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Il ruolo della distribuzione moderna per una spesa calmierata e di qualità per gli italiani e un’attenzione a produzioni locali e filiere del gusto. Questi gli argomenti al centro dell’incontro “Crai futura. Il cibo al centro”, organizzato presso la sala stampa della Camera dei Deputati.
Presenti all’evento l’On. Calogero Pisano, segretario XIV Commissione politiche dell’Unione europea, l’On. Martina Semenzato, presidente della Commissione su femminicidio e violenza di genere, Giangiacomo Ibba, amministratore delegato di Crai e presidente di Food 5.0 e Roberto Comolli, direttore generale di Food 5.0 e autore del libro “il mio Cibo. Storie di un manager del gusto”.
Filiere del gusto, rimettere il cibo al centro
Focus dell’incontro le filiere del gusto di Crai e Food 5.0, società del gruppo responsabile della progettazione dei prodotti marca privata che ha permesso la riattivazione di produzioni locali.
«Abbiamo iniziato un forte processo di rinnovamento – ci spiega Giangiacomo Ibba della nostra organizzazione che è fortemente radicata nel territorio perché rappresentata da più di 1000 imprenditori in tutto il territorio italiano. Siamo presenti in tantissimi paesi e comuni della nostra Nazione, però crediamo che l’evoluzione della distribuzione non passi solo da un punto di vista tecnico, ma debba rimettere il cibo al centro e l’oggetto principale del nostro mestiere è l’importanza di un cibo sano, buono che sia però sempre più accessibile a chiunque. Quindi non un cibo elitario, ma avere un cibo che possa arrivare a tutte le nostre comunità e alle persone che vengono nei nostri negozi».
Benefici del mangiare sano
«Il cibo – ricorda l’On. Calogero Pisano – fa parte della nostra vita quotidiana. Mangiare bene e sano rappresenta il nostro vivere meglio durante la giornata. Oggi la politica si è messa a disposizione della distribuzione per aiutarla a vivere meglio nel sistema produttivo italiano, soprattutto nel sistema Italia. Perché dietro la distribuzione, come sappiamo, ci sono le famiglie. Sia come consumatori sia come parte attiva, da lavoratori. Quindi è giusto che ci sia il rapporto tra la politica, la grande distribuzione e il cibo».
Inoltre, ha aggiunto, «mangiare bene ci aiuta anche nel futuro nell’ambito sanitario. Perché mangiando meglio stiamo meglio e poi nella nostra vecchiaia affronteremo meno problemi di salute».
Educazione alimentare
E una corretta alimentazione passa anche da un’educazione al cibo che parta fin dalle giovanissime generazioni. «Mi piace pensare – ci spiega l’On. Semenzato – che oggi i ragazzi possano capire il valore che c’è dietro a un piatto, ma soprattutto l’educazione alimentare. Che cos’è il cibo, che cosa rappresenta e come approcciarsi. Ma anche il rispetto che c’è dietro a quel piatto, dietro alle persone, alle imprese che contraddistinguono in maniera incredibile il nostro made in Italy a livello nazionale e internazionale. Penso che parlare con le giovani donne e i giovani uomini di cibo ci faccia anche capire il rispetto della natura, anche di quella sostenibile».

