mercoledì 19 Giugno 2024

Esportazioni, venti d’oriente rialzano il settore del Made in Italy

Segnali positivi dai dati del commercio estero per l’uscita dalla pandemia. I prodotti del nostro Paese mantengono il loro appeal e volano gli acquisti in Cina

Una boccata d’ossigeno per le esportazioni del Made in Italy. I prodotti del nostro Paese, infatti, nonostante le difficoltà dovute alla pandemia, mantengono il loro appeal. Così i numeri dell’export italiano raggiungono cifre più che positive. In Cina le esportazioni alimentari Made in Italy sono più che raddoppiate (+ 130 per cento). Un dato raggiunto anche grazie all’uscita dall’emergenza sanitaria del Paese asiatico. 

È un vero e proprio segnale di speranza per il commercio italiano, il dato che arriva dall’ultima analisi Coldiretti su dati Istat. Lo studio evidenzia la forte domanda di prodotti italiani da parte dei consumatori cinesi paragonando i dati di febbraio 2021 con quelli dell’anno precedente. 

Dragone cinese

Un settore in crescita

A crescere, ricorda la Coldiretti, sono le esportazioni di tutti i settori principali del Made in Italy. Il tutto si traduce con un aumento medio dell’export nazionale pari al 54 per cento. Come spiega l’associazione in una nota «si tratta di un mercato con grandi margini di crescita che ha anticipato la ripresa economica auspicata a livello globale nei prossimi mesi con l’avanzare della campagna mondiale di vaccinazione». 

Questo dato, prosegue, non è che «una conferma dell’esigenza di sostenere e mantenere vivo il tessuto produttivo nazionale nei settori di riferimento per consentire all’Italia un rapido rilancio economico ed occupazionale». Tra i prodotti dell’export Made in Italy, il vino è quello più apprezzato dai consumatori cinesi. E per il futuro ci sono buone aspettative anche per le esportazioni di frutta e verdura fresca e altri prodotti. Speranze soprattutto per il riso italiano dopo l’apertura delle frontiere grazie alla conclusione del negoziato con Pechino.

Lavorare per il futuro

Quella del riso italiano, però, non deve essere l’unica barriera a cadere. Infatti, «in questo contesto – precisa la Coldiretti – è importante anche lavorare al superamento delle barriere tecniche ancora presenti per le esportazioni nazionali. Se, infatti, è stato rimosso nel 2016 il bando sulle carni suine italiane e nel 2018 le frontiere si sono aperte in Cina per l’erba medica italiana, al momento per quanto riguarda ad esempio la frutta fresca l’Italia può esportare in Cina solo kiwi e agrumi mentre sono ancora bloccate le mele e le pere oggetto di uno specifico negoziato».

Articolo aggiornato in data 16 Aprile 2021
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