Fosso di Pratolungo, ritrovato un ponte romano di epoca imperiale

Le indagini archeologiche della Soprintendenza Speciale di Roma per l’allargamento di via Tiburtina hanno permesso di portare alla luce l’importante ritrovamento

Riportati alla luce i resti di un antico ponte romano. La struttura, a una prima analisi di epoca imperiale, serviva alla antica Tiburtina ad attraversare il Fosso di Pratolungo, poco prima del punto in cui il corso d’acqua confluisce nell’Aniene.

Il ritrovamento è venuto alla luce durante le indagini archeologiche condotte sotto la direzione della Soprintendenza Speciale di Roma per i lavori del Comune di Roma di allargamento della Tiburtina, all’altezza dell’undicesimo chilometro della via moderna e al VII miglio di quella antica. La Capitale è famosa per i suoi ponti tra i più antichi d’Italia. 

Fosso di Pratolungo, dettagli sul ritrovamento archeologico

Gli scavi, condotti con la direzione scientifica di Fabrizio Santi, archeologo della Soprintendenza Speciale di Roma, dalle archeologhe Stefania Bavastro e Mara Carcieri della Land Srl, hanno messo in luce la porzione centrale dell’arcata a tutto sesto del ponte realizzata con possenti blocchi di travertino messi in opera a secco, fissati tra di loro mediante incavi rettangolari connessi a sporgenze dalle medesime caratteristiche e dimensioni, e rinforzati esternamente da uno spesso strato di cementizio.

Gli scavi hanno portato alla luce l’arcata del ponte priva, però, della parte centrale. Secondo le prime analisi l’assenza della chiave di volta è attribuibile alla risistemazione dell’area in età medioevale e rinascimentale. In quest’epoca avvenne la demolizione parziale del ponte, chiuso da da due muraglioni di oltre tre metri di altezza. Tali strutture, rivestite con intonaco solo all’esterno, sembrano aver sostenuto una rampa funzionale ad attraversare il Fosso.

Fosso di Pratolungo, ponte romano
I pezzi del ponte romano ritrovato al Fosso di Pratolungo (foto da Uff. stampa Soprintendenza speciale di Roma – Crediti Fabio Caricchia)

Riferimenti storici

È in corso di studio il rapporto di questo ritrovamento con un’altra porzione di ponte rinvenuta quest’inverno a una distanza di appena 25 metri sul versante opposto del Fosso di Pratolungo e di epoca anteriore (III-II secolo avanti Cristo).

La cartografia storica di quest’area riporta la convergenza di più rami del Fosso e di piccoli affluenti, il cui corso aveva andamenti variabili a seconda delle epoche, inoltre i notevoli strati alluvionali venuti alla luce nella campagna di scavo attestano come il ponte attraversasse il fosso in un punto critico, soggetto fin dall’età romana a frequenti esondazioni e impaludamenti.

Al termine delle indagini archeologiche i resti del ponte, che si trovano a 4 metri sotto l’attuale livello stradale all’interno di una falda acquifera, saranno consolidati e ricoperti in modo da garantirne la tutela e la perfetta conservazione.

Il ritrovamento mostra l’opera dell’ingegneria romana

«Roma ci sorprende sempre con le testimonianze della sua storia millenaria – dichiara Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma –. Il ponte appena ritrovato ci mostra i resti di una pregevole opera dell’ingegneria romana e permetterà di comprendere meglio la topografia antica della zona ed i suoi sviluppi nel corso dei secoli. Lo scavo e la conservazione del ponte non saranno comunque di ostacolo all’allargamento in corso della via Tiburtina».

Inoltre, ha dichiarato l’Assessore ai Lavori pubblici di Roma Capitale, Ornella Segnalini, «Riguardo all’avanzamento dei lavori per la costruzione del previsto ponte del Fosso di Pratolungo, grazie alla sinergia fra l’Assessorato e la Soprintendenza Speciale di Roma, sono già state individuate le soluzioni adeguate per realizzare il nuovo ponte senza che si subiscano ritardi sul cronoprogramma già stabilito».