lunedì 24 Giugno 2024

Esports e gaming, un White Paper sulla situazione in Italia nel 2023

Dalle principali criticità alle possibili soluzioni, il White Paper sugli Esports e il Gaming in Italia 2023, fotografa la situazione di un settore sempre più in crescita e che necessità di regolamentazioni e supporti

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Rispetto ad altri Paesi d’Europa l’Italia è indietro per quel che riguarda la regolamentazione su esports e gaming. Se n’è parlato nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei Deputati in cui è stato presentato un White Paper che individua le principali criticità del settore e propone alcune soluzioni. 

Alla conferenza hanno partecipato Luigi Caputo (Founder e Ceo dell’Osservatorio Italiano Esports), i deputati Valentina Barzotti e Antonio Caso (M5S), Stefano Russo (YouGov Italia) e Vincenzo Rana (Co-founder e Ceo di Knobs). Inoltre, erano presenti anche alcuni player professionisti come Giorgio “Pow3r” Calandrelli, Giorgia Casciaroli e Nicolò “Insa” Mirra. 

Esports e gaming, l’obiettivo del White Paper

Tutti hanno fatto notare come, rispetto all’estero, in Italia manchino molte tutele e agevolazioni per chi decide di avvicinarsi a questo mondo. Un fenomeno che coinvolge sempre più giovani e che, non per questo, deve essere semplicemente ridotto a un passatempo per ragazzi. Esports e gaming, infatti, si stanno ritagliando spazi importanti e per molti costituiscono una vera e propria professione. Tuttavia, mancano le tutele e per questo la realizzazione di questo White Paper che, coinvolgendo esperti e addetti ai lavori, vuole mostrare le potenzialità che il settore ha da offrire e dare spunti affinché la politica legiferi in proposito.

«Gli Esports – ci spiega Luigi Caputo – non sono più un fenomeno passeggero o una moda, ma sono una realtà sociale ed economica. Quindi un sistema che a livello economico può contribuire alla crescita di tante realtà imprenditoriali e dare un’occupazione a tanti ragazzi che vogliono fare del gaming un lavoro». 

Inoltre, aggiunge, considerando il profilo sociale, Esports e gaming possono essere visti sotto diverse sfaccettature. «Dal punto di vista formativo, dal punto di vista dell’aggregazione, dal punto di vista dell’inclusione femminile. Soprattutto sotto questo punto di vista c’è tanto lavoro da fare per consentire anche alle donne di poter essere parte attiva di questo mondo e non essere discriminate. Il White Paper va proprio in questa direzione: offrire alla politica degli strumenti conoscitivi per poter prendere delle decisioni. Conoscere questo mondo a fondo, capirlo e quindi iniziare gli iter legislativi adatti allo sviluppo di tutto l’ecosistema». 

Un regolamento per gli Esports

L’Italia non può permettersi di rimanere indietro e la politica, ricorda l’On. Antonio Caso, «deve interessarsene. È un’opportunità per il nostro Paese che in Europa è già stata colta da altri. Immagino la Francia o la Polonia che sono molto avanti». Quello di Esports e gaming «è un ecosistema con dei problemi da risolvere. Innanzitutto si va da un problema culturale nel far riconoscere effettivamente quello degli Esports non come una semplice passione di ragazzi che si mettono a giocare, ma anche come una vera e propria opportunità lavorativa. C’è la necessità di agire su regolamentazione, abbiamo avuto il caso del Lan Gate, ma anche sull’applicazione di norme che non sono adatte, immagino quella dei giochi d’azzardo per i montepremi. È necessario intervenire per quanto riguarda i contratti lavorativi a partire da tutti i membri di un team, non solo dai giocatori ma poi anche da tutti i professionisti che ruotano intorno. C’è la necessità di capire quanto spingere verso l’assimilazione con il mondo dello sport tradizionale, insomma c’è tanto lavoro da fare». 

Tuttavia, prosegue, affinché si giunga a risultati concreti è necessario che la politica si confronti con gli stakeholder e con quanti vivono regolarmente questo settore. «Non si parla di singoli attori, ma è un ecosistema che deve vivere insieme. Quindi si va dai produttori dei videogame, ai player, ai team e alle squadre. Questo White paper  – conclude – diventa un risultato da cui poi partire per cercare di legiferare nel modo più giusto possibile su questo tema». 

esports e gaming

Dieci proposte di sviluppo

Oltre agli interventi e le osservazioni contenuti nel White Paper, la conferenza è stata l’occasione per presentare le proposte che l’Osservatorio italiano Esports (Oies) invia al mondo della politica. Un vero e proprio decalogo per sviluppare il settore.

  • Individuare una regolamentazione adeguata alle dinamiche degli Esports;
  • individuare piani di fine carriera per i pro player e conseguente inserimento nel mercato del lavoro;
  • promuovere una maggiore inclusione della community femminile;
  • diffondere l’educazione al gaming verso scuole e famiglie;
  • includere il gaming nel curriculum scolastico;
  • creare infrastrutture che possano ospitare competizioni e centri di riferimento per gli Esports;
  • prevedere misure fiscali che possano supportare lo sviluppo del settore;
  • riconoscere i videogiochi come forma d’arte  e istituire una Game Commission;
  • favorire l’adozione delle nuove tecnologie, come la blockchain, per migliorare la sicurezza dell’ecosistema;
  • ripristinare iniziative pubbliche come il First Playable Fund per sostenere economicamente gli sviluppatori indipendenti di videogiochi. 

Articolo aggiornato in data 11 Ottobre 2023
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