Favignana, spiaggia ecologica tra valorizzazione e lotta alla plastica

Dopo il successo delle prime Spiagge Ecologiche del Lazio, il modello di gestione sostenibile degli arenili che permette di coniugare protezione ambientale e turismo consapevole approda sull’isola della Sicilia

L’Area Marina Protetta Isole Egadi, un’area ad altissima valenza dal punto di vista naturalistico in Sicilia, comprende la prateria di Posidonia oceanica più estesa e meglio conservata del Mediterraneo, circa 7.700 ettari. A Favignana la posidonia spiaggiata rappresenta un elemento della vita quotidiana, che gli abitanti a volte si trovano a dover spazzare via anche dall’interno delle loro abitazioni.

Dopo il successo delle prime Spiagge Ecologiche del Lazio, il modello di gestione sostenibile degli arenili che permette di coniugare protezione ambientale e turismo consapevole approda sull’isola di Favignana, dove prosegue il progetto MED Dé.Co.U.Plages per la gestione dei depositi di posidonia spiaggiata che permette di valorizzare questa risorsa che, da fastidio per i bagnanti e problema oneroso per le amministrazioni, diventa un’occasione di incentivo al turismo sostenibile. L’evento di presentazione, organizzata da Ispra e dall’AMP Isole Egadi a Favignana, ha un calendario fitto di iniziative sulla spiaggia di Praia e presso lo Stabilimento Florio delle Tonnare di Favignana e Formica.

Favignana, barche in mare

Favignana: cosa è la prateria di posidonia? 

La prateria di posidonia, habitat protetto a livello internazionale, è considerata il polmone del Mediterraneo e riveste un ruolo cruciale per l’equilibrio dell’ecosistema marino. Anche le banquette che si formano dallo spiaggiamento delle foglie morte a causa delle mareggiate, hanno un importante valore ecosistemico, poco conosciuto e studiato. Nel corso del progetto, i monitoraggi eseguiti con il veicolo automatico multicamera hanno permesso di monitorare 33 km di costa per l’Isola di Favignana e 15 km per Levanzo. Mentre con i droni sono state mappate le tre banquette più estese dell’Isola di Favignana, coprendo 436 metri di costa.

L’attività di monitoraggio dell’ambiente costiero ha previsto anche il coinvolgimento diretto dei cittadini e dei turisti grazie all’installazione di appositi supporti per gli smartphone e l’acquisizione di foto da condividere nella community mondiale chiamata CoastSnap. Si tratta di una recente iniziativa di Citizen Science su scala mondiale che include già più di 5000 utenti e che trasforma i cittadini in scienziati per osservare e monitorare il cambiamento delle nostre coste. Quelli di Praia e Cala Azzurra a Favignana sono i primi due siti installati per l’Italia.

Contro l’inquinamento della plastica

Anche il tema dell’inquinamento da plastiche in mare viene affrontato dal progetto: il 50% dei rifiuti marini in Europa è composto da articoli di plastica monouso. Mentre l’Italia recepisce la direttiva europea che regolamenta la produzione e l’immissione sul mercato di questi oggetti, a Favignana, alcuni operatori della piccola pesca e un rappresentante delle cooperative locali, coinvolti dal progetto MED Dé.Co.U.Plages, si impegnano in prima persona per la salvaguardia del meraviglioso mare delle Egadi.

La loro partecipazione alle attività del progetto e all’iniziativa Ispra “Questa barca si prende cura del mare”, prevede che riportino giornalmente i quantitativi di plastica trovata nelle reti e adottino buone pratiche a bordo come la raccolta differenziata dei rifiuti, in particolare quelli monouso. Inoltre, coerentemente con gli approcci di economia circolare e il modello Riduci- Riusa – Ricicla (3R), il progetto ha promosso un concreto coinvolgimento delle imprese e degli artigiani locali che permetterà di valorizzare e riutilizzare i rifiuti plastici e anche la posidonia spiaggiata in eccesso.

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