Isac Cnr nei primi sette mesi.

Coltivazioni e consumi

«Quello delle piante tropicali e della frutta esotica Made in Italy – sottolinea Coldiretti – è un fenomeno destinato a modificare in maniera profonda i comportamenti di consumo nei prossimi anni, ma anche le scelte produttive delle stesse aziende agricole per gli effetti del surriscaldamento determinati dalle mutazioni del clima». 

Le temperature ormai influenzano tutte le colture. Basti pensare al vino e all’olio prodotti a latitudini sempre più settentrionali. Allo stesso tempo la Pianura Padana si è popolata di produzioni tipicamente mediterranee come grano e pomodoro da salsa con 70mila ettari coltivati in Italia per quasi la metà proprio al Nord e l’Emilia Romagna che è diventata l’hub dell’oro rosso nelle regioni settentrionali.

«Un esempio  – spiega la Coldiretti – è il vigneto Italia che produce adesso uve più precoci, meno acide e più dolci rispetto al passato, con il vino che è anche è aumentato di un grado negli ultimi 30 anni. Si è verificato un anticipo di un mese della vendemmia che parte ora già nei primi giorni di agosto rispetto al tradizionale inizio di settembre, smentendo quindi il proverbio “ad agosto riempi la cucina e a settembre la cantina”, oltre a quanto scritto in molti testi scolastici che andrebbero rivisti».  

frutta esotica made in italy
La frutta tropicale Made in Italy, dalle banane al mango fino all’avocado, coltivata e raccolta in Italia per effetto dei cambiamenti climatici (foto da Uff. stampa Coldiretti)

Vino e olio di montagna

L’innalzarsi delle temperature ha portato cambiamenti anche nella distribuzione dei vigneti. Ormai, infatti, tendono ad espandersi verso l’alto con la presenza della vite a quasi 1200 metri di altezza come nel comune di Morgex e di La Salle, in provincia di Aosta. Qui dai vitigni più alti d’Europa si producono le uve per il Blanc de Morgex et de La Salle Dop.

Inoltre, si è assistito nel tempo anche a un significativo spostamento della zona di coltivazione tradizionale di alcune colture come l’olivo che è arrivato alle Alpi. È infatti in provincia di Sondrio, oltre il 46esimo parallelo, l’ultima frontiera nord dell’olio d’oliva italiano. «Negli ultimi dieci anni – ricorda la  Coldiretti – la coltivazione dell’ulivo sui costoni più soleggiati della montagna valtellinese è passata da zero a circa diecimila piante, su quasi 30 mila metri quadrati di terreno».

Agricoltura 4.0 e genetica green

L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli. I cambiamenti climatici impongono una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio. 

Un obiettivo che richiede un impegno delle Istituzioni per accompagnare l’innovazione. Dall’agricoltura 4.0 con droni, robot e satelliti fino alla nuova genetica green no ogm, una strada che anche la Commissione Europea sta iniziando a considerare.

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Articolo aggiornato in data 6 Settembre 2023
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