Etichette alimentari, addio alle indicazioni di origine su latte e altri prodotti

Senza una proroga ai decreti in scadenza il 31 dicembre, finirà l’obbligo di indicare l’origine dei prodotti col rischio di una minor trasparenza nella tracciabilità

Dal prossimo 31 dicembre latte e formaggi 100 per cento italiani potrebbero diventare alimenti “anonimi”. Il motivo è dato dal termine dell’obbligo di indicare sulle etichette alimentari l’origine del latte. Con il rischio che alimenti dal contenuto proveniente dall’estero possano essere spacciati per prodotti del nostro Paese. Un allarme lanciato dal presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, che ricorda il rischio di un simile scenario.

«Si tratta di un passo indietro pericolosissimo rispetto a un percorso di trasparenza che nel corso degli anni ha portato indiscussi benefici ai cittadini consumatori e alle imprese della filiera agroalimentare che hanno puntato sul 100 per cento Made in Italy – afferma, sottolineando che «si rischia così di creare nuovi spazi di manovra per chi inganna i cittadini con prodotti di bassa qualità spacciati per nostrani».

contenitori latte
Contenitori del latte dopo la mungitura

Etichette alimentari, quali rischi senza l’origine dei prodotti?

L’elenco dei prodotti a rischio vede anche altri alimenti oltre a latte e formaggi. Dalla passata di pomodoro ai salumi fino a riso e pasta. In totale, quindi, quasi un quarto della spesa degli italiani rischia, con l’”anonimato” delle etichette alimentari, il ritorno dell’utilizzo a ingredienti di bassa qualità. Un danno che coinvolge allo stesso tempo consumatori e imprese. Entrando nel dettaglio del problema, il prossimo 31 dicembre 2021 scadranno i decreti ministeriali che avevano introdotto l’obbligo dell’indicazione di origine in etichetta. Dal grano utilizzato nella pasta al riso, dal pomodoro per la passata al latte nelle confezioni Uht e nei formaggi fino alla carne di maiale nei salumi.

Un passo indietro che mal si sposa col bisogno di trasparenza, ulteriormente cresciuto durante la pandemia. La Coldiretti, inoltre, ricorda che il Covid ha modificato i consumi alimentari degli italiani. Un dato rilevato da un’indagine dell’EngageMinds Hub, il Centro di ricerca dell’Università Cattolica. Secondo l’analisi, il 70 per cento dei cittadini ha orientato le sue scelte verso prodotti locali e certificati. Preferenze che aumentano tra le persone sopraffatte da stati d’ansia e depressivi a causa della pandemia.

etichette alimentari, via le origini da molti prodotti

Richiesta una proroga

Da qui la richiesta da parte dell’associazione di una proroga che prolunghi l’obbligo oltre il 31 dicembre. Il governo, spiega il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, deve «intervenire con urgenza per la proroga del decreto sul latte e i formaggi e per tutti gli altri in scadenza. L’Italia, che è leader europeo nella qualità, ha infatti il dovere di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie poiché in un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della tracciabilità con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti, venendo incontro alle richieste dei consumatori italiani ed europei».

E a questo proposito l’associazione ricorda come siano ben 1,1 milioni le firme raccolte nell’ambito dell’iniziativa dei cittadini dell’Unione Europea “Eat original! unmask your food”. Un’azione promossa dalla Coldiretti, da Campagna Amica e da altre organizzazioni europee, da Solidarnosc a Fnsea, per l’estensione dell’obbligo di etichettatura con l’indicazione dell’origine su tutti gli alimenti.

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